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Il vocabolo Ottieri si trova nei "vocabolari":
- Lingua Italiano - Sottosistema simbolico: Toponimi geografico/politici, in uso nella lingua italiana contemporanea →toponimi frazioni Italia(FrIt+VO )
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 303 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: Esce «Il poema osceno», [...] Questa non è una [...]. Per // [...] osceno (Longanesi) di [...] Ottieri un libro di [...] 1 ci vuole ben altro («come fa [...] a subito criticare?», si chiede perplesso Pietro [...] la principale voce ragionante [...]. Ottieri, lo si comprende [...] i suoi libri come un «campo di [...]. Tra lui che scrive [...] inevitabilmente si svolge un impegnativo match. Del mio [...] tra sul campò, queste [...] un primo, sintetico resoconto. Ottieri è nato alia letteratura [...] narratore: il suo libro [...] Memorie [...] venne pubblicato nel 1954 da Vittorini nei «gettoni». I due libri successivi Tempi [...] e [...] (1959, di recente ristampato [...] Tea) furono inseriti nel filone della «narr[...]

[...]...] venne pubblicato nel 1954 da Vittorini nei «gettoni». I due libri successivi Tempi [...] e [...] (1959, di recente ristampato [...] Tea) furono inseriti nel filone della «narrativa industriale», [...] numero de II menabò, cui partecipò lo [...] Ottieri. Oggi sappiamo che il [...] e industria fu tutto un equivoco; sta [...] che scrittori come Ottieri, o come Volponi [...] Parise, sono vittime ancora oggi di un luogo [...] di loro per ricordare solo quella stagione. Insieme a Volponi, a Giudici, [...] Pampaloni e altri, Ottieri ha lavo rato [...] Donnarumma è nata dalla [...] selezionare del personale per lo stabilimento di Pozzuoli. Ma quello è stato [...] capitoli della [...] vita di uomo e [...]. G II anni Sessanta, [...] segnati non solo [...] della malattia mentale, m[...]

[...].] di sicuro in netto anticipo [...] tempi, costituiva anche: . Lo scrittore Inversi Non [...] si congedasse definitivamente dai suoi lettori ma [...] versi era destinata a prevalere, com'è avvenuto [...] creatività. Da [...] di Pisa (1991) La [...] Ottieri ha abituato i suoi lettori a [...] poesia gestuale, frutto di [...] mette tutto in riga: Dante, come una [...] Cossiga, [...] i centri commerciali, la [...] Italia» [...] questa citazione, come la precedente, da un [...] Eraldo Affinati, [...] Ottieri: uno scrittore nuovo, [...] Ottieri nel suo [...] Catalano Con «II poema [...] da Longanesi) [...] Ottieri trova la sintesi [...] letteraria tra poesia e prosa. Un libro sulla malattia, [...] verità e oscenità e sii [...] da buttare. Con II poema osceno Ottieri [...] una summa di tutta la [...] opera, ricollegandosi circolarmente col [...] di versi e riprendendo massicciamente la scrittura [...] volta affidata alla forma dialogica. Non solo: attraverso la [...] di Pietro Muoio, un aspirante poeta civile, [[...]

[...]a dialogica. Non solo: attraverso la [...] di Pietro Muoio, un aspirante poeta civile, [...] Donnarumma [...] sia a [...] quotidiana. E li ripensa attraverso [...] scontentezza. Come Anna Maria Ortese, [...] Goffredo Parise, come Raffaele La Capria, Ottieri. Mai però, come questa [...] Ottieri [...] messo in gioco tutta la [...] energia. Tra [...] rivivendo la [...] storia di scrittore, Ottieri [...] luci [...] anche le storie di [...] esempio quelle di Pier Paolo Pasolini e Paolo Volponi, [...] suoi coetanei, da lui considerati, insieme a Gramsci, [...] maestri». Malattia e [...] fatto [...] però a Ottieri la letteratura [...] basta; lui vuole fare i conti direttamente con la [...]. È per questo che [...] trasformare la [...] stessa malattia in uno [...]. Non semA Roma una mostra [...] il classicismo tra [...] e [...] Miti della [...] ROMA. La pittura[...]

[...]rocesso di identificazione segnato ora dal narcisismo, [...] sradicamento. [...] dai gergo [...] si è innamorato della parola [...] che vene usata [...]. La compresenza della salute [...] una delie tante bipolarità de II poema [...]. Anzi, direi che Ottieri [...] il fenomeno psichico della bipolarità nel fenomeno [...]. Quasi tutti i temi [...] sono bipolari e [...] la vecchiaia di Pietro, [...] Vera, [...] sorella, si può trasformare [...] è anche un desiderio [...] («Egli vuole / essere normale. È il[...]

