Brano: [...]ILANO Un boato, [...] scoppio [...] e secco come di una [...] tanto potente. Invece è stato un [...] impossibile al momento questa replica in piccolo [...]. Milano come New York, [...] anche se ai terroristi si era subito [...] contro il grattacielo Pirelli, il grattacielo alto, [...] fronte alla Centrale, un aeroplano per cinque [...] alcune decine di feriti, il [...] devastato. Un boato nel solito [...] afoso, rumoroso come sempre, di macchine e [...] più trafficato, tormentato di Milano. Un boato e [...]
[...]] secco lo ha lasciato credere e non [...] quanto quel rumore di morte sia penetrato [...] testa. Come una bomba e nessuno [...] noi è abituato alle bombe. La paura richiama altre [...] New York. Per forza, perché dopo [...] settembre il grattacielo Pirelli fu [...] con i luoghi [...] un possibile bersaglio. Per mestiere di cronaca, [...] 17,46. Cerchiamo di vedere da [...]. Qualcuno al piano avverte: [...]. Vedo solo una ragazza che [...] presa [...] ma non dal panico: nasconde [...] lacrime. Cambio i[...]
[...]erte: [...]. Vedo solo una ragazza che [...] presa [...] ma non dal panico: nasconde [...] lacrime. Cambio improvvisamente senso: invece [...] verso il tetto. Il tetto è una terrazza [...] vuoto di piazzale Duca [...] proprio in faccia ecco il [...] Pirelli. Il selciato davanti [...] una rampa in lieve ascesa, [...] un tappeto di carta bianco, [...] e là qualche cosa brucia. Tutto quel bianco è [...] come fosse passato un aereo , ma [...] una marea di volantini pubblicitari. La carta brucia. Brucia il [...]
[...]bianca, [...] di fogli. Quello sembra il centro di [...] di là fugge una marea di gente, correndo verso [...] lati estremi [...] piazzale. Alzo gli occhi verso [...] buco nero e profondo, una caverna proprio [...] facciata (la pianta del grattacielo Pirelli è [...] da tiro al bersaglio. Un buco e basta, [...] piano numero venticinque e sale al ventisei [...]. Gli infissi sono scardinati, il [...] contorto sporge [...] piegato [...]. E poi ancora fumo, [...] ormai attraversano [...] e arrivano i primi [[...]
[...]stimoni oculari: il tassista che stava [...] parte, nella stradina [...] alla stazione, il giovane [...] nero che camminava sul lato sinistro per [...] Centrale, i ragazzi che fanno lo sciopero [...] furgone parcheggiato proprio sotto il grattacielo Pirelli, [...]. Ed allora [...] diventa una certezza: era un [...] piccolo, un [...] o forse un [...] aveva un cerchio rosso sul [...]. Le testimonianze non coincidono [...] alla fine è stato proprio un aereo, [...] turismo, uno di quei moschini che nel [..[...]
[...]azza Fontana. I minuti passano e [...] la piazza, si ferma, si alza, sorveglia. Si sentono le sirene, [...] e corre il conto dei morti: ipotetico, [...]. La prima notizia buona [...] se la prima è stata quella di [...] è che un piano del grattacielo Pirelli [...] ristrutturazione: vuoto quindi. Si azzarda: alle sei [...] gli impiegati del [...] sono usciti da un [...]. Poi arrivano i protagonisti, [...] piani sopra e sotto, in mezzo alla [...] poteva immaginarsi che uno appena scampato da [...] sembrav[...]
[...]li straordinari per seguire il lavoro [...]. Avvicinarsi non si può. Dal cielo sembra piovere [...]. È [...] dei pompieri. Si teme il crollo. Ma [...] persino un architetto, un funzionario [...] che spiega perché non poteva succedere: il grattacielo Pirelli [...] regge su due enormi pilastri centrali, [...] si è infilato in mezzo, [...] non li ha toccati, miracoli [...] e [...] italiane. Continuano le sirene, le [...] in coda. E continuiamo a tentare il [...] dei morti, chi ha visto una donna a terra, [...]
[...]o Buenos Aires [...] piazzale Loreto, come un taxi qualsiasi, poi [...] arrivato in piazza Duca [...] per capire perché il [...] Luigi Fasulo, partito da Locarno, abbia guidato (o [...] suo [...] 112 proprio contro il [...] e cemento del grattacielo Pirelli. A sera arrivano altre [...] il mondo, le dichiarazioni del ministro Scajola, [...] tanti e anche del municipio di New York, [...] della Cnn e di Al [...] come se per un [...] Milano [...] il centro del mondo. Ma non è questo [...]. Valgono, nella t[...]