Brano: [...]la validità della scelta [...] Livorno, conferma la capacità di elaborare [...] profonda, di rinunciare alle [...] rivoluzionario. Pajetta ha poi ricordato gli [...] duri [...] e di una dura repressione [...] non conoscono quasi spiragli o pause. Il Partito continuerà ad [...] di riferimento della [...] azione le masse e [...] dello sciopero, a Nella polemica e nella [...] proseguito [...] interverranno anche negativamente gli [...] la Terza Internazionale, in un determinato periodo, [...] allo scontro[...]
[...]litica hanno [...] la resistenza nel carcere dove si formarono [...] ricerca, nello scambio di esperienze, nel dibattito [...] che i gruppi operai, i giovani intellettuali, [...] avanzati anche quando pareva che si muovessero [...] con il centro del Partito andavano sempre [...] loro volontà e le loro aspirazioni con [...] la lotta politica del Partito comunista». Insostituibile fu allora la [...]. Più ancora [...] il solo Paese dove [...] ro più padroni, voleva dire che era [...] il fascismo dichiarava impossibile ». Il Partito comunista italiano [...] viva del movimento operaio internazionale. Pajetta ha Indicato quindi [...] di quella svolta: politica dei fronti popolari, [...] problemi nazionali, posizione aperta verso forze operaie [...] dai comunisti. In tale processo[...]
[...]ndere l'italiano di Palmiro Togliatti. Cosi [...] di Luigi Longo sarà [...] comandante che già conosce [...] che può essere schierato [...] quello più grande che gli risponderà [...] alla lotta e lottando [...]. Pajetta ha poi sottolineato [...] del Partito nel periodo della Resistenza è [...] un dibattito anche vivo, [...] di un gruppo dirigente [...] esercita [...] Sovietica vittoriosa su tutti [...] liberazione. Non è, il nostro, [...] torni sui furgoni dello straniero. [...] il partito che mobilita [...] migliaia, poi i milioni di lavoratori, attrae [...] un elemento di rottura delle barriere della [...] che si ripresenti alla ribalta la cultura [...]. Non è retorica affermare [...] marxista rivendica, attraverso il partito di Gramsci [...] Togliatti, la tradizione vichiana. Io spirito critico di Galileo [...]. Pur tanto mutate le [...] la situazione, il pensiero va alle origini [...] Partito. Nella stretta [...] americana, nella scissione dei cattolici [...] movimento operaio, nella prospettiva [...] conflitti [...] fanno sentire il loro peso [...] le suggestioni settarie o [...] dogmatica. Pesano o sorreggono il [...] o la speranza che[...]
[...]ile. [...] un duro periodo di ; [...] di rotture profonde in [...] vasti settori del movimento o: [...]. Il deperire di quelle [...] che in ; Europa la Resistenza aveva I [...] che non sanno ra; [...] ai processi reali delle [...]. Resistere e [...] Partito comunista italiano resistette [...] avanzare come un partito rivoluzionario di massa. /// [...] /// Erano necessarie una strategia e [...] tattica che permettessero [...] di resistere e di tornare [...] avanzare, facendo avanzare tutto lo schieramento democratico. Bisognava, partendo dalla realtà [...] svolgi[...]
[...].] dialettica e una partecipazione popolare che erano [...] di una democrazia radicata nel Paese e [...] delle masse, Pajetta ha continuato: « La [...] la nostra funzione [...] costituente, i nostri rapporti [...] popolari dopo il 1948, [...] con il Partito [...] furono solo dati contingenti ne, tanto meno, [...]. A questo è legata [...] profonda e convinta comprensione dei momenti essenziali [...] al socialismo, delle possibilità della riscossa operaia [...] unitario. Sa che non è [...]. Esso è un ele[...]
[...] tutta la società. I comunisti comprendono che, [...] funzione di avanguardia, non possono pretendere di [...] meccanicamente nemmeno le altre correnti politiche della [...] le sue organizzazioni di massa. Sottolineate le difficoltà sempre [...] dal Partito negli anni della ricostruzione democratica, [...] centrismo Pajetta ha [...] via è tenuta aperta« La [...] democrazia e del socialismo è tenuta aperta [...] questi anni, che è sempre azione concreta. Le grandi scelte del Partito [...] contrappongono cosi ai tentativi conservatori, alla capitolazione, [...] delle scorciatoie, ai tentativi di fuga in [...]. Sono ancora una volta [...] e del loro partito, ma non per [...]. [...] la via delle trasformazioni [...] reale di procedere mobilitando le masse. [...] la ricerca concreta dei punti [...] quali far leva per il rinnovamento, raccogliendo e facendo [...] nuove forze, conquistando nuove posizioni.[...]
