Brano: Giuseppe Vittori ROMA Il [...] An e vicepremier Gianfranco Fini, in attesa del [...] il viaggio in Israele, ha compiuto il [...] «come italiano», la responsabilità storica per i [...] ed è pronto a chiedere il perdono [...] durante la visita che spera di fare [...] Gerusalemme. Lo afferma in una lunga [...] al quotidiano israeliano [...] che ne ha anticipato una [...]. Gli italiani portano la [...] che è accaduto dopo il 1938, quando [...] leggi razziali. Hanno u[...]
[...]erma in una lunga [...] al quotidiano israeliano [...] che ne ha anticipato una [...]. Gli italiani portano la [...] che è accaduto dopo il 1938, quando [...] leggi razziali. Hanno una responsabilità storica, [...] è di prendere posizione e chiedere perdono». Il leader di An [...] non avere problemi nel condannare senza riserve [...] tra diversi periodi [...] il fascismo e la [...]. E per lo stesso [...] Fini [...] è detto [...] pronto a «chiedere perdono [...] quando la visita avesse luogo. Sulle dichiarazioni «revisioniste» di Fini [...] le dichiarazioni ed i commenti di storici, [...] esponenti della comunità ebraica. Quella prevalente è [...] di «pentitismo interessato» e di [...] fatto alcuna di[...]
[...]ni che si opposero al fascismo, che [...] che per questo pagarono un prezzo altissimo [...] Dalla [...] ebraica commenti positivi. Amos [...] «Bene, ma mi aspettavo [...] Da un politico io mi aspetto atti politici» [...] Fini: «Come italiano, chiedo perdono per le leggi razziali» Il [...] An fa [...] su un giornale israeliano. Per Tullia [...] i suoi genitori e [...] le leggi razziali del 1938 segnarono [...] della fuga [...] in Svizzera, poi in Francia [...] negli Stati Uniti. Un esilio che si [...] l[...]
[...]Fini è passato [...] il leader di [...] nazionale [...] anche vicepresidente del Consiglio di [...] governo [...] eletto: «È un passaggio del [...] bisogna tenere conto. Credo anche nella sincerità della [...] evoluzione. Ma da questo a [...] chiede perdono a Israele anche a nome [...]. Tullia [...] contesta anche [...] di una parola che per [...] politico le sembra impropria: «perdono». Mentre giudica che, piuttosto, [...] Fini vada letta in altri termini, in termini [...] «opportunità» politica. Signora [...] può regalarci, con qualche [...] memoria di quello che significarono [...] le leggi razziali per [...] anche per la convi[...]
[...]lima di solitudine e indifferenza di [...] nel suo complesso non aveva capito il [...] di quelle leggi. A Fini chi ha [...] a nome di [...] gli italiani? Allora [...] era divisa tra i [...] e gli antifascisti». Anche Willy Brandt, però, [...] chiese perdono di fronte ad Auschwitz. Non è la stessa [...] «Il [...] e le personalità sono diverse. Brandt era stato un [...] come tale parlava a nome della nazione [...]. Voleva, da antinazista militante, [...] orrori commessi. Incarnava coloro che, come [...] [...]
[...]tà sono diverse. Brandt era stato un [...] come tale parlava a nome della nazione [...]. Voleva, da antinazista militante, [...] orrori commessi. Incarnava coloro che, come [...] bene [...] Grass, hanno salvato [...] della Germania». Perché chiedere perdono le [...] per un politico? «È un atto individuale, [...] chiedere perdono per conto terzi». In quanto gesto politico, [...] Fini come va interpretata? «È difficile da decifrare. Tanto più che, mi [...] visita di Fini in Israele non sarebbe [...]. Esce mentre in Europa [...] un dibattito molto acceso e drammatico sulle [..[...]
[...]tica [...] a [...] ed evitare prese di [...] siano il frutto di ampi consensi. Ma questi, miei, sono interrogativi, [...] attesa almeno di leggere [...] nella [...] interezza». Un annuncio e molte contraddizioni Pasquale Cascella [...] Tullia [...] «Perdono». [...] comporta umiltà, [...] dimostra generosità. Dunque, è un atto [...] Gianfranco Fini si propone di compiere in [...]. E ancora più alto [...] della remissione del peccato di antisemitismo che [...] Movimento sociale italiano attende di raccog[...]
[...]rcofago (che [...] di Benito Mussolini) fu rivendicata da tanta [...] come costitutiva [...] di Alleanza nazionale, ma [...] partito rinunciò a misurarsi con quel retaggio, [...] a un magmatico organismo oligarchico. È il capo, in [...] richiesta di perdono a supplire alla soluzione [...]. A giudicare dalla prontezza con [...] a Roma ha liquidato le [...] riserve [...] di una visita di Fini [...] Tel Aviv si potrebbe dire che [...] è centrato. Lo stesso leader di An [...] dei cronisti sul fatto [...] l[...]
[...]ndere [...] rendere più acuto il problema del partito. A leggere [...] ad [...] il prezzo del mancato coraggio [...] di responsabilità dalle più alte assise di An è [...] interamente sulla collettività nazionale. È «nel nome degli [...] Fini chiede «perdono» per le leggi razziali [...] nel 1938. Giusto e doveroso, come [...] da parte del maggiore esponente di An [...]. Ma forse anche comodo. E non solo perché [...] ha rilevato Tullia [...] si verrebbe indirettamente ad [...] del razzismo fascista e del[...]
[...] [...]. Ma forse anche comodo. E non solo perché [...] ha rilevato Tullia [...] si verrebbe indirettamente ad [...] del razzismo fascista e delle sue leggi [...] gli italiani», ma proprio perché e anche [...] sottolineato dalla [...] la richiesta di perdono [...] atto politico». Semmai, la si può [...] lo storico Denis Mack Smith, una «mossa [...]. Ma che un vuoto [...] confermato tanto [...] di partito Enzo [...] per il quale Fini [...] via libero israeliano» perché «indispensabile» per il [...] progr[...]
[...]e al [...]. Le occasioni non dovrebbero mancare, [...] per Tel Aviv. A cominciare dal conflitto [...] firmata con Bossi che [...] la comunità ebraica. Non fosse per evitare che, [...] si ritrovi a canticchiare quel [...] motivo di Caterina Caselli: «Perdono, perdono, perdono: il male [...] fatto più a me. La visita di Fin [...] Israele [...] è imminente «È un atto individuale, non [...] perdono per conto terzi» «Ne teniamo conto Ma [...] parlare anche a nome mio. /// [...] /// La visita di Fin [...] Israele [...] è imminente «È un atto individuale, non [...] perdono per conto terzi» «Ne teniamo conto Ma [...] parlare anche a nome mio.