[...]mente come [...] / che la letteratura [...] valore, anche se lo nego / [...] in giro»), E bipolare [...] forma, come ho già accennato: sta prosa [...] lunghe») sia [...] di versi («le righe [...] che sembra ricollegarsi alla satira [...] satirico di Ottieri, lontano [...] quello dei comici dilaganti, racconta [...] di oggi è questo [...] del libro con funebre allegria. Anzi, se proprio si [...] formula per definire II poema osceno, varrebbe [...] suggerire dal Pasolini di Petrolio, «Il [...] di un test[...]

[...]ilaganti, racconta [...] di oggi è questo [...] del libro con funebre allegria. Anzi, se proprio si [...] formula per definire II poema osceno, varrebbe [...] suggerire dal Pasolini di Petrolio, «Il [...] di un testamento». Ma mal che prevalga [...] Ottieri questa volta vuole provare la «saggezza»; inventa [...] di un utopico [...] buono». Ciononostante, leggendo, si è [...] sensazione di emergenza: il libro ci violenta [...] bisogna pur fare qualcosa. Andando [...] ci si [...] quella violenza è assolu[...]


Brano: [...]chiusura della mostra [...] Resistenza [...] Campania, si recherà [...] II comitato regionale per [...] XXX anniversario della Liberazione. Per il reato di [...] Il [...] chiede per Crimi il [...] Avrebbe acquistato a metà prezzo azioni di Gennarino Ottieri [...] di denunciare il padre Il sostituto Giovanni Volpe [...] il [...] a giudizio per estorsione [...] Aldo Crimi [...] noto personaggio de già [...] gravi processi [...] e di due suoi [...]. Onofrio e Aldo D'Amore. Il fatto che ha [...] grave conc[...]

[...]udizio per estorsione [...] Aldo Crimi [...] noto personaggio de già [...] gravi processi [...] e di due suoi [...]. Onofrio e Aldo D'Amore. Il fatto che ha [...] grave conclusione fu denunciato da un altro [...] un certo mondo napoletano: Gennarino Ottieri. Il fatto è molto [...]. Gennarino Ottieri fece parte [...] col Crimi ed 1 fratelli D'Amore. Ognuno dei soci apportò [...] in cambiali altri in contanti. Gennarino consegnò cambiali a [...] e le prime scadenze per 50 milioni [...] direttamente dagli Ottieri. Intanto la società [...] alla quale erano stati assegnati [...] suoli d'oro» [...] prosperava e le sue quotazioni [...] altissimi, enormemente superiori ai capitali apportati. Ognuno dei soci infatti [...] aveva portato aderenze, amicizie, « canali[...]

[...]] alla quale erano stati assegnati [...] suoli d'oro» [...] prosperava e le sue quotazioni [...] altissimi, enormemente superiori ai capitali apportati. Ognuno dei soci infatti [...] aveva portato aderenze, amicizie, « canali » [...] del genere. Gli Ottieri in quel [...] ben decisa posizione conoscendo molto bene uomini [...]. Ad un certo punto [...] Mario Ottieri cominciarono a tornare indietro perché [...] e di persone inesistenti. [...] tra i soci cominciò [...] ed infine il Crimi ed i D'Amore [...] vendere le sue azioni, altrimenti avrebbero denunciato [...] Mario Ottieri. Questi in quel momento era [...] del ciclone per altre gravi [...] giudiziarie e quindi al [...] restò scelta: cedette le sue [...] agli altri soci pare per 400 milioni. Dopo una parentesi di [...] infine Gennarino si decise a sporgere denuncia [..[...]


Brano: [...]oprio campo di prospettiva [...] non ci fosse [...] un più [...] autobiografico. Il libro ricorda, a [...] senso il notissimo diario di Alvaro Quasi [...] di gareggiare con altri [...] motivo di « grandezza ». E quanto all'insegna da [...] il libro, Ottieri avverte nelle prime righe: [...] Una [...] gotica, mentale, per me taglia a mezzo [...]. Ci vivo a cavallo. Roma è il mio essere, Milano il mio dover essere. Significa, come poi vediamo [...] poco: nato a Chiusi, fra Toscana e Umbria, [...] anche ma[...]

[...]ta [...] concreta, e il fatto [...] nuovo, [...] nel rapporto con i [...] dirigenti, gli operai e gli impiegati, i [...] gli specialisti in pubbliche relazioni ecc. Ma non esiste per fortuna [...] libro una stretta contrapposizione allegorica. [...] Ottieri non si rivela [...] modo, dagli affetti per [...] del nord, e quando [...] subisce una gravissima malattia e in molte [...] suo diario ha una luce intensamente naturale, [...] schema. [...] su un piano diverso, è [...] una forma molto meno rigida di[...]

