Brano: [...]liardo. Quello che fece là [...] ancora [...]. Si intrufolò, offerse sigarette, attaccò [...] mezza lite e poi fece ridere tutti con una [...]. A carambola e a [...] tutti, e stravinse. Le biglie gli ubbidivano in [...] modo che non [...] mai visto. Più tardi il Bergamasco [...] pizzeria Bella Napoli, che mangiava, e aveva [...]. E i giorni seguenti [...] mangiare lì. [...] e vinceva, ma dava [...] non essere un pidocchioso: nè avaro, nè [...]. Quanto vìnceva andava n [...] del sor Umberto: birra p[...]
[...]re un [...] Giorgio. I motori, poi, li [...] uno, pezzo per pezzo; gli bastava sentire [...] indovinare che tipo di macchina passava. Sapeva storielle che dalle [...] non si conoscevano. Un tipo in gamba, [...] tanto che a braccio di ferro non [...] più di mezzo minuto. Era un vero peso [...] età poteva avere? Forse ventotto ferse [...] bruno, con i capelli [...] occhi stretti. Per [...] in breve, li stregò, quelli [...] bar. Esperia, i quali morivano [...] non gli rivolgevano domande: tanto [...] [...]
[...] occupazione. Era un imbroglione? Ma [...] imbrogliare è quello di pagare sempre e [...] a nessuno? Era uno [...] un po' strano? Questo può essere, ma [...] mesi questa storia del Bergamasco [...] spadroneggiava nel nostro quartiere, [...] respirava più. Lui era sempre lì, [...] e la notte, nè si seppe mai [...] tiranneggiava con le buone maniere e la [...] la generosità. Il giorno prima aveva [...] Lino che si sarebbero visti presto [...] a mezzogiorno. E la sera aveva [...] come sempre. Fu [...] [...]
[...]o guardò in modo strano. Impallidì, dice il sor Umberto, [...] codesta è una assurdità perchè dal banco non si [...] vedere se uno impallidisce [...] in fondo, [...]. Comunque, ammettiamo che i [...] guardati; [...] con gli occhiali non [...] minuto più del necessario, non pronunciò una [...]. Il sor Umberto non fa [...]. E insiste, da quello [...] del biglietto da cinquanta [...] un particolare importante, la prova delle" sue [...]. Il Bergamasco, si tirò [...] dopo; ed era come [...] sere. Solo c[...]
[...]nciò una [...]. Il sor Umberto non fa [...]. E insiste, da quello [...] del biglietto da cinquanta [...] un particolare importante, la prova delle" sue [...]. Il Bergamasco, si tirò [...] dopo; ed era come [...] sere. Solo che non andò [...] non s'è più visto. Se entrate al bar Esperia, [...] al bigliardo, troverete facilmente qualcuno che parla [...] ». Il sor Umberto dice che [...] era uno della polizia. Già, e perchè non [...] Chissà, era solo, forse non aveva neppure la [...] paura. Invece Gigi[...]
[...] almeno a qualcuno [...] cosa, se il Bergamasco [...]. II sor Umberto quasi avrebbe [...] che gli avesse vuotata la cassa: «e ne sarebbe [...] una ragione. Invece [...] ciao ragazzi [...] come se niente fosse. Marisa è a posto, [...] non gli parlava più al Bergamasco: «Credeva [...] prepotente con me. Si sbagliava ». Pare che si sia [...] Aldo. UNA INTERESSANTE MOSTRA TECNICA A MILANO Televisione e [...] poco a diretto [...] 4 " [...] » [...] 1 orino arrivano le prime [...]. Ricordiamo tutti 1 prim[...]
[...] d'anni fa. I risultati non erano ancora [...] brillanti, ma già discreti, e [...] dei tecnici e degli ama' [...] era [...] sere fa ci riamo trovati, [...] Mostra [...] Televisione allestita a Palazzo [...] per un mio d'ore a [...] per tu con i tipi più moderni di apparecchi, In una serie di trasmissioni e ricezioni televisive a breve [...] media distanza: diciamo subito che negli ultimi dieci anni, [...] con la guerra di [...] si è fatta molta [...] ; Il procedimento, a grandi [...] è sempre lo st[...]
[...].] hanno dimostrato vivo Interesse per [...] mostra della [...] in piccolissime aree, giovane pittura Italiana recentemente inaugurata a Praga con un discorso di Guttuso [...] una relazione analisi di queste aree, [...] Maltese. Ecco una delle opere più [...] « Gli operai In [...] esa della fabbrica » dì G. Mucchi di segnali elettrici [...]. IN GIRO PER IL VASTO PARCO DELLE [...] cicerone vi guida nei [...] Ha multiforme "Capitale [...] città è invasa dagli " Amici [...] Torre di Arnolfo Gara di [.[...]
[...]amici [...] tutta Italia che stanno arrivando a Firenze, e per [...] rammaricano di non essere potuti [...] alla grande festa, il cicerone devo [...] io. Se offrissi i miei [...] siano essi amici e compagni o ho, [...] commiserazione: ne sanno forse più di me, [...] Cascine, sulle mille e mille sorprese della [...]. Scrivo per te, amico [...] ore e ore di treno o di [...] Napoli o da Torino, da Roma o dalle Puglie, [...] sperduto paesello di montagna o da una [...]. Ti ritroverai, te [...] scritto [...]
