Brano: Le invettive dei parlamentari [...] i «traditori» che nel segreto [...] avevano pugnalato [...] Peres. La gioia incontenibile di [...] che i giochi di potere e le [...] catapultato alla guida dello Stato ebraico. Un Paese spaccato in [...] futuro, lacerato sul presente. È [...] che emerge da una delle [...] più cariche di veleni e di colpi di scena [...]
[...]...] catapultato alla guida dello Stato ebraico. Un Paese spaccato in [...] futuro, lacerato sul presente. È [...] che emerge da una delle [...] più cariche di veleni e di colpi di scena [...] lunga e tormentata vita politica. Si inizia con il [...] Peres. Si chiude con il [...] del terremotato governo di [...] Barak. La destra vince ma [...] compimento il suo trionfo. La sinistra subisce una sconfitta [...] una bruciante umiliazione che solo per una manciata di [...] non si trasforma in una disfatta[...]
[...]a Knesset, Avraham [...] aveva annunciato che, smentendo [...] vigilia, il nuovo presidente dello Stato ebraico [...] della destra, il [...] Moshe [...] eletto alla seconda votazione [...] contro i 57 andati al premio Nobel [...]. Per qualche minuto Peres [...] di shock, incapace di pronunciare una sola [...]. /// [...] /// Poi, nonostante la cocente [...] laburista si presenta ai giornalisti, come al [...] impassibile. Non risponde alle domande: «In [...] dice voglio solo congratularmi con Moshe [..[...]
[...]utati di [...] il partito religioso sefardita [...] anche [...] che con il loro [...] in misura decisiva ad affossare il laico [...] della sinistra. A rendere ancor più [...] è lo strascico di polemiche e di [...] nel centrosinistra. A «impallinare» Peres, infatti, [...] i «franchi tiratori». Un dirigente laburista che [...] per «non infierire» spiega [...] Peres questa è una vecchia storia: in realtà [...] popolare da noi che in Europa, dove [...] un grande saggio, al di sopra delle [...] lavora per la pace e la fratellanza». E invece in patria Peres [...] dipinto come un professionista della politica, per [...] centro dei grandi giochi di [...] determinato, abile e cinico [...]. Per questo si è [...] non sempre dichiarati e non solo a [...] potenziali franchi tiratori. Che non sono ritornati [.[...]
[...]ata [...] nulla di più. La maggioranza si è [...] destra si sente già alla guida del Paese. Piùttosto che vivacchiare in [...] andare ad elezioni anticipate, riflette il vice [...] Difesa [...] «Se nel contesto politico [...] riusciti a far eleggere Peres si chiede [...] come possiamo pensare di [...] Knesset decisioni cruciali nel caso di un [...] pace con i palestinesi». Riflessione amara, condivisa anche [...] dirigenti palestinesi. La sconfitta di [...] Peres è un inquietante campanello [...] per tutti. Anche per Arafat. [...] il sognatore, il precursore del [...] di pace, il brillante architetto degli accordi di Oslo, [...] ad essere, [...] sfida della [...] lunga e tormentata carriera politica, [...] S[...]
[...]tica israeliana. In una torrida mattinata [...] aula della Knesset si [...] «delitto politico» annunciato e la vittima è [...] suo studio, distrutto, attorniato dai suoi fedelissimi, [...] ultime, allucinanti ore prima del killeraggio a [...]. Perde Peres ma con lui [...] del dialogo ed è una [...] i cui effetti devastanti sulla [...] del Paese e sui fragili equilibri regionali forse sfuggono [...] ai tanti ideatori di una delle pagine più tristi [...] oscure della vita pubblica israeliana. Perché di[...]
[...]gono [...] ai tanti ideatori di una delle pagine più tristi [...] oscure della vita pubblica israeliana. Perché dietro la bocciatura [...] non [...] un vero disegno politico, [...] se i leader della destra ebraica fanno [...] mettere assieme il no a Peres con [...] «pace dei traditori» che doveva realizzarsi a [...] David. Il volto raggiante di Ariel Sharon, [...] storico dei falchi israeliani, e quello incupito, [...] Barak sono già uno [...] la campagna elettorale della destra ebraica. La realtà è [...]
[...]dette [...]. È [...] della diffidenza, dei particolarismi [...] della paura che si alimenta [...] fondamentalismo messianico. E [...] non si costruisce un Paese [...]. Chissà se chiuso nel [...] un passo [...] definitiva dal palcoscenico della [...] Peres avrà ripensato a [...] che chiude il suo libro di Memorie. Il sogno è quello [...] «Medio Oriente senza guerre, senza fronti, senza nemici, [...] senza testate nucleare. Un Medio Oriente in [...] sarà libero di pregare nella propria lingua, [...] eb[...]