Brano: Il viaggio in Germania, [...] non fu dunque per Pasquali [...] consueto viaggio di studio nella Mecca della [...] una tradizione ormai consolidata, faceva parte della [...] dotti; così era stato per esempio [...] prima per Girolamo Vitelli, [...] tempi di Pasquali, per Camillo Vitelli. Quel viaggio fu anche una [...] da un ambiente di cui il giovane Pasquali si [...] prigioniero, fu uno strappo, fu, [...] scrive, un emigrare, rompendo vincoli [...] gli pesavano. Ho [...] che la polemica su [...] Pasquali [...] tanto spesso contro il moltiplicarsi delle università [...] Italia [...] origine non solo dalla diffidenza verso [...] con cui spesso [...] veniva compiuta, verso la [...] di studio che non avevano alle spalle [...] né strumenti di ricerca, ma[...]
[...]ovane diciottenne, che deve [...] personalità, non avere [...] di casa, rompere i [...] famiglia e gli affetti, spesso non disinteressati, [...] delle madri. Anche in questo stava, [...] considerazione per il livello scientifico, la ragione [...] di Pasquali per la Normale di Pisa [...] giovani al loro ambiente e li mescolava [...]. Si spiega anche così [...] affetto che egli ebbe per [...] Pintor che, giovanissimo, sedicenne, [...] genitori, si era loro imposto, li aveva [...] a Roma, nella casa degli [...]
[...] Pintor che, giovanissimo, sedicenne, [...] genitori, si era loro imposto, li aveva [...] a Roma, nella casa degli [...] e al « [...] », [...] meno provinciale che non [...] Cagliari. La seconda parte della [...] aspetto del difficile sfondamento di Pasquali a Firenze [...] ambiente che gli era abbastanza ostile, che [...] egli scrivesse male, da tedesco, e che [...] anche troppo anticonformista. Data la circostanza in [...] questa lettera forse [...] è esagerato il peso [...] Fortunato Pintor. Certo pe[...]
[...]peso [...] Fortunato Pintor. Certo però egli qualcosa [...] sue parole contarono: negli anni del suo [...] al 1903, in cui attese a continuare [...] sugli inventari dei manoscritti [...] strinse rapporti di [...] i rapporti con i [...] ricordare che Pasquali sentì sempre un vivo [...] per il padre che era morto quando [...] non provò mai né amore né affetto [...] una signora romana che non capì mai [...] per il fratello. Al di là del [...] » cui si fa cenno nel testo [...] è che egli non sentì mai stima[...]
[...]é affetto [...] una signora romana che non capì mai [...] per il fratello. Al di là del [...] » cui si fa cenno nel testo [...] è che egli non sentì mai stima [...] Festa; [...] lui lo legava solo la considerazione che Festa [...] di un grecista che Pasquali considerò sempre [...] Girolamo Vitelli. Ma mentre Vitelli con [...] favorì assai Pasquali mettendosi da parte e [...] la cattedra fiorentina, pur rendendosi conto di [...] successore fosse da lui diverso nella mentalità [...] della filologia, il « [...] Festa » non conosceva [...]. Da tutte le pagine [...] Pasquali [...] traspare mai alcun moto [...] verso il suo maestro [...] Roma: [...] il necrologio che ne scrisse su « Primato [...] una pagina di circostanza, fredda, non sentita; [...] volle [...] nelle Pagine stravaganti dove [...] ricordi così caldi dei m[...]
[...][...] il necrologio che ne scrisse su « Primato [...] una pagina di circostanza, fredda, non sentita; [...] volle [...] nelle Pagine stravaganti dove [...] ricordi così caldi dei maestri che egli [...] Vitelli. /// [...] /// Da tutte le pagine [...] Pasquali [...] traspare mai alcun moto [...] verso il suo maestro [...] Roma: [...] il necrologio che ne scrisse su « Primato [...] una pagina di circostanza, fredda, non sentita; [...] volle [...] nelle Pagine stravaganti dove [...] ricordi così caldi dei m[...]