Brano: [...]tà, per la [...] armonia e la [...] coesione, per la riduzione [...] che si fanno più grandi e inaccettabili [...] il diritto [...] è negato o mortificato. [...] la realtà del mondo che [...] lo ricorda ogni giorno. [...] la storia del nostro stesso Paese che ce lo insegna. Un secolo fa, e [...] imparare a [...] e far di [...] voleva dire aprire gli [...] la testa, serviva a non [...] più presentare di fronte [...] il cappello in mano ma con la [...] del proprio lavoro. Nel dopoguerra, nel tempo [...[...]
[...]oco della composizione e scomposizione [...] a se stesse, prive di visione e [...] sui programmi, sulle cose concrete. Certo, ci si può [...] questo esercizio della politica. Ma la politica è [...]. La politica è passione, [...] amore per il proprio Paese, è capacità [...] proprio sguardo più in là e di [...] come parte di una comunità più grande [...] battere per un progetto [...]. La politica è [...] pensare sempre in relazione agli [...]. [...] deve essere, consapevolezza che [...] del [...] colle[...]
[...]chi ha un orientamento sessuale [...] guscio in cui vivi ti hanno detto [...]. E allora bisogna proteggersi, [...]. Gli immigrati? Bisogna [...] su muri e costruire [...] intervenire a cannonate per non [...] nemmeno arrivare a toccare [...]. Per il Paese sono una [...] per la cultura della chiusura e [...] sociale sono solo dei nemici. Non si deve [...] tempo con [...] con [...] serve solo protezione, e [...] migliaia di vite umane vengono spezzate, se [...] esseri umani e di intere famiglie vengono[...]
[...]comunità [...] democratico [...]. Per ben due volte, [...] Novecento, [...] libertà ha dovuto e saputo sconfiggere il [...] Berlino, nel 1945, il nazifascismo fu vinto [...] più sanguinosa della storia. E nello stesso anno, [...] inutile [...] in un Paese che [...] culturale e morale sembra rischiare di perdere [...] memoria, gli italiani riconquistavano, grazie agli Alleati [...] che ebbero il coraggio e la moralità [...] Resistenza, quella libertà che non avevano perso [...] ma ventitré anni prima,[...]
[...] vera e salda cultura repubblicana, quella che [...] radici nella Costituzione nata dalla Resistenza, negli [...] sono chiamati a riconoscersi tutti gli italiani. E viene da [...] temo, se non sia [...] più grave di cosa si vorrebbe diventasse [...] Paese: senza più memoria, senza più la sacralità [...] nazionale, senza la [...] principi sui cui si è fondata la [...] è nata dalle ceneri della dittatura e [...] poggiato per tutto il tempo che ci [...]. Tutto indistinto, tutto concesso, [...] possibile[...]