Brano: [...]La pubblicazione di questo [...] di segnalare, [...] di tale confronto che [...] fra etica e politica, un saggio tanto [...] ingiustamente dimenticato dai recensori: «Antigone o Creonte», [...] Giuliano Pontara, Editori Riuniti. /// [...] /// C'è in Pazzi infatti una [...] di intuizione dominante [...] che attraversa tutti i libri: [...] storia «manifesta» altro non è se non la superficie [...] una profondità ancora tutta da decifrare. Ossia: [...] visibile, so" lare degli [...] cono d ombra che tien[...]
[...] «manifesta» altro non è se non la superficie [...] una profondità ancora tutta da decifrare. Ossia: [...] visibile, so" lare degli [...] cono d ombra che tiene nascosto quello [...] chiamare il «mistero» sottostante ad ogni evento. /// [...] /// Ma pazzi offre di tale [...] una lettura in [...] qualche modo estremizzante: dove terminano [...] (dove terminano i ricordi «obiettivi»), [...] e non [...] trave inizia il lavoro del [...]. È un «metodo» per taluni [...] aspetti paradossale, che [...] via c[...]
[...]tale [...] una lettura in [...] qualche modo estremizzante: dove terminano [...] (dove terminano i ricordi «obiettivi»), [...] e non [...] trave inizia il lavoro del [...]. È un «metodo» per taluni [...] aspetti paradossale, che [...] via consente a Pazzi di [...] re, oggi, un romanzo su una figura attorno alla [...] le fonti 1 non sono certo [...] me: [...] figlio di Giulio i Cesare [...] Cleopatra regina [...] gitto, presumibilmente [...] parso mentre cercava di gua, [...] (e poi. Che cosa sia stat[...]
[...]re, oggi, un romanzo su una figura attorno alla [...] le fonti 1 non sono certo [...] me: [...] figlio di Giulio i Cesare [...] Cleopatra regina [...] gitto, presumibilmente [...] parso mentre cercava di gua, [...] (e poi. Che cosa sia stato [...] a Pazzi interessa, probabilmente, [...] certo punto: ciò che gli preme davvero [...] egli sia uscito dal raggio di ogni [...]. Il punto cruciale della [...] vicenda, aggiungerei) è per Pazzi quel momento [...] il protagonista abbandona il mondo visibile e [...] è rintracciata una zona di confine in [...] è stato e ciò che può essere [...]. Zona in cui, dunque, realtà [...] si rimandano e dove non [...] più possibile distinguere [...]. E[...]
[...] di tale gradualità [...] pregi del romanzo nella logica del racconto. Sono cioè [...] trasportati [...] mondo che obbedisce al dettato [...] possibile e non più a quello della «mera» realtà. Con una metafora un po' [...] si potrebbe allora dire che Pazzi mette sulla scena [...] trapassate [...] reale nel suo doppio narrativo: [...] senso del romanzo sta in una [...] metamorfosi, in un viaggio da [...] regno ad un [...] se la storia si chiude [...] protagonista [...] il discorso narrativo garantisce [...]
[...] corso del [...] una serie di trasformazioni che [...] portato ad essere solo ed [...] una figura fittizia: solo figura di un racconto. E in questo suo [...] dove sia. Forse è arrivato davvero [...] India. A differenza di altre [...] La stanza [...] Pazzi ha accentuato [...] romanzesco della vicenda più [...] cosi ideologizzante, creando una serie di simmetrie [...] ed esclusivamente [...] del tessuto testuale ma [...] garantire ai protagonisti un territorio in cui [...] figure fittizie: possibili ma[...]
[...]ritorio in cui [...] figure fittizie: possibili ma mai accertati (né [...] quelle reali. A loro modo, anime [...] carne e ossa. E allora [...] appunto sarà pedantescamente proprio [...] nulla a che vedere con il testo, [...] a che vedere neppure con Pazzi che [...] di testi. Perché la lingua madre [...] Cleopatra [...] di [...] non poteva essere, come [...] nel romanzo (che peraltro è uno dei [...]. Roberto Pazzi« La stanza [...] Garzanti, [...]. Sotto [...] la gente si porta [...]. [...] del «giallo» si è [...] «noir», [...]. Si è finalmente riconosciuto [...] agli autori di polizieschi nostrani, fatti in [...]. Gli editori, forse scottati [...] allorché la[...]