[...]di un filo di ingenuità e [...] a tratti, scopre la. Lo spunto è buono: [...] una famiglia musicomane, attendono in perfetta armonia [...] del loro sogni I [...] numero necessario. Felix, disinvolto compositore, non [...] a tutte, sceglie Ann, [...] più giovane. Ma la ragazza, quando [...] Emma [...] la sorella preferita [...] è pazza dello stesso [...] libero e fugge con Mickey, altro compositore [...] In canna. La miseria è dura [...] degli abbondanti pranzi in famiglia provoca il [...] sposi fug[...]
[...]. Tavolate a non finire, [...] posti a sedere, trai quali volteggerà con [...] vecchi del mestiere uno stuolo di compagni: [...] tutti, polli allo spiedo in numera tale [...] per sempre la razza [...] e quella del Valdarno, [...] fiumi di vino delle più pregiate qualità [...] Chianti. /// [...] /// Ragazze e giovani in costumi [...] una grandi isbà coi grossi tronchi accatastati persino una [...] piatti caratteristici del [...] russo; [...] mostra del libro sovietico, sfitte di magnifiche fotografi[...]
[...]o, sfitte di magnifiche fotografie, una [...] di canzoni popolari e partigiane. Ma come quando [...] corre su una autostrada e [...] dei cartelli segnalatori [...] preannuncia la [...] della città, cori [...] del viale, in prossimità di [...] radura più vasta circondata da un« corona di alti [...] ti sente già Varia della capitale di onesto paese [...] il Villaggio della Stampa. Si dànno la mano per [...] fantasmagorico carosello gli [...] ». Dietro al Villaggio della Stampa, [...] si allinea la mo[...]
[...]alla fotografìa originale. Con grande pazienza, riportiamo [...] quadratini dalla foto sul foglio. Sia il primo quadratino [...]. Riproduciamo le varie gradazioni [...] nero, quadretto per quadretto, [...] foglio bianco. Pian piano i quadretti [...] più di una serie di aree grigie, [...] si ricostruirà la fotografia originale, anche se [...] simile e perfettamente riconoscibile. Siccome [...] umano non di [...] particolari al di sotto [...] grandezza, bisognerà cercare di scomporre la foto In [...][...]
[...]cinematografico, nel centro del Palazzo [...] mentre lungo i corridoi [...] funzione gli apparecchi normali, con Immagine riprodotta [...] 30 x 20, molto chiara. Alle 10,30 [...] gruppo di apparecchi ha [...] il programma da Torino, e questo è [...] più importante, perchè la trasmissione delle immagini [...] ripresa al teatro ove [...] no proiettate avveniva mediante [...] Torino si trattava di una trasmissione su [...] una banda da 82 a 88 [...] ricezione [...] abbastanza chiara, nonostante qualch[...]
[...]la ricezione. Dalla visita [...] abbiamo tratto diverse impressioni abbastanza [...] anche se soltanto 11 [...] potrà darci ragione (o torto). Da un punto di vista [...] ci sembra che i francesi e gli inglesine quadretto [...] quadretto, linea [...] Più progrediti [...] linea. In un secondo si [...] pongono, si trasmettono e [...] ricostruiscono 25 immagini, che posso, [...] essere naturalmente una [...]. La ripresa delle scene [...] 0 In uno «studio» simile a quelli [...] teatro (ripresa di opere,[...]
[...].] sincera uguaglianza e di rispetto reciproco. /// [...] /// Passando poi [...] delle caratteristiche [...] espressione cinematografica. Zavattini ha osservato come [...] linguaggio d'arte in un periodo storico in [...] cercava di dissolvere sempre più la realtà [...] strumento di nuova conoscenza e interpretazione della [...]. La condanna di un [...]. Scopo di un cosi [...] incontro di cineasti di tutte le [...] non può essere che [...] insieme affinchè si giunga al punto In [...]. /// [...] /// [...]
[...]tte le [...] non può essere che [...] insieme affinchè si giunga al punto In [...]. /// [...] /// Una specie di terrore [...] agghiacciava la superba città fin nelle sue [...]. Roma taceva, Roma pregava, Roma [...]. Poiché Rodrigo Borgia aveva [...] più di lui, rappresentava la Violenza, ed [...] meglio di lui, simbolizzava [...]. Il figlio si chiamava Cesare. La figlia si chiamava Lucrezia. In quel giorno il [...] in un cielo rutilante. Il mattino ì radioso. Una gioia immense è [...]. Ma Roma rest[...]
[...]me un brivido e un mormorio sordamente [...] da bocche timide e piene di [...] piedi nodi, dimessi, [...] popolani [...] che [...] 0 [...] Il figlio del Papa. Monsignor Cesare Borgia. Dimostrava circa ventiquattro anni. Il suo abito era [...]. [...] più [...] rattoppo al suo giustacuore, e [...] sue scarpe In [...] di daino erano rappezzate in [...] parti. Ma in vero egli [...] fiera sotto i lunghi capelli che gli [...] in riccioli naturali, coi suoi fini baffi [...] svelta arditamente eretta, gli [...]
[...]a con tutta la grazia di [...] dotato, allorché, con [...] grande meraviglia, essa arrestò [...] cavallo e si landò al suo fianco. Ma, rivolgendosi alla [...] pentirete [...] ma sarà troppo [...] monaco! /// [...] /// Voltate subito le briglie [...] più occasione di minacciare qualcuno! Questi gettò sul giovane [...] rabbia spaventevole, poi, voltando le briglie, fuggì [...] direzione di Roma. Per un minuto si [...] mantello nero che svolazzava come le ali [...] cattivo augurio; poi spari II cavali[...]