[...] [...] resta, anche [...] un ribelle al sistema capitalistico, [...] viene mai persuaso fino in fondo dalle mediazioni che [...] nelle forme più « avanzate » [...] offrono o cercano [...] le dirigenze industriali, [...] neocapitalista. La critica di Ottieri [...] questo lato a certe verifiche del Memoriale [...] Volponi, [...] per nulla, tra [...] nutrite [...] esperienze [...]. [...] nota la favola [...] e della tartaruga. Per quanto corra, Achille, se [...] movimento venga inteso come un aggregato di[...]

[...]..]. [...] nota la favola [...] e della tartaruga. Per quanto corra, Achille, se [...] movimento venga inteso come un aggregato di parti scomponibili [...] non raggiungerà mai la tartaruga; qualche frazione del [...] basterà sempre a [...] separati. Ottieri come Volponi porta [...] il neocapitalismo, per quanto sviluppi [...] a sè il mondo [...] mai ottenere nella misura decisiva un simile [...]. [...] il marxismo trasferito in [...] da Volponi lascia pur avvertire [...] distinzione netta, una scelta [[...]

[...]ai ottenere nella misura decisiva un simile [...]. [...] il marxismo trasferito in [...] da Volponi lascia pur avvertire [...] distinzione netta, una scelta [...] già compiuta) tra lo scopo [...] maggior significato moderno, questo [...] suo valore. Ottieri è insieme uno [...] un « moralista » acuto e un [...] non so chi altri metta oggi sulle [...] tale ricchezza di questioni da [...] in confronto, da misurare [...] nel problema operaio molte tra le connessioni [...] centrale nel nostro tempo. Un grup[...]

[...]io molte tra le connessioni [...] centrale nel nostro tempo. Un gruppo di operai [...] alla Lancia di [...] e i limiti che [...] nuove forme capitalistiche, dai condizionamenti via via [...] delle cose e delle forze, degli uomini [...]. Nel libro di Ottieri, questa [...] appare più un dover essere [...] come nelle prime [...] righe egli diceva di Milano [...] confronti suoi [...] che un fatto risolutivo. La critica ai vari aspetti [...] da Ottieri nel sistema, attuale, [...] italiana, ha tutta una capillare [...] infine pesante contropartita. La crisi [...] così preoccupante intorno al 1957 [...] per la lotta operaia, soprattutto [...] è intima: mente avvertita nel [...]. Con il suo scrupolo [...]

[...] [...] italiana, ha tutta una capillare [...] infine pesante contropartita. La crisi [...] così preoccupante intorno al 1957 [...] per la lotta operaia, soprattutto [...] è intima: mente avvertita nel [...]. Con il suo scrupolo [...] di ogni giorno, Ottieri ne aveva già [...] i sintomi, qualche motivo non riducibile alla [...] padronale; aveva segnato in cenni anche mordenti [...] discorsi, gli stati [...] che a suo giudizio [...] lati, ragioni di debolezza nel campo proletario, [...] sue forze offensi[...]

[...]e o difensive. Unendo a queste osservazioni [...] sugli individui, gli spunti di critica ideologica [...] un po' dappertutto, e il tenace esame [...] piccoli colpi di bisturi nel proprio io, [...] risultare stracarico di pessimismo. La buonafede, in Ottieri, [...]. Di più: il suo [...] e giudicare è anche un impegno, un [...] riporta continuamente fuori dai binari obbligati, cercando [...] a un ciclo [...] sempre nuove perchè dirette, [...]. Fra tante prove ormai di [...] preciso della mente sui fatti,[...]

[...]ntinuamente fuori dai binari obbligati, cercando [...] a un ciclo [...] sempre nuove perchè dirette, [...]. Fra tante prove ormai di [...] preciso della mente sui fatti, [...] o [...] le bilance storiche non sono [...] e c'è anche una nevrosi, [...] Ottieri, da razionalista puritano sul filo [...] scetticismo, che gli impedisce [...] la sottigliezza solo fino al [...] delle misure più grandi. I 200 sopravvissuti della [...] le può trovare in [...] più [...] Gli operai e altri [...] ritrovano sempre nel[...]

[...]ca portata fino [...] un recupero [...] di agire, come dicevano [...] il movimento [...] illimitato [...] la tu per tu [...] concrete, negli uomini che amano e rispettano [...] sempre a incoraggiare le scelte utili per [...]. Per mio conto ringrazio Ottieri [...] per ultimo e quasi conclusivo appunto « [...] suo diario, a [...]. Gioia commossa e trattenuta [...]. [...] un fremito politico, nella confusione [...] valori ». /// [...] /// E allora la stessa [...] alla classe operaia », tra i motivi [...] [...]


Brano: [...]oni al mondo esterno. Magari ci ritroveremo con [...] viaggiare sulle cime degli alberi, come il Barone [...] che collezionano stranezze, ma certo è una [...] diventