Brano: [...]di coordinate e [...] delle scene dentro casa. E così anche il [...]. [...] di questi tempi un [...] narrare può apparire a taluni banale, irrilevante, [...] disdicevole. Ma nessuno è perfetto. E Francesco Piccolo non [...]. IL LIBRO [...] Giampaolo Pansa parla del [...] alle vittime degli anni di piombo La [...] terroristi [...] 4. Nel romanzo, a Parigi, [...] Angela [...] fissa la foto di [...] pubblicata sulla prima pagina del «Corriere della Sera». Nella realtà, una banda [...] doveva uccidere, a[...]
[...]e di fantasmi che abitano ancora [...] le notti di tanta gente. Una storia [...] (apparentemente), ma anche una storia [...] sangue, delle vittime e degli assassini. Perché il tema del [...] terrorismo, col suo carico di memorie e [...] non passano. Pansa raccontò da cronista [...] per quasi due decenni, dalla «Stampa» al «Corriere [...] Sera» a «Repubblica». E a metà di [...] strada incrociò quella degli [...]. Fu il caso, così [...] così crudele, a decidere che non toccava [...] al povero [...]. Ho[...]
[...]ocesso Moro guardavo [...] becchini che ridevano davanti alle madri meridionali, [...] che avevano i figli poliziotti che loro [...]. Raccontai queste cose e, come [...] Viotti, mi presi le bacchettate del [...] e di [...]. Perché poi il libro [...] Pansa [...] anche un libro di intrecci. Viotti è lui, ma [...] trascina dietro il rimorso del protagonista del [...]. Un rimorso legato [...] morte di un innocente. Non abbiamo mai avuto [...] vera per le vittime». Parla così Pansa. E parla così Viotti, [...] «Siamo stati disumani con chi è stato ucciso, [...] donne, le madri, le mogli, i figli, [...]. Io mi sento colpevole [...]. E poi le facce, [...] gli assassini si tirano dietro. La loro cattiva sociologia, [...] quei loro[...]
[...]irano dietro. La loro cattiva sociologia, [...] quei loro volumi di memorie orrendi nella [...]. Quegli innocenti non meritavano [...] quella loro morte non merita questa pochezza [...] continuo, questo rivendicare onore per storie senza [...]. Dice Pansa: «Ti confesso [...] certi libri. Ma che cazzo hanno [...] Questi non hanno fatto la rivoluzione, non hanno [...] proletaria, hanno solo ammazzato persone inermi. Dopodiché debbono venire a [...] pasta e fagioli con Moro prigioniero dietro [...] di a[...]
[...]erabili scandite intorno [...] del prigioniero. Dice Viotti: [...] più vistosa del regime [...] gigantesco cimitero. E la storia dei [...] soltanto la storia delle loro vittime. Non hanno [...] alle spalle: solo morti, [...] tanti torturati a vita». Pansa, cosa si prova [...] dal caso? Tira su il viso, cerca [...] per anni e anni ha evitato di [...] ne voglio più sapere, non voglio scrivere [...] voglio fare dibattiti», e che ora, dopo [...] una tragica naturalezza. Si vede che non [...] ora, avrebbe[...]
[...] era venuta [...] anche a Gianni Rocca, [...]. Presi un aereo la [...]. E la mattina dopo, [...] a [...] non mi hanno trovato. Hanno cercato Nozza, e non [...] trovato. E la roulette russa [...] doveva essere [...]. Una cosa che mi [...]. La voce di Pansa [...]. Quel giorno, quel dolore, [...]. E anche quei giorni, [...] morti. /// [...] /// Ma anche altre persone [...] la vita del giornalista finirono macellati dagli [...] che in quei tempi andavano a caccia: [...] Alessandrini, Carlo [...] il commi[...]
[...]a del giornalista finirono macellati dagli [...] che in quei tempi andavano a caccia: [...] Alessandrini, Carlo [...] il commissario Calabresi, «ho [...] Viotti che parla di un essere umano [...] un animale braccato», e Roberto Ruffilli, «Bobo [...] Pansa [...] di diritto, senatore [...] il politico più buono [...] che io abbia mai incontrato». Nella [...] casa di Forlì lo [...] gli spararono alla nuca. /// [...] /// Che succede, dunque, a [...] ha visto gli amici morire, ha vissuto [...] che ha cono[...]
[...] vedere [...] delle vittime»? E che, uomo di sinistra, [...] strada del dolore quando scrive il più [...] quella tragedia, «Storie italiane di violenza e [...] vile, parruccona, cieca e boriosa? Vedeva quegli [...] «Manifesto» e su «Lotta continua», Pansa, e «ci [...] come Viotti. Succede che cala il [...]. Basta, troppo sangue, troppo [...]. Ma poi un giorno [...] «anche se vorrei essere come Angela, piede [...] tasca, [...] di cattivo dietro le [...]. Ma non si può, [...]. E così si ripercorre [...[...]