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Il vocabolo Pci si trova nei "vocabolari":
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Stimato come nome proprio è riscontrabile in 6814 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: Pasquale Cascella Si può [...] del gruppo dirigente del Pci e [...] convintamente non comunisti. E si può [...] propugnato al vertice del Pci [...] ricongiungimento al ceppo originario del socialismo e [...] altrettanto convintamente comunista. Emanuele Macaluso è tra [...] percorso di revisione ideologica [...] Pci, [...] che oggi dirige una [...] stessa denominazione si richiama alle «ragioni del [...] riflette sul suo essere stato «un comunista [...]. Con una particolarità: «Non essermi [...] sentito membro di un partito [...]. Più che un paradosso, [...] fi[...]

[...] paradosso, [...] fino in fondo la «contraddizione» tra la [...] «problema», non risolta dallo «strappo» di Enrico Berlinguer [...] «partito guida» del comunismo reale in Unione [...] tanti aspetti nemmeno compiutamente superata dalla «svolta» [...] Pci [...] Partito dei democratici di sinistra. Sarà per questo che [...] suoi 50 anni nel Pci, pubblicato [...] (252 pagine, 10 euro), Macaluso [...] mostra affatto appagato [...] sicuro sul piano personale [...] che del partito, al riformismo europeo. Si dichiara, invece, figlio [...] facendosi carico del fardello storico che la [...] di cu[...]

[...]Hanno [...] comunista e il compromesso [...] merito di essersi misurato con Aldo Moro [...] politico per sbloccare la democrazia italiana che [...] da parte delle Brigate [...]. Ma non scarica sulla [...] Berlinguer la conseguente «lunga agonia» del Pci. Se è vero che Berlinguer [...] linea, arrestò un processo di conversione politica, [...] ancora lento e contrastato, certo, ma rappresentava [...] fare del Pci una forza di governo», [...] che la contraddizione si identificava «con la [...] Pci, con la cultura della maggioranza dei suoi [...] suoi militanti». E Macaluso non se [...] mani. Anzi, assume sui [...] di cui è tra [...] più lungo corso, la responsabilità di [...] manifestato «timidezza, indecisione e [...]. Dalla rinuncia a mette[...]

[...]ile dire fino a [...] ragione Franca Chiaromonte quando attribuisce alla [...] della politica la possibilità [...] Macaluso di liberarsi dai vincoli e dalle [...] politico, se è vero che la tradizionale [...] pubblico e il privato era aggravata, nel Pci [...] da una concezione assolutista che assorbiva anche [...]. Prova ne sia che alla [...] totalizzante non riuscì a sottrarsi nemmeno il «capo» Palmiro Togliatti, che dovette invocare [...] di una apposita commissione sulla [...] separazione da Rit[...]

[...]ogliatti, che dovette invocare [...] di una apposita commissione sulla [...] separazione da Rita Montagnana per [...] convivere con Nilde [...]. Curiosità per curiosità, è [...] Togliatti si rivolse a Eugenio Reale, tra [...] dirigenti a lasciare il Pci, dopo il [...] nel [...] avendo «perduto il sogno [...]. Quella testimonianza, è oggi [...] Macaluso con rispetto. Ma anche con il [...] saputo dare prova personale [...] incontro con Reale degli anni Sessanta: «Mi [...] primo, io gli risposi con im[...]

[...] di più di [...] in questo libro, insomma, nulla toglie al [...] la rende originalmente emotiva e passionalmente ancorata [...]. Non ha la presunzione [...] storia, Macaluso. Non ha più da [...] fideistiche del giovane ammalato di emottisi che [...] Pci senza conoscere né Marx né Lenin, ma [...] ritrovare le ragioni [...] socialista nel lungo e [...] 50 anni. /// [...] /// Italiano, per di più [...]. /// [...] /// Italiano, per di più [...].


Brano: [...]a Nando Dalla Chiesa [...]. Ce ne scusiamo con [...] i lettori Segue dalla prima La sera [...] e tesa riunione non era giunta ad [...] da fare al decreto [...] Governo [...] che tagliava la scala [...]. Era in corso da [...] nel gruppo dirigente del Pci. Non era un mistero. Una parte rilevante ed [...] tra gli altri Napolitano e Chiaromonte, Presidenti [...] Gruppi Pci alla Camera e al Senato, era contraria. Quella mattina era una [...] a Montecitorio, trovai Berlinguer che, solo, sfogliava [...]. Aveva il volto teso, [...] provato [...] scontro politico in corso [...] Paese, [...] una lunghissima campagna elettor[...]

[...]entici, di trovare ragione e [...] capacità di rinnovamento, di apertura, di ascolto. Questa è una delle [...] che Berlinguer ci ha lasciato. Per lui questa idea [...] della politica è sempre stata un orizzonte [...] in cui assunse la segreteria del Pci. Uno sforzo continuo, teso [...] il rinnovamento della politica. Se [...] un filo che collega [...] in modo coerente e convincente [...] teorica e la proposta [...] originale dirigente comunista, questo è proprio lo [...] di cambiamento, di apertura[...]

[...]iù non accettabile, perché proveniente [...] per mestiere, con rigore direi scientifico, dovrebbe, [...] politico, studiare il lavoro, giudicare [...] e valutare i risultati [...] nel periodo e [...] di allora. E i consensi furono [...]. Votò per il Pci [...] tre. Berlinguer sfidò i sovietici, [...] Mosca, [...] loro in faccia che la «democrazia era [...]. Berlinguer affermò che si [...] sotto la Nato che sotto il Patto [...] Varsavia. Berlinguer guidò il suo Partito [...] Willy Brandt, con Olaf Pa[...]

[...]È stato a lungo [...]. Soprattutto dopo la [...] morte. Oggi è, a volte, [...] soprattutto da coloro che lo combatterono anche [...]. Alla sinistra italiana ha [...] della [...] forza e soprattutto del [...] forza di governo. Come Togliatti portò il Pci [...] italiana, analogamente Berlinguer lavorò per portare il Pci [...] del Paese. Con Berlinguer si supera [...] sinistra che è convinta di essere [...] del mondo e il [...] Terra, che nel suo aristocratico distacco prescinde da [...] accade attorno, che evoca idee e progetti [...] e impatto emotivo, ma poi, alla[...]

