Brano: Roberto [...] Tra le numerose pubblicazioni [...] sé il settimo centenario della nascita di Francesco Petrarca [...] mole impressionante di edizioni di opere, saggi, [...] nei «Meridiani» Mondadori di [...] aggiornata del Canzoniere, a cura di Marco Santagata, [...] editoriale più significativo (pagine [...]. Sia per il lettore [...] anni [...] precedente, S[...]
[...] ordinario [...] di Pisa, [...] al volume e nel [...] parla con estrema precisione di dati e [...] anche con grande chiarezza e limpidità. E, per chi volesse [...] Santagata è in uscita (il 5 marzo), [...] Il Mulino, una nuova edizione del saggio su Petrarca I [...] (pagine 384, euro 18,80), che, comparso per [...] nel 1992, era valso [...] il prestigioso Premio per [...] intitolato alla memoria di Natalino [...]. Insomma, [...] carriera di studioso dedicata [...] Petrarca [...] anche ad altri autori della nostra letteratura: [...] Foscolo [...] Leopardi, da Pascoli a [...] da cui solo più [...] Marco Santagata è stato «distratto» con [...] di romanziere (ricordiamo che [...] Il [...] dei santi pallidi, pubblicato da [...]
[...]] Foscolo [...] Leopardi, da Pascoli a [...] da cui solo più [...] Marco Santagata è stato «distratto» con [...] di romanziere (ricordiamo che [...] Il [...] dei santi pallidi, pubblicato da Guanda, ha [...]. Professor Santagata, la lettura [...] di Petrarca in questo «Meridiano» ribalta molti [...]. Ad esempio, lei nega [...] una netta separazione tra i due «tavoli» [...] opere in latino e quello delle opere [...]. Ma dobbiamo rovesciare [...] con cui guardiamo al [...] volgare. Per noi il primo rappre[...]
[...]etta separazione tra i due «tavoli» [...] opere in latino e quello delle opere [...]. Ma dobbiamo rovesciare [...] con cui guardiamo al [...] volgare. Per noi il primo rappresenta [...] lingua morta, mentre [...] è la lingua della comunicazione. Per Petrarca era esattamente [...]. Il latino è la [...] per comunicare, per scrivere e per parlare, [...] ogni situazione, dalla più formale alla più [...]. Probabilmente Petrarca scriveva in [...] lista della spesa. Scritta in volgare, a [...] Canzoniere e i Trionfi, ci rimane soltanto una [...] significativa. Per lui il volgare [...] specialistica, quella della poesia. È una lingua tecnica, artificiale, [...] una lingua pra[...]
[...]nfi, ci rimane soltanto una [...] significativa. Per lui il volgare [...] specialistica, quella della poesia. È una lingua tecnica, artificiale, [...] una lingua pratica». Veniamo al «Canzoniere». In che modo i [...] legati tra loro nella raccolta? «Petrarca tendeva [...] delle poesie in libro nei termini di [...] umanistico, come del resto aveva fatto con [...] scritte in latino: le [...] le lettere in prosa, [...] Epistole, quelle in versi. Queste tre tappe sono [...] uno stesso lavoro. Nel 1350 Petrarca ha in [...] il progetto di una grande opera autobiografica, una riscrittura [...] della propria vita. E decide di [...] compattando tra loro alcuni testi [...] viaggiavano dispersi, [...] come diceva lui, cioè testi [...] rispetto alle maiora opera,[...]
[...]ra loro alcuni testi [...] viaggiavano dispersi, [...] come diceva lui, cioè testi [...] rispetto alle maiora opera, le [...] opere in latino come il De [...] Rerum [...] libri». Quale idea di sé voleva [...] con questa «autobiografia idealizzata»? «Petrarca vuole [...] conto di una trasformazione o, [...] altre parole, di una [...] il passaggio dai valori terreni, [...] per Laura o la gloria [...] a quelli religiosi, cristiani. Ma se sul piano [...] è chiaro e lineare, lo è meno [...]. Perché [...] che[...]
[...] gloria [...] a quelli religiosi, cristiani. Ma se sul piano [...] è chiaro e lineare, lo è meno [...]. Perché [...] che raccoglie questi testi dispersi [...] li riorganizza insieme è diverso [...] che li ha scritti anni [...]. Quando li ha composti Petrarca [...] cioè nel peccato, in preda alle passioni, [...]. Quando li riprende per [...] autobiografico, a distanza di anni, non è [...] propri traviamenti, ma ha ricomposto la propria [...]. La conversione che [...] stata in mezzo è raccontata [...] che[...]
[...] viene ritenuto una malattia [...] chiamiamo depressione. Già solo quando parla [...] compie [...] rivoluzionaria. Prima di lui, i poeti [...] cantavano soprattutto la donna, scrivevano una poesia il cui [...] era centrato [...] non sul soggetto. In Petrarca quello che conta [...] è [...] su chi ama, su chi [...] il sentimento, spesso in maniera drammatica e dolorosa. E, paradossalmente, la [...] modernità nasce dalla forte dimensione [...]. Evidentemente Petrarca non possedeva [...] psicanalitiche. Eppure, attraverso delle categorie [...] giunge ad affermare alcune cose assai profonde [...] come [...] lo aumenti, su certi [...] appunto, [...]. In altre parole Petrarca [...] poeta che apre in maniera netta e [...]. A scuola ci hanno [...] Petrarca combattuto tra una componente medievale, i [...] da una parte e la proiezione verso [...] della nascente civiltà umanistica, [...] non ancora pienamente risolto, [...] di questi ultimi, e dunque intimamente combattuto. È così? «È [...] schematica e [...]
[...]e civiltà umanistica, [...] non ancora pienamente risolto, [...] di questi ultimi, e dunque intimamente combattuto. È così? «È [...] schematica e poco corretta. [...] sì una dolorosa contraddizione, che [...] non è tra due epoche, ma tutta interna a Petrarca. Dobbiamo pensare che per [...] Medio Evo, quale era Petrarca, la religione [...] terribilmente seria. Petrarca con molta probabilità [...] sulla fede: la paura della morte, il [...] annientamento nel nulla, [...] che la vita potesse [...] egli lasciasse traccia di sé, sono elementi [...] a pensare a qualche cedimento di Petrarca [...] di fede». Una fede segnata dal [...] lontana da quella granitica di Dante. Un autore, Dante, che Petrarca [...] mai conosciuto di persona: Dante muore nel [...] Francesco ha solo quindici anni. Ma una presenza fondamentale [...] Petrarca, [...] sul versante letterario che su quello ideologico. Dante è stato il [...] ha influito sulla lingua lirica di Petrarca. Del resto Dante era [...] anche perché con la Vita [...] aveva [...] grande romanzo [...] della nostra letteratura, con [...] Dante e Beatrice, che sono dei veri personaggi, [...] loro spessore. Dante aveva aperto la [...] narrativa per la poesia l[...]
[...]to Dante era [...] anche perché con la Vita [...] aveva [...] grande romanzo [...] della nostra letteratura, con [...] Dante e Beatrice, che sono dei veri personaggi, [...] loro spessore. Dante aveva aperto la [...] narrativa per la poesia lirica, e Petrarca [...] ruota: con il Canzoniere, che molto dovette, [...] Vita [...] e con i Trionfi, che sono [...] terza rima, proprio come la Commedia». Chi fu Laura? Una [...] o la proiezione di un sentimento? «La [...] del tempo ha formulato svariate ipotesi. A[...]
[...]del personaggio di Laura [...] stata; anche se qualcuno, come Giuseppe [...] si è spinto a negare [...] storica di una precisa figura femminile. Ma la poesia medievale [...] sostrato di verità, possiede sempre un punto [...]. Del resto ci sono [...] Petrarca stesso ci dice che Simone Martini aveva [...] di Laura; sappiamo la data di morte [...] Laura, [...] aprile 1348. Possiamo nutrire, invece, dubbi legittimi [...] del nome. È chiaro che il nome Laura allude alla «laurea», cioè [...] poetica con [...][...]
[...]eva [...] di Laura; sappiamo la data di morte [...] Laura, [...] aprile 1348. Possiamo nutrire, invece, dubbi legittimi [...] del nome. È chiaro che il nome Laura allude alla «laurea», cioè [...] poetica con [...] simbolo, appunto, della poesia». Di Petrarca lei sottolinea [...] intellettuale europeo. Fu dunque un anticipatore? «A [...] oggi [...] può sembrare una cosa nuova, [...] non dobbiamo dimenticare che [...] culturale europea ai tempi di Petrarca era un dato acquisito, quasi scontato. Tutti i letterati e [...] cultura di quel periodo erano immersi in [...] comune, reso concreto dalla lingua che utilizzavano, [...]. Rispetto a Dante, Petrarca supera [...] municipale. Nasce ad Arezzo da [...] poi vive la giovinezza ad Avignone. È poco più di [...] fatto di [...] sempre [...] perché in realtà a Firenze [...] solo nel 1350, una tappa nel suo [...] Roma per il giubileo. E anche nel resto [..[...]