[...]oma a farsi [...] ogni parte d'Italia. [...] a questa strategia e [...] che si collegano i problemi delle riforme [...] come presenza in veste di protagonisti dei [...] i lavoratori. Il giudizio sulle garanzie [...] giuridiche viene dalla vita di un partito [...] di governo insieme, che ha vissuto in [...] trasformazione. Da un partito che [...] attraverso rincontro, che ha realizzato il dialogo, [...] le altre forze popolari e democratiche. I comunisti italiani affermano [...] società socialista davvero, solo quella società dove, [...] sociali che lasciano che questi concetti sia[...]
[...]ha assunto oggi [...] che agita tutti i [...]. In quella crisi avevano [...] concezioni [...] del modo di organizzare [...] di stabilire i suoi rapporti con le [...] interessate ad opporsi al dominio e allo [...]. Bisognava costituire a far [...] il Partito comunista italiano ». Lenin [...] ha continuato Pajetta [...] aveva detto che « [...] nazionali e statali fra i popoli e [...] Paesi [...] differenze che dureranno ancora a lungo, mollo [...] dopo la realizzazione della dittatura del proletariato [.[...]
[...]...] delle diversità, non la [...] nazionali (per il momento che corre è [...] un impiego dei [...] del comunismo (potere dei [...] del proletariato) tale che modifichi giustamente nei [...] li adoperi giustamente e li adatti alle [...]. Liberare il Partito dallo [...] dogmatico dei primi anni, non fu certo [...] giorno, non poteva essere per nessuno illuminazione [...] improvvisa. [...] fatto conquistando, la grande [...] mantenendo [...] e [...] dopo i contrasti e [...] forze socialiste rappresentate[...]
[...]onio Gramsci e [...] continuò per tutto il corso [...] vita ». Ricordato il contributo a [...] decine di dirigenti, di migliaia di quadri, [...] generazioni che . L'opera loro fu essenziale [...] il contributo e la partecipazione dei compagni, [...] Partito a mantenere, ad approfondire e ad estendere [...] col proletariato e con la classe lavoratrice [...]. C'è qualcosa che collega [...] le riflessioni dei Quaderni scritti nella solitudine [...] del partito nuovo, che [...] tradizione si muoverà con i milioni di [...]. Nei Quaderni del carcere, [...] allora da Gramsci per dire delle sue [...] le vicende del Partito bolscevico, come nel Memoriale [...] in questi documenti non [...] non c'è nessun segno di una divaricazione [...] come nasce dal confronto diretto con le [...] politica che si vuole realizzare e sulla [...] del Partito. C'è, profondo, il segno di [...] grande onestà, di una coerenza culturale e, prima ancora, [...] una non spenta e sincera passione rivoluzionaria». Il Partito sarà impegnato anche [...] a procedere ancora, già lavorerà [...] politica [...] e del X II congresso, [...] quella che è oggi la nostra politica ». Al tempo stesso, apprendendo [...] sono modelli che possono essere mutati da [...] nessun mito va so[...]
[...] sostituito alla faticosa conoscenza [...] dei travagli per dare vita a un [...] alle condizioni e alle esigenze specifiche di [...] Paese [...]. Il modo stesso di [...] della nostra storia, deve essere prova del [...] e di [...] divenire del nostro Partito. Dobbiamo volere che siano [...] che sia vivo il dibattito, che [...] della nostra storia abbia [...] il metodo col quale affrontiamo oggi i [...]. Ci hanno chiesto sempre di [...] mai in una sorta di [...] di annali ufficiali e di cronache accademi[...]
[...]siano [...] che sia vivo il dibattito, che [...] della nostra storia abbia [...] il metodo col quale affrontiamo oggi i [...]. Ci hanno chiesto sempre di [...] mai in una sorta di [...] di annali ufficiali e di cronache accademiche. Come la vita del Partito, [...] storia [...] lo [...] e il [...] è fatica in atto. Abbiamo lavorato e lavoreremo [...] sapendo che non esiste, nè crediamo che [...] definitiva, una sorta di [...] sacro, buono soltanto da imparare a memoria. Le [...] di [...] del giudizio ch[...]
[...]ria [...] lo [...] e il [...] è fatica in atto. Abbiamo lavorato e lavoreremo [...] sapendo che non esiste, nè crediamo che [...] definitiva, una sorta di [...] sacro, buono soltanto da imparare a memoria. Le [...] di [...] del giudizio che dà [...] Partito del presente, la credibilità della prospettiva che [...] e si fanno più [...] dalla nostra storia. La coscienza della nostra [...] impegno ci vengono anche da quello che [...] rappresentato per milioni di lavoratori e che [...] milioni di italiani è[...]