Brano: [...][...] si vuol far apparire: fra [...] due gruppi, infatti, se non c'è una stretta collaborazione, [...] almeno, nella più parte dei casi, una tranquilla convivenza. E chi ne trae [...] grandi proprietari agricoli e i detentori del [...] manovrano il partito tirolese, così come i [...] appoggiano le loro fortune sul partito cattolico [...]. Abbiamo parlato, accennando ai [...] e tirolesi, di convivenza. Non di fusione, perchè [...] vivono separati, limitando gli scambi di idee [...] collaborazione al solo necessario. Dopo quanto abbiamo esposto, [...] ovviamente compre[...]
[...]ivoluzionaria nettamente antitetica a [...] quindi, con essa inconciliabile. A Napoli si pubblicava [...] Soviet, [...] di un gruppo diremo [...]. Amadeo Bordiga, che partiva da [...] giusta critica [...] ma arrivava [...] gravissimo di concepire il partito [...] un'elite di pochi iniziati con una tattica nullista di [...] dalla lotta parlamentare. Altri gruppi, [...] orientati, e divisi ancora [...] mancanza di [...] elaborazione collettiva dei problemi, [...] a Egidio Gennari o, in Imola, intorno [..[...]
[...]i. In complesso, tutto un [...] concorde, [...] la varietà degli atteggiamenti, [...] gradualismo riformista e [...] della burocrazia sindacalista (intenta, [...] frenare le agitazioni, gli scioperi, le occupazioni [...]. Fra queste due ali [...] il partito era, praticamente, scisso non [...] possibilità [...] nè sul terreno ideologico [...] di conciliare Marx, Engels, Lenin con Bernstein [...] e con i capi, [...] II Internazionale) nè sul terreno pratico (per la [...] la lotta di classe con [...] e [.[...]
[...]a, [...] alla guerra", avevano trascinato i loro partiti [...] (partiti socialista tedesco, inglese, belga, francese, austriaco), [...] III Internazionale. Già a tal fine [...] erano stati presi, durante la guerra, prima [...] iniziativa proprio del Partito Socialista Italiano, alla [...] (dove un'ala sinistra si [...] Lenin) e, poi, nel 1916, a [...]. Ma osservava Gramsci che [...] Partito [...] doveva avere « aderito a [...] senza sapere che cosa [...] ». Per la situazione [...] nel movimento operaio e [...] erano ammissibili equivoci, nè esitazioni nè riserve. Bisognava stare o con una [...] o con [...]. O col socialismo o [...]. Di[...]
[...]iacinto Menotti Serrati, [...]. Guidato, [...] da un malinteso spirito [...] nel dopoguerra, di evitare la scissione dai [...]. Egli non poteva, certo, [...] minimo dei riformisti, ed opponeva ad essi [...] (onde il nome di massimalismo), votato dal Partito Socialista, [...] 1893, a Reggio Emilia; e perciò il [...] rivoluzionario; sinceramente rivoluzionario; nè si accorgeva che, [...] quel linguaggio non [...] dei fatti (prima di [...] separarsi dai riformisti), Osso restava solo un [...]. Così nacque[...]
[...] Così nacque al Congresso di Bologna, [...] 1919, [...] del massimalismo. Accettato in buona fede [...] parte dei socialisti, specie dai vecchi socialisti, [...] prestigio, di alcuni capi [...] credevano, così, di [...] salvare la « tradizione [...] Partito, esso diventò, anche, la rocca di quanti, [...] si sentivano sostanzialmente legati [...] riformista. Perciò Gramsci definì « [...] massimalismo. Un eminente scrittore liberale, [...] Dorso [...] ha scritto:« La concezione unitaria, [...] secondo il[...]
[...]no tentativo di mantenere insieme [...] verbali i conglomerati che erano confluiti nel P. Nessuna violenza sarà trascurata [...] proletariato industriale e agricolo a un lavorìo [...] di spezzare inesorabilmente gli organismi di lotta [...] operaia (Partito Socialista) e di incorporare gli [...] economica (i Sindacati e le cooperative) negli [...] Stato borghese». E, poco appresso, dopo [...] nella stampa borghese dalla pubblicazione del programma [...] piccola borghesia politicante, poco dopo Bologna,[...]
[...]opo [...] nella stampa borghese dalla pubblicazione del programma [...] piccola borghesia politicante, poco dopo Bologna, riprese [...]. Impotente a dominare le [...] dalla guerra e dalla economia di guerra, [...] consolidare il regime con [...] del Partito Socialista, sperò [...] nuova legalità in cui fossero incorporati sia [...] i grandi sindacati operai. Ma gli avvenimenti reali [...] più forti di ogni fatua speranza e [...] desiderio. Anche in Italia la [...] andata maturando fino alla fase in cui[...]
[...]alia la [...] andata maturando fino alla fase in cui [...] "O dittatura operaia o dittatura reazionaria" affermato teoricamente [...] III Internazionale, è divenuto attuale ». A Bologna, Serrati, dopo [...] diritto di cittadinanza dei riformisti nel Partito, [...] voto « [...] acclamazione » alla III Internazionale! [...] tutta [...] la ragione della scissione di Livorno e della costituzione del Partito Comunista, entrato nel [...] nella clandestinità con 40. [...] nel 1922 dei [...] dei riformisti, che avrebbe dovuto [...] a Livorno nel gennaio 1921, avvenne, invece, a Roma, [...] 1922, quando, di fronte [...] degli avvenimenti, Serrati si convins[...]
[...][...] a Livorno nel gennaio 1921, avvenne, invece, a Roma, [...] 1922, quando, di fronte [...] degli avvenimenti, Serrati si convinse [...] suo errore e, con [...] lealtà di rivoluzionario, volle ripararvi. [...] a cui, per la [...] era costretto il Partito Socialista, [...] di azione da parte [...] piccolo Partito Comunista, le continue operazioni di [...] C. Si verificava la previsione [...] Gramsci. Al Congresso di Livorno, quando [...] comunisti erano [...] era stato votato un o;d. /// [...] /// Al Congresso di Livorno, quando [...] comunisti erano [...] e[...]