[...].]. Con Berlinguer questa idea [...]. E se ne afferma [...]. Quella di una sinistra che [...] oltre sé stessa. /// [...] /// Anche in Berlinguer, a [...] furono errori e chiusure. Il più rilevante, e [...] da poco, fu quello di non comprendere [...] Pci non era tutta la sinistra, e non [...] pretesa di [...] nella [...] complessa articolazione, e che [...] Psi andava riconosciuto un interlocutore essenziale, per una [...] della democrazia italiana e la realizzazione di [...] di governo. Berlinguer [...]

[...]ni di [...] quella del compromesso storico, [...] e autentica di come la si è [...]. Non era un calcolo [...] vedeva comunisti e democristiani [...] per spartirsi [...]. Si può osservare infatti [...] formulata ben prima del travolgente successo del Pci [...] del [...] e nelle politiche del [...]. [...] era spregiudicata, innovativa, originale [...] discussioni perché toccava un punto essenziale. Faceva cadere una barriera, un [...]. Univa non solo e [...] una alleanza politica, ma in una visione [[...]

[...]erno, le forze riformatrici che [...] politiche e sistemi di idee che più [...] avevano segnato la storia del nostro Paese: [...]. [...] questa proposta non [...] la spregiudicatezza tattica e contingente [...] chi voleva spezzare [...] politico del Pci, la preclusione [...] suo accesso [...] di governo. [...] invece e di ciò [...] profondamente convinto due obiettivi di fondo che [...] i pur legittimi obiettivi strategici del Pci [...] direttamente gli assetti della democrazia italiana, il [...] lo sblocco di un equilibrio di potere [...] vita. Aldo Moro comprese fino [...] disegno. Enrico Berlinguer e Aldo Moro [...] più [...] di altri. Si può dire che [...]. Il dado e la [[...]

[...]e, il limite [...] più grave, che fu di prospettiva e dunque strategico, [...] Bettino [...] che, al contrario, con una [...] tattica straordinaria preferì capitalizzare una rendita di posizione [...] per il Psi, avallando la [...] ad [...] verso il Pci. A nulla purtroppo valsero gli [...] al Psi, che anzi, furono presi come una sfida [...] la conquista [...] nella sinistra. Nelle motivazioni decisive che spinsero [...] Berlinguer ad avanzare la [...] proposta vi era poi una [...] considerazione fo[...]

[...]lica e laica in un [...] governo della società italiana e dello Stato [...] alla difesa e al rafforzamento della democrazia [...]. Voglio sottolineare questo dato [...] voglia o no, il riformismo della sinistra [...] antiche che si trovano anche nel Pci, [...] cioè che diede un contributo essenziale alla [...] di uno Stato democratico di tipo nuovo, [...] certo socialista, ma che era profondamente diverso [...] Stato [...]. [...] una ispirazione di fondo che [...] guidato le scelte e la politica de[...]

[...][...] cioè che diede un contributo essenziale alla [...] di uno Stato democratico di tipo nuovo, [...] certo socialista, ma che era profondamente diverso [...] Stato [...]. [...] una ispirazione di fondo che [...] guidato le scelte e la politica del Pci: quella [...] compenetrazione nella democrazia italiana, del [...] soggetto protagonista insieme ad altri. Difesa, costruzione e rafforzamento [...] come precondizione e ragione della propria esistenza [...]. Credo che a questa [...] Berlinguer [...[...]


Brano: [...] assai più [...] della sinistra che del centro o della [...]. Fin [...] anche qualcuno di noi, faziosi [...] comunisti, potrebbe consentire. Ma Galli Della Loggia [...]. Secondo lui, [...] fatto è stato provocato da [...] macchinazione del tenebroso Pci di Togliatti. Il Pci avrebbe tramato [...] (Galli Della Loggia parla di [...] di [...] nelle [...] per [...] impresa di esercitare [...] direttiva [...] della cultura [...]. Un termine utilizzato più [...] lo stesso che si usa per le [...] segreti, soprattutto nei roman[...]

[...] Loggia parla di [...] di [...] nelle [...] per [...] impresa di esercitare [...] direttiva [...] della cultura [...]. Un termine utilizzato più [...] lo stesso che si usa per le [...] segreti, soprattutto nei romanzi. Galli Della Loggia pensa [...] Pci [...] altri pensano ai Templari o ai [...] la [...] è in effetti una [...] del Grande Complotto. Come ci si poteva attendere, [...] a ruota le [...] cosa mai avrei detto di [...] il mio semmai è un complimento al Pci, [...] che erano [...] ci vuole cervello per riuscire [...] fare ciò che io sostengo che abbiano fatto, [...] era un politico di primissimo [...] profondo conoscitore della storia del Paese, capace come pochi [...]. Come dire: [...] ragione perché c[...]

[...]rò se [...] Questa [...] viene sfruttata fino in fondo, dal momento [...] Galli Della Loggia si affretta a precisare che, ovviamente, [...] fu attuata con alcun mezzo coercitivo, c'è [...]. Ma, a fronte di [...] egli altrove piazza colpi pesanti. Il Pci, secondo lui, [...] di ricorrere alla coercizione perché era talmente [...] intellettuali erano costantemente ricattabili, e provavano [...] estrema a [...] gli indirizzi e le [...]. Questo è quasi (quasi) [...] costrizione. È quanto andiamo rimprov[...]

[...]]. Questo è quasi (quasi) [...] costrizione. È quanto andiamo rimproverando [...] Berlusconi [...] anni: un giornalista ha tutta la paura [...] preventivamente da solo, e tanto grande è [...] non c'è bisogno di censura propriamente detta. Dunque, il Pci come Berlusconi? Per Galli Della Loggia, sì. Naturalmente, è difficile sostenere [...] televisione fosse in mano al Pci. Eppure, Galli Della Loggia [...]. Secondo lui, da un [...] poi, le trasmissioni furono [...]. I suoi [...] sono [...] è che gli sono venuti in mente [...] intellettuali di sinistra che hanno lavorato alla Rai [...] a oggi, e il secondo è che, [...][...]

[...]Secondo lui, da un [...] poi, le trasmissioni furono [...]. I suoi [...] sono [...] è che gli sono venuti in mente [...] intellettuali di sinistra che hanno lavorato alla Rai [...] a oggi, e il secondo è che, [...] al [...] le fortune elettorali del Pci [...] fatto che [...]. Ma questi sono gli [...] Berlusconi usa da anni per negare il conflitto [...]. Berlusconi ribatte le accuse [...] dei media esibendo qualche nome di giornalista [...] lavora alle sue dipendenze, e facendo notare [...] vero que[...]

[...]giornalista [...] lavora alle sue dipendenze, e facendo notare [...] vero quel che si dice, la sinistra [...] vincere nel 1996 o alle recenti elezioni [...]. La stoccata finale di Galli Della Loggia è quella sui taciti divieti di pubblicazione [...] Pci. Orwell, Arendt, Berlin e Grossman [...] pubblicati da Einaudi. Questo, secondo lui, prova [...] Pci dominava silenziosamente. Non lo sfiora [...] che questi autori non [...] Einaudi perché i suoi dirigenti non li [...] sceglievano di [...] punto e basta. Può ben darsi che questa [...] scelta nascesse da una dissonanza ideologica (non dobbiamo [...[...]

[...] [...] Einaudi perché i suoi dirigenti non li [...] sceglievano di [...] punto e basta. Può ben darsi che questa [...] scelta nascesse da una dissonanza ideologica (non dobbiamo [...] ma da [...] a sostenere che ci sia [...] una mediazione [...] del Pci ce ne corre. Quel che Galli Della Loggia [...] a immaginare è che la soluzione [...] storico a cui si [...] cioè alla dominanza culturale della sinistra nel [...] che gli intellettuali di sinistra sono stati [...] intelligenti, coinvolgenti, numeros[...]

[...]tazioni. La cultura italiana del [...] sinistra perché i milioni di fattori che [...] la storia fecero sì che, in quegli [...] fosse enormemente più emozionato e ricco di [...] di sinistra. Gli intellettuali di destra [...] di talento, non perché il Pci li [...]. Il fatto che questo [...] crescere alcuni intellettuali di straordinario carisma amplificò [...] un feedback positivo. Non ci fu alcun [...]. Allo stesso modo, gli [...] di una egemonia mondiale: ma non c'è [...] da un organismo superiore [...]


Brano: [...]lità politica e intellettuale che ha lasciato [...] storia [...] una traccia di notevole importanza. La prima leggenda è [...] nel periodo fascista le sue origini, ma [...] presente con altrettanta insistenza nel sessantennio repubblicano: [...] del Pci tutte le responsabilità [...] Internazionale comunista e farne [...] dittatura staliniana per tutto il periodo in [...] Togliatti [...] un dirigente di spicco di [...]. La seconda è quella [...] Togliatti non soltanto un modello irraggiungibile di [[...]

[...]ssa. La fine del conflitto [...] collocato [...] sinistra del Psi a Torino, [...] i fondatori nella primavera del 1919, con Gramsci, Tasca [...] Terracini, della rivista [...] Nuovo. [...] con la frazione comunista, [...] Congresso di fondazione del Pci a Livorno si [...] dalla quale però, sotto [...] Gramsci, cominciò ad allontanarsi nel 1923, svolgendo un [...] formazione del gruppo «di centro» che assunse [...] partito. Nel luglio 1924 partecipò [...] V Congresso del [...] cominciando a segnalar[...]

[...]zione del gruppo «di centro» che assunse [...] partito. Nel luglio 1924 partecipò [...] V Congresso del [...] cominciando a segnalarsi come [...] più capaci e meno «provinciali» del movimento [...]. Nel febbraio 1926 fu [...] Mosca come delegato del Pci e vi rimase [...] anno, inserendosi nel contraddittorio «nuovo corso» della [...] da [...]. In ottobre non condivise [...] Gramsci sui metodi con cui la maggioranza [...] stava liquidando [...] e da quel momento [...] il dirigente sardo una rottura [...]

[...]ise [...] Gramsci sui metodi con cui la maggioranza [...] stava liquidando [...] e da quel momento [...] il dirigente sardo una rottura irreparabile sul [...] più tardi, anche personale. La svolta a sinistra [...] X Plenum e le accuse mosse al [...] Pci per le sue esitazioni ad [...] portarono per qualche anno Togliatti [...] essenzialmente delle questioni del Pci, di cui [...] di Gramsci il leader [...] uniformare la [...] linea alla politica «classe [...] di socialdemocrazia e fascismo. Giunto a Mosca [...] del 1934, per partecipare [...] commissioni preparatorie del VII Congresso [...] aderì con convinzion[...]

[...] Mosca [...] uno dei documenti più interessanti per la [...] durante la guerra civile. Lasciata la Spagna alla [...] Repubblica, tornò a Mosca dove rimase solo poche [...] Segretariato lo inviò a Parigi nel luglio [...] occuparsi delle questioni del Pci, sia per [...] di un centro clandestino [...] in Europa occidentale. Di fronte al patto [...] il suo atteggiamento iniziale fu [...] conciliabile con la continuazione di [...] politica antifascista. /// [...] /// Rimasto nascosto in Francia [...] du[...]

[...]o [...] in Europa occidentale. Di fronte al patto [...] il suo atteggiamento iniziale fu [...] conciliabile con la continuazione di [...] politica antifascista. /// [...] /// Rimasto nascosto in Francia [...] durante le quali si adoperò per la [...] Pci e il suo allineamento alle direttive di Mosca [...] imperialista», ritornò [...] nel maggio del 1940. La [...] posizione si era fatta [...] Gramsci» che una parte [...] cercava di fare contro [...] per [...] cospirativa che gli si [...] del suo arre[...]

[...]irezione della propaganda politica, occupandosi delle [...] radio rivolte [...] occupata. Ottenuta [...] dalle autorità alleate a [...] Italia, Togliatti ebbe alla vigilia della [...] partenza, il 4 marzo [...] con Stalin in cui fu definita la [...] Pci di fronte al governo Badoglio: la partecipazione [...] peraltro già da mesi mostrato di ritenere [...]. Ministro senza portafogli nel [...] Badoglio [...] poi in quello Bonomi (1944), enunciò le [...] progetto di «democrazia progressiva» che non con[...]

[...]ioni del [...] ma prudentemente formulò [...] storica dello stalinismo che [...] spiegazione fornita dal «culto della personalità». [...] 1956 appoggiò senza esitazioni [...] Ungheria non lasciando spazio al dissenso interno [...] al X Congresso del Pci rilanciò con [...] una «via italiana al socialismo», basata su [...] da attuarsi sul terreno della democrazia parlamentare. Attento [...] della situazione politica italiana [...] guardò con cauto favore [...] di centrosinistra sperando che [...] rei[...]

[...]...] una «via italiana al socialismo», basata su [...] da attuarsi sul terreno della democrazia parlamentare. Attento [...] della situazione politica italiana [...] guardò con cauto favore [...] di centrosinistra sperando che [...] reinserimento del Pci [...] della maggioranza, ma poi [...] durezza le inadempienze rispetto al programma originario, [...] al Psi. Le riflessioni consegnate al «Memoriale [...] redatto alla vigilia della [...] morte, contenevano, insieme a una [...] più critica dei paes[...]


Brano: [...]ilioni di giovani occidentali e di [...] sinistra. Aveva per esempio infiammato [...] Alberto Jacoviello, giornalista [...] poco disciplinato, anticonformista, che [...] Stalin e di Breznev e che scrisse [...] Cina di Mao, entrando in rotta di [...] Pci e con il suo giornale. Così, dopo la morte [...] Mao, Jacoviello mandò un articolo a Le Monde, che [...] quale parlava bene del comunismo cinese e [...] partito e dei partiti comunisti europei, che [...] buona parte erano) filosovietici. [...] succe[...]

[...]colo [...] Le Monde. Non per ragioni contrattuali [...] ma per una questione di principio: non [...] giornali borghesi, e Le Monde era un [...]. E tantomeno si collabora [...] criticando il proprio partito. /// [...] /// Allora [...] una cellula del Pci, alla [...] erano iscritti tutti i giornalisti che non facevano parte [...] altre sezioni di partito, cioè la grande maggioranza dei [...]. I tipografi invece avevano [...] non erano dipendenti [...] ma di [...] azienda, la [...] che lavorava non so[...]

[...] del partito; [...] lo avevano sentito soffiare anche loro nelle [...] nostra generazione, tutta, fu travolta dal [...] anche quei pezzi che [...] fuori, o perché erano di destra o [...] molto ortodossi. Nel 1976 [...] era [...] giornale del solenne Pci. Anche i rapporti interni [...]. Noi della cronaca romana [...] quasi di reverenza verso i giornalisti del [...]. Sia verso i più [...] partigiani, sia verso quelli della generazione intermedia. [...] era della generazione intermedia, [...] anziano [...]

[...]o [...] generazioni: i senatori, cioè quelli della Resistenza, [...] fra i trenta e i quaranta che [...] fare politica [...] epoca del trionfo democristiano, [...] del [...]. [...] a Jacoviello fu tremenda. /// [...] /// Noi giovani ci eravamo [...] Pci dopo che il Pci aveva preso le [...] dallo stalinismo, dopo i discorsi di rottura [...] Berlinguer [...] la [...] elezione a segretario, noi [...] il Pci fosse un partito libero, aperto, [...]. Non era esattamente così. Nel senso che proprio [...] era in corso la grande trasformazione, ma [...] ancora compiuta, e il vecchio stalinismo era [...] era quello del peggior tipo: non originato [...] ma sinc[...]

[...]peri [...] sosteneva che non esiste la politica senza [...] morale dietro. /// [...] /// Oggi potrebbe tornare utile, [...] se resuscitasse lo prenderebbero per pazzo e [...] manicomio. Quando [...] si ritirò, a metà [...] lasciò la [...] e aderì al Pci (Con Magri, [...] e qualcun altro). Negli anni 60 si [...] Ingrao nella battaglia che si era aperta nel Pci [...] e sinistra. Ingrao, cioè la sinistra, perse, [...] gli [...] furono puniti. [...] che era giornalista parlamentare [...] fu rimosso e spedito a Milano con un incarico di secondo piano. Poi qualche anno dopo [...] Berlinguer, che era diventato [...]

[...]anni, chi [...] lo scorderà mai Ugo [...]. Ugo [...] è stato una grande firma [...]. Ironico, autorevole e colto [...] 1934, giornalista «della generazione di mezzo», compresa [...] fatto la Resistenza e quelli più giovani, [...] il [...]. Arriva al Pci nel 1954, [...] a [...] e Lucio Magri, dopo [...] militato nella sinistra [...] di [...]. Si schiera con la [...] Ingrao, critico verso lo stalinismo e i suoi [...] nel Pci degli anni 70. Per questo pagherà qualche [...] 26 anni passati [...]. Per ben 11 anni [...] compito delicatissimo di «tradurre in linguaggio giornalistico» [...] segretario generale del Pci, Enrico Berlinguer, una [...] stata anche sintonia politica e amicizia. A poco più di [...] 22 aprile 1989, perde la [...] coraggiosa battaglia contro il [...]. Ci fu [...] che aveva scritto un [...] Le Monde. Uno solo si alzò [...] silenzio totale:[...]

[...]ttaglia contro il [...]. Ci fu [...] che aveva scritto un [...] Le Monde. Uno solo si alzò [...] silenzio totale: era [...] in sintesi [...] il «resocontista» di Berlinguer, [...] più importanti del giornale, quando [...] era ancora il solenne [...] Pci. Ma lui sorrideva sempre. /// [...] /// Ma lui sorrideva sempre.


