Brano: [...]so. E non lo ammettono [...] polìtico. Bossi li ha fatti [...] base, poi li ha reintegrati con il [...] usa lui, quello della cooptazione. Non riusciranno a [...] bel niente, II dentro. [...] Terzo sorriso. Cominciamo [...] dal 1990. [...] II dottor Petrini, medico anestesista, [...] ancora in tasca la tessera del Psi, anche se [...] mai militanza attiva». Un bel giorno, un [...] avvicina alla Lega, che allora pareva dilagare [...] «E alla fine di [...] la sede [...] a San Nicolò,,. Poi [...] a deputat[...]
[...]ttura con [...] NOSTRO INVIATO STEFANO DI [...] di Pontida. La storia di un innamoramento [...] di una delusione, di uomini e donne prima innalzati [...] fatti precipitare, di proclami roboanti e di una [...] interna. [...] nelle parole di Pierluigi Petrini. Pure un certo linguaggio, una [...] veemenza. Ma dopo il [...] bisognava avere il coraggio [...] protesta, di selezionare una classe dirigente capace, [...] partito in modo meno verticistico. Ci abbiamo provato, ma [...]. Un fallimento dovuto a [..[...]
[...]e [...] ed ossequiare il capo, che non è [...] contraria. Così, nel luglio del [...] Bossi [...] fuori anche lei da capogruppo. Avevo capito che ormai [...] il secessionismo, si cominciavano a rispolverare rivendicazioni [...]. Fu in [...] à sentire Petrini, che la Lega perse la [...] grande occasione. [...] la destra che ci gridava [...] "Traditori! Elezioni subito! /// [...] /// Insomma, potevano vantare un [...] terreno della democrazia. /// [...] /// E lui? «Non diede nessuna [...] alle [...] parol[...]
[...]luppare, al [...] sentimento oltranzista». E a che fine? «Perchè [...] base dura e [...] Bossi tiene in mano [...] delegittimare quando vuole il gruppo dirigente. E lui lì a [...] "Non [...] danno il federalismo! [...] stato soprattutto Bossi accusa Petrini [...] far salire nella nostra base questa specie di isteria. E lui che fomenta [...] deteriori, la protesta massimalista, ogni sorta di [...]. Strumentalizza tutto a questi [...]. A lui non interessa mai [...] un problema. Anzi, più il problema [...[...]
[...]tavo i progetti [...] ci faceva caso. Ero sempre terrorizzato [...] che cominciasse ad [...] perchè ogni volta che [...] sconvolgeva tutti gli equilibri costruiti, le razionalità [...]. Veniamo ai dirigenti della Lega, [...] quelli che sono rimasti. Petrini interrompe: «Guardi che per Bossi [...] che non abbiano una visibilità [...]. Possono stare lì perchè [...] lui. E devono mostrare totale [...]. Di Maroni e della [...] abbiamo detto, ma anche [...] passa per moderato, Vito [...] ha accettato di sta[...]
[...]] di me in giro. Probabilmente perchè non vuol [...] ma siccome in passato ha indicato altri [...] credo faccia così perchè sa che i [...] un fondamento. Ho avuto solidarietà, anche [...] della Lega. In tivvù, [...] sera, i militanti leghisti [...]. Petrini sospira: «Ormai, rimangono [...] della base più becera. Che è anche, purtroppo, la [...] vera [...] leghista. Capisco il loro disappunto [...] dal momento che anch'io disapprovo loro. [...] capogruppo attraversa ancora una volta [...] salone. Resta [...]