[...]ad Arezzo da [...] poi vive la giovinezza ad Avignone. È poco più di [...] fatto di [...] sempre [...] perché in realtà a Firenze [...] solo nel 1350, una tappa nel suo [...] Roma per il giubileo. E anche nel resto [...] Toscana [...] va molto poco. Petrarca si stabilisce di [...] dove risiedono il potere e [...] culturale: Avignone, Milano, Venezia, Padova. In questo senso [...] un cosmopolitismo che nasce [...] di radici». Parliamo un attimo di Marco Santagata. Dopo il successo del [...] la vittoria d[...]
[...]ontinuerà a scrivere [...] a fare il professore di letteratura? «Temo [...] della scrittura è una malattia che, una [...] difficile da guarire». Sta scrivendo un nuovo [...] «Al [...] no, anche se credo che prima o [...]. Ma davvero non voglio [...] Petrarca. Se proprio insiste a [...] citerò un mio libro, [...] da Sellerio. Si intitola Il copista [...] protagonista un Petrarca ormai vecchio, che seguo [...] mentre è intento a scrivere una canzone. [...] narrativa si basa su [...] su elementi di fantasia. Ecco, in quel lavoro [...] le [...] due vocazioni: quella dello [...] dello scrittore». Costituzione nel mirino. /// [.[...]
[...]...] un pastone, un normale soffietto. /// [...] /// Roba senza precedenti, che [...] un giornale nordcoreano. E Feltri lo ha [...] Libero! Svariati gli appuntamenti, con [...] il mondo. In Italia, per cominciare: [...] Arezzo, [...] 18 al 20 marzo (Petrarca in musica); [...] Firenze, [...] 6 aprile (sulla poesia); a Bologna, [...] e il 9 maggio (Petrarca [...] poeta cristiano); a Roma, [...] e il 12 maggio [...] e Novecento); a Napoli, [...] 19 giugno (Petrarca e Napoli); e ancora [...] Bologna, [...] 6 [...] ottobre (il petrarchismo nel [...]. Ma anche a Città [...] Messico [...] ottobre) e a Barcellona (2123 ottobre). Sono poi in [...] Petrarca nel tempo (a Firenze fino al 13 [...] Francesco Petrarca e Padova (Padova, 8 [...] luglio); Codici del Petrarca [...] (Firenze, 15 [...] dicembre); La biblioteca del Petrarca (Firenze [...] aprile 200431 maggio 2005). Il «Canzoniere» titolo che, per [...] fa riferimento al genere letterario o, come lo chiamò [...] «Rerum [...] (ovvero «Frammenti in volgare»), è [...] più celebre di Francesco Petrarca, che vi si dedicò [...] tutta la vita, [...] dal 1335 fino alla morte, [...] varie redazioni successive. È una raccolta di componimenti [...] (soprattutto sonetti, ma anche canzoni, sestine, ballate e madrigali) [...] ammontano a 366: 365 come i gio[...]
[...]ta, [...] dal 1335 fino alla morte, [...] varie redazioni successive. È una raccolta di componimenti [...] (soprattutto sonetti, ma anche canzoni, sestine, ballate e madrigali) [...] ammontano a 366: 365 come i giorni [...] più una lirica proemiale. Petrarca vi parla della [...] per Laura, dalla quale vuole distaccarsi in [...] ideale religioso che però appare difficile da [...]. Le rime vengono [...] suddivise tra quelle «in [...] morte» di Laura, ma neppure la scomparsa [...] è in grado di placare [..[...]
[...]e rime vengono [...] suddivise tra quelle «in [...] morte» di Laura, ma neppure la scomparsa [...] è in grado di placare [...] del poeta. Per [...] essenziale al testo, rimandiamo [...] ma preciso volumetto pubblicato da Carocci: Serena Fornasiero, «Petrarca: [...] al Canzoniere» (pagine 128, euro 8,50). /// [...] /// Per [...] essenziale al testo, rimandiamo [...] ma preciso volumetto pubblicato da Carocci: Serena Fornasiero, «Petrarca: [...] al Canzoniere» (pagine 128, euro 8,50).