Brano: [...] assai più [...] della sinistra che del centro o della [...]. Fin [...] anche qualcuno di noi, faziosi [...] comunisti, potrebbe consentire. Ma Galli Della Loggia [...]. Secondo lui, [...] fatto è stato provocato da [...] macchinazione del tenebroso Pci di Togliatti. Il Pci avrebbe tramato [...] (Galli Della Loggia parla di [...] di [...] nelle [...] per [...] impresa di esercitare [...] direttiva [...] della cultura [...]. Un termine utilizzato più [...] lo stesso che si usa per le [...] segreti, soprattutto nei roman[...]

[...] Loggia parla di [...] di [...] nelle [...] per [...] impresa di esercitare [...] direttiva [...] della cultura [...]. Un termine utilizzato più [...] lo stesso che si usa per le [...] segreti, soprattutto nei romanzi. Galli Della Loggia pensa [...] Pci [...] altri pensano ai Templari o ai [...] la [...] è in effetti una [...] del Grande Complotto. Come ci si poteva attendere, [...] a ruota le [...] cosa mai avrei detto di [...] il mio semmai è un complimento al Pci, [...] che erano [...] ci vuole cervello per riuscire [...] fare ciò che io sostengo che abbiano fatto, [...] era un politico di primissimo [...] profondo conoscitore della storia del Paese, capace come pochi [...]. Come dire: [...] ragione perché c[...]

[...]rò se [...] Questa [...] viene sfruttata fino in fondo, dal momento [...] Galli Della Loggia si affretta a precisare che, ovviamente, [...] fu attuata con alcun mezzo coercitivo, c'è [...]. Ma, a fronte di [...] egli altrove piazza colpi pesanti. Il Pci, secondo lui, [...] di ricorrere alla coercizione perché era talmente [...] intellettuali erano costantemente ricattabili, e provavano [...] estrema a [...] gli indirizzi e le [...]. Questo è quasi (quasi) [...] costrizione. È quanto andiamo rimprov[...]

[...]]. Questo è quasi (quasi) [...] costrizione. È quanto andiamo rimproverando [...] Berlusconi [...] anni: un giornalista ha tutta la paura [...] preventivamente da solo, e tanto grande è [...] non c'è bisogno di censura propriamente detta. Dunque, il Pci come Berlusconi? Per Galli Della Loggia, sì. Naturalmente, è difficile sostenere [...] televisione fosse in mano al Pci. Eppure, Galli Della Loggia [...]. Secondo lui, da un [...] poi, le trasmissioni furono [...]. I suoi [...] sono [...] è che gli sono venuti in mente [...] intellettuali di sinistra che hanno lavorato alla Rai [...] a oggi, e il secondo è che, [...][...]

[...]Secondo lui, da un [...] poi, le trasmissioni furono [...]. I suoi [...] sono [...] è che gli sono venuti in mente [...] intellettuali di sinistra che hanno lavorato alla Rai [...] a oggi, e il secondo è che, [...] al [...] le fortune elettorali del Pci [...] fatto che [...]. Ma questi sono gli [...] Berlusconi usa da anni per negare il conflitto [...]. Berlusconi ribatte le accuse [...] dei media esibendo qualche nome di giornalista [...] lavora alle sue dipendenze, e facendo notare [...] vero que[...]

[...]giornalista [...] lavora alle sue dipendenze, e facendo notare [...] vero quel che si dice, la sinistra [...] vincere nel 1996 o alle recenti elezioni [...]. La stoccata finale di Galli Della Loggia è quella sui taciti divieti di pubblicazione [...] Pci. Orwell, Arendt, Berlin e Grossman [...] pubblicati da Einaudi. Questo, secondo lui, prova [...] Pci dominava silenziosamente. Non lo sfiora [...] che questi autori non [...] Einaudi perché i suoi dirigenti non li [...] sceglievano di [...] punto e basta. Può ben darsi che questa [...] scelta nascesse da una dissonanza ideologica (non dobbiamo [...[...]

[...] [...] Einaudi perché i suoi dirigenti non li [...] sceglievano di [...] punto e basta. Può ben darsi che questa [...] scelta nascesse da una dissonanza ideologica (non dobbiamo [...] ma da [...] a sostenere che ci sia [...] una mediazione [...] del Pci ce ne corre. Quel che Galli Della Loggia [...] a immaginare è che la soluzione [...] storico a cui si [...] cioè alla dominanza culturale della sinistra nel [...] che gli intellettuali di sinistra sono stati [...] intelligenti, coinvolgenti, numeros[...]

[...]tazioni. La cultura italiana del [...] sinistra perché i milioni di fattori che [...] la storia fecero sì che, in quegli [...] fosse enormemente più emozionato e ricco di [...] di sinistra. Gli intellettuali di destra [...] di talento, non perché il Pci li [...]. Il fatto che questo [...] crescere alcuni intellettuali di straordinario carisma amplificò [...] un feedback positivo. Non ci fu alcun [...]. Allo stesso modo, gli [...] di una egemonia mondiale: ma non c'è [...] da un organismo superiore [...]


Brano: [...]o [...] in verità già nel suo Per Passione [...] di più sulla «modernità» di [...] a suo dire vittorioso [...] Berlinguer. Dice Lucio Villari, storico: «Giusto [...] ma Fassino stavolta poteva essere più chiaro. [...] ebbe ragione nel prendere [...] Pci, prima della caduta del muro, che [...]. E poi percepì la [...] 80, ma ha fallito nel [...]. Che significa professore? «Significa la [...] del potere, per riequilibrare i [...] di forza e [...] arbitro. Insomma fino al 1981 [...] invece la politica [...]

[...]bbe prezzi civili [...] di una rendita di posizione [...] con disinvoltura». Michele Salvati economista e [...] distingue invece tra i due [...] alternativista e no. Ma intravvede nel leader socialista [...] via [...] ben oltre il [...] bloccato del Pci e protesa [...] il liberalismo». E a [...] volta, senza il crollo [...] il Pci non si sarebbe [...] schiodato dalla dipendenza [...]. Perciò nella politica tra [...] Pci e [...] gli errori e le [...] agguato, e quasi inevitabilmente collegati al ruolo [...] ritagliato». E gli inquinamenti della [...] «Non [...] solo Il Psi, sebbene ne fosse coinvolto [...]. Ma dopo [...] e dopo il 1989, una [...] politica [...] vers[...]

[...]..] gli errori e le [...] agguato, e quasi inevitabilmente collegati al ruolo [...] ritagliato». E gli inquinamenti della [...] «Non [...] solo Il Psi, sebbene ne fosse coinvolto [...]. Ma dopo [...] e dopo il 1989, una [...] politica [...] verso il Pci e verso [...] Pds nascente [...] eccome, non le pare Salvati? «Era troppo tardi. I rapporti tra i [...] ormai avvitati in una polemica viziosa e [...]. Più severo il giudizio [...] Bruno Trentin, che [...] lo contrastò da segretario [...] negli anni[...]

[...]eva gli Ss 20». E la famosa governabilità?: «Approdo [...] declamatorio che finiva con [...] della grande riforma è rimasto [...]. E quanto a [...] «Non [...] nulla, [...] sdoganò il [...] e fece [...] di programma. Certo che era legittimo [...] con Pci, ma di fatto [...] navigava a vista, non [...] lungimiranza inclusiva. E poi i famosi [...] medi [...] che intravvide, non seppe affatto [...] in un progetto moderno e di riscatto civile». Dunque modernità a metà, [...] tattica, per non dire degener[...]

[...]isionismo socialista a metà dei 70. Con Bobbio pensavo fosse giusto [...] del comunismo italiano, nonché [...] tradizione comunista». Eppure Lei non si [...] Psi, non è così? «Sì, non condividevo [...] la [...] di [...] che rinunciava a quella [...] Pci e produceva questione morale, un punto sul [...] nero su bianco proprio sul [...] di Coen, quello prima [...] Pellicani». Ma quale la modernità [...] critica del socialismo reale [...] socialdemocrazia europea. Poi il discorso sui [...] e [...] la n[...]

[...]taggio di una logica da [...] blocca il sistema politico ed esercita la [...]. Generando corruzione». Insomma per Salvadori occorre [...] equanime a quella che fu una «sconfitta» [...] socialismo italiano. Una sconfitta nata dal [...]. Dai torti del Pci [...] e perennemente a metà del guado. E certo anche dalla [...] socialismo di [...]. In definitiva un grande [...] Psi e Pci, insieme, portano la responsabilità. E allora per concludere [...] chiave, che dà il senso del tragico [...] i due partiti, nessuno dei due esente [...]. Ne ha parlato Piero [...] in uno suo saggio [...] è traccia nei taccuini Einaudi di Antonio Tat[...]

[...]o del tragico [...] i due partiti, nessuno dei due esente [...]. Ne ha parlato Piero [...] in uno suo saggio [...] è traccia nei taccuini Einaudi di Antonio Tatò [...] Berlinguer. Nel marzo 1981 [...] socialista tramite Scalfari propose uno [...] al Pci: «appoggiate la [...] socialista e concordiamo un percorso [...]. Al governo più in là, [...] se la [...] dice di no». Il tutto con il [...] democratico e pienamente abilitato [...] Pci. Non era poco e un [...] aperto. Subito richiuso altresì dal [...] Berlinguer. Poi [...] avviò la strategia cartaginese: [...] il Pci. Ripudiando alternativa e riformismo. Seguiranno tante cose. Dal preambolo Forlani, allo scontro [...] scala mobile, al [...] alla [...] con Berlusconi. Sino [...] dei primi anni Novanta. Distrutto il Psi, ci [...] e [...]. Che trascinò con sé [...][...]


Brano: [...] tutto proiettato [...]. Poi è arrivata la [...] Novecento. Il secolo mi ha [...] collo e mi ha consegnato alla politica. E andata così e [...] pento affatto». Sono giorni di vigilia [...] Ingrao. In attesa di mercoledì [...] il grande dirigente del Pci compirà i [...] anni, tra cerimonie ufficiali e [...] dei figli suoi e [...] Laura, [...] gli ha insegnò a capire i carcerati». Quei figli rispetto ai quali, [...] divertito, [...] senza dubbio e a [...] più a sinistra». E allora, a distanza di [...[...]

[...]]. E per [...] ancora più speciale. Perché si tratta di parlare [...] una vita intera. Delle sue scelte di fondo. Dei crocevia esistenziali. Delle cose fatte bene, [...] fatte male o non fatte. E tra le cose ben [...] per Ingrao [...] la milizia nel Pci, il [...] a cui ha dedicato [...]. Del quale dice: «È [...] partito di [...] che ha guidato la Resistenza [...] ha resi più liberi». Benché poi per Ingrao [...] sia stato «colpevole di ritardi ed errori. Che hanno contribuito alla [...] fine nel 198[...]

[...]ì come sono persuaso [...] marxista, leninista e stalinista quello del [...] di cui sono figlio [...] sbagli. Al punto da sfociare in [...] palese sconfitta storica. Nondimeno io resto legato [...] comunista». Rivendichi piena coerenza con [...] nel Pci, variante del comunismo novecentesco? «Certo [...]. E tuttavia vedo oggi [...] solo gli errori commessi dal comunismo leninista, [...] di cui porto la responsabilità personale. Quali furono [...] del Pci gli errori [...] le scelte mancate che rimpiangi? «Uno su [...]. Allora [...] alla luce i crimini [...] di Stalin e dello stalinismo. Ma in quel momento [...] parte del Pci sia da parte mia, [...] correzione necessaria» Se non sbaglio tu [...] tra leninismo e stalinismo. Ma ravvisi ancora [...] 1917 una data spartiacque. Non credi però che [...] contenesse in sé tante tragiche deviazioni? «Senza [...] Rivoluzione [...][...]

[...]cui [...] quel che era stato il socialismo europeo. Avvertivo infatti la crisi [...] solo il comunismo europeo, ma anche quello [...]. E volevo capire quanta [...] in quel socialismo continentale, [...] stato oggetto di forte condanna da parte [...] Pci». Ti interessavano i padri [...] Bernstein, Adler oppure i moderni [...] della [...] e delle altre [...] «Gli [...] e gli altri. Con particolare attenzione alla [...] Brandt e Palme prima di tutto. Naturalmente distinguevo tra la destra [...] e la s[...]

[...]esidente della Camera, da un lato perché [...] riflettere sui comunismo leninista e stalinista. E [...] per riprendere contatto con [...] con le quali pensavo si dovesse stabilire [...] la sconfitta ormai annunciata e incipiente del [...]. Mentre il Pci rifluisce [...] riproposizione del compromesso storico, tu scopri la Riforma [...] Stato. Quello poteva essere un [...] con i socialisti italiani. /// [...] /// Tuttavia [...] ancora a quel tempo [...] quale resto molto legato. Quello di Riccardo Lo[...]

[...]tempo [...] quale resto molto legato. Quello di Riccardo Lombardi [...] del Psi. Con loro mantenevo un [...]. Per costruire assieme una saldatura [...] culture che avrebbe potuto impedire [...]. Ma era una realtà, [...] europeo, con la quale noi del Pci [...] vero rapporto. Segue a pagina 21 Ho [...] Ciccio dopo venticinque anni e la cosa ha [...] che [...] frequentato solo quando era [...] ai sei anni di età. Ora ha [...] anni eppure [...] immediatamente riconosciuto. Ciccio da bambino era famoso [...]

[...]a. Lavora alla stampa clandestina [...] ne diviene direttore dal 1948 al 1957. Sposa Laura Lombardo Radice [...] cinque figli. E della quale parla «Soltanto [...] (Baldini e Castoldi [...] libro a cura della [...] Chiara. Membro della segreteria del Pci [...]. Deputato per la prima [...]. Nel 1968 è presidente [...] Pci. Nel 1972 è responsabile [...] Coordinamento Regioni della Direzione Pci. Presidente del «Centro per [...] Riforma [...] Stato» è Presidente della Camera dal 1976 [...]. Non si è più [...] dopo essere uscito dal Pds, Autore di [...] e cinema, e libri come «Masse e [...] (Editori Riuniti) ha aderito a Rifondazione comunis[...]

[...]osa di politico e di poetico [...] nostra cultura migliore, [...] del fare e del [...] che noi amiamo in lui. Il compagno disarmato è [...] che ci serve oggi, nella lotta di [...]. Per i compagni giovani [...] il [...] Ingrao resta la sinistra [...] Pci, [...] che non [...] stata, il disarmo come [...] suo pensiero politico: il disarmo militare, europeo [...] certo il disarmo ideologico e organizzativo della [...] antifascista e repubblicana, non repubblichina! Chi ha gridato più [...] ragione, in [...]


Brano: Quella stessa Repubblica che [...] del Pci e della [...] Berlinguer e Moro, hanno [...] di salvare dalla crisi e dal crollo. Ma è stato davvero [...] Sui [...] la formula viene spesso utilizzata con contrapposizione [...] Togliatti uomo di Mosca, e De Gasperi lo [...] salvato [...] dal comun[...]

[...]i [...] la formula viene spesso utilizzata con contrapposizione [...] Togliatti uomo di Mosca, e De Gasperi lo [...] salvato [...] dal comunismo, e dunque [...] Togliatti. Dal canto loro gli [...] dato sin [...] Storie della [...] ma soprattutto del Pci, [...] biografie di Togliatti, De Gasperi, Berlinguer, [...]. Per questo testo ancora [...] libro ora pubblicato di Roberto Gualtieri e [...] già parlato su queste pagine Giuseppe Vacca, [...] dal 1943 al 1992. [...] e Pci nella storia della Repubblica (Carocci, 2006, [...]. Siamo di fronte ad [...] muove nettamente al di fuori degli schemi [...] della guerra fredda. Una prima Storia della Repubblica [...] sostanza dunque c'è già. Nel senso che le [...] esposte e le p[...]

[...]le vicende degli altri paesi [...] occidentale. [...] italiana nascerebbe dal fatto che [...] noi dietro alla [...] non è possibile non vedere [...] Stati uniti e la Chiesa cattolica, mentre, nello spazio [...] occupato dai partiti [...] troviamo il Pci, e cioè [...] partito che, per i suoi collegamenti con [...] e per la [...] estraneità [...] non ha potuto assolvere hanno [...] e sostengono coloro che parlano del fattore [...] al ruolo di partito di [...] strumento [...] alternanza. Gualtieri non[...]

[...] avvenuto negli altri paesi europei ove il [...] potuto dispiegarsi senza intoppi. E che, in ogni [...] unificante delle realtà [...] occidentale postfascista è rappresentato [...] in tutti i paesi e in Italia [...] ma grazie anche alla presenza del Pci, [...] la «democrazia dei partiti». Il discorso torna cioè da [...] parte alla capacità di De Gasperi non solo di [...] consensi ma di aprire spazi di autonomia alla [...] politica utilizzando [...] del Vaticano. E [...] al Pci e al [...] nelle vicende italiane ha avuto il «vincolo [...] «legame di ferro» che lo ha unito [...]. Attento a non guardare [...] Pci come ad una marcia continua verso [...] raggiunta con Mosca, Gualtieri non insiste troppo [...] del cammino che hanno portato i comunisti [...] ritardi e limiti, a percorrere strade diverse [...]. Alcuni momenti di questo [...] di Togliatti a Stalin[...]

[...]iatti a Stalin nella lettera del [...] Memoriale di [...] ai vari momenti del [...] portato allo «strappo» di Berlinguer) possono apparire [...]. Ne escono un poco [...] ragioni di un radicamento, e di un [...] del tutto singolare la «diversità» del Pci. Ma Gualtieri benché non [...] che possono permettere di [...] come partito del comunismo [...] però, per altra via, a individuare la [...] Pci. Egli continua a utilizzare [...] di lettura delle vicende del partito il [...] esterno», ma ne limita fortemente la portata. E fa questo individuando [...] Togliatti [...] che, anche sfruttando «la crescente marginalità del [...] la politica estera[...]

[...]a proposta non comporti una eccessiva [...] nazionali oltreché del peso avuto dalla divisione [...] blocchi contrapposti e anche dei fenomeni di [...] caratterizzato quegli anni. In particolare della conflittualità [...] che obiettivo dichiarato del Pci era la [...] nuovo Stato, [...] e quello di De Gasperi [...] che ciò si potesse verificare. Certo quando si ripercorrono [...] Prima Repubblica non si possono ignorare le [...] «doppiezza» del Pci. Cosi come, per quel [...] gli aspetti di «regime» [...] di questo partito. Ma è indubbio da una [...] che il Pci si è mosso sempre contro ogni [...] del dettato Costituzionale. E [...] che la [...] è giunta con Moro, [...] cui tutti i «vincoli esterni» erano ancora [...] nel Pci un «partito di governo». Ma questo è avvenuto [...] della Repubblica erano già segnate, nonostante gli [...] Berlinguer e da Moro. Senza dimenticare gli altri. E giustamente Gualtieri invita [...] attenzione ad esempio anche [...] svolta da Emilio C[...]


Brano: [...]ani metropolitani». [...] al cuore dello Stato (che [...] «borghese» e come tale si abbatte ma non si [...] e una irritante creatività: in mezzo una marea di [...]. Ragazzi e ragazze, molti [...] dal Sud. Soldi pochi, idee tante, [...] giovanili. Il Pci non è [...] è ancora «un partito di lotta», che [...] governo. Nel senso che sostiene [...] Giulio Andreotti ma non ha ministri. Da giorni San Lorenzo [...]. A via Dei Volsci [...] rivoluzione armata. Dentro [...] (con la [...] come [...] che è il m[...]

[...]cortato da un [...] di lavoratori. Nei cortili [...] nei pressi [...] di Chimica gli «indiani» hanno [...] un finto comizio con un pupazzo che raffigura Lama. /// [...] /// Ancora per poco. Lama è in piedi su [...] rosso», il [...] manifestazioni di Pci e [...] da Porta San Paolo a San Giovanni. /// [...] /// [...] di vernice rossa. /// [...] /// Mani giovani impugnano chiavi [...]. Mani ruvide di lavoratori [...]. Testimonianza di un ragazzo che [...] ed era [...] a [...] conservata nello stermina[...]

[...] un ragazzo che [...] ed era [...] a [...] conservata nello sterminato archivio del [...] «Della giornata in cui Lama fu cacciato [...] io ho un ricordo molto [...]. Mi é rimasta nella [...] compagno del movimento che durante il fuggifuggi [...] del Pci aveva in mano un martello [...] a rincorrere uno di quelli del servizio [...] Pci, poi si è fermato, è tornato indietro, [...] a piangere e si è abbracciato con [...]. È stato un momento [...]. Testimonianza di chi invece [...] prese in faccia. Esterino Montino, oggi è [...] Repubblica. Allora la Federazione [...] diretta da Paol[...]

[...]Sì, fummo cacciati [...]. Io che venivo dalle [...] diventato la controparte, il nemico. Certo, fu giusto organizzare [...] Lama, dovevamo riaffermare il diritto aduna università [...]. Ma non capimmo, nessuno di [...] capì che si era rotto [...] il Pci, e una parte [...] gioventù italiana. Quelli che fischiavano in Piazza [...] Minerva non erano solo autonomi. Ma erano ragazzi che nel [...] e nel [...] ci avevano fatto vincere. Ci avevano dato una forza [...] e quel giorno ci isolavano. Più ci avv[...]

[...], non [...] già sulla sottile linea di confine col [...] con le loro idee, le loro speranze, [...] loro malessere. La verità è che [...]. Non solo futuri brigatisti in [...] quel [...] (extraparlamentare si diceva allora). Critici in modo duro [...] Pci, ma destinati «a fare da cuscinetto tra [...] gli autonomi». Frase di Silvio Di Francia, [...] alla Cultura nella giunta Veltroni, ieri dentro Lotta [...] i Collettivi universitari. In molti gestirono [...] con una [...]. Rioccupare [...] resistere,[...]

[...] [...] alla Cultura nella giunta Veltroni, ieri dentro Lotta [...] i Collettivi universitari. In molti gestirono [...] con una [...]. Rioccupare [...] resistere, [...] comunisti. Questi erano i termini [...]. Fin dalla sera prima [...] convincere il Pci e la [...] a non fare quella [...] Lama. Cercammo di evitare lo [...] tutti travolti. La sera, poi, arrivarono [...] il [...] canto [...] la caccia [...]. Senza capire che [...] una profonda [...] la parte creativa del movimento [...] in polemica co[...]

[...]...] squadristica di Roma», occhiello, [...] attacco contro la manifestazione del [...] e degli studenti». Perché quel giorno era un [...] tutto annunciato, [...] era già scritto, da una [...] e [...]. Gli autonomi volevano attaccare Lama, [...] del Pci e del [...] di affrontare una situazione pesante, ma non [...]. Si trattava di esercitare [...]. La verità è che [...] creare una frattura tra studenti e mondo [...]. Come raccontai quella giornata? Adottando [...]. Prego? «Ma sì, mi [...] albero pe[...]

[...]etre [...] di chi, invece, le pietre le prese [...] ARCHIVI Un articolo di Laura Ingrao che, quel [...] piazza Minerva insieme agli studenti Che rabbia [...] contro i ragazzi ORIZZONTI «Quelli che fischiavano [...] nel [...] avevano fatto vincere il Pci [...] Esterino Montino . /// [...] /// Quattro testimoni raccontano il [...] dalla parte di chi tirava le pietre [...] di chi, invece, le pietre le prese [...] ARCHIVI Un articolo di Laura Ingrao che, quel [...] piazza Minerva insieme agli studenti [...]

[...]etre [...] di chi, invece, le pietre le prese [...] ARCHIVI Un articolo di Laura Ingrao che, quel [...] piazza Minerva insieme agli studenti Che rabbia [...] contro i ragazzi ORIZZONTI «Quelli che fischiavano [...] nel [...] avevano fatto vincere il Pci [...] Esterino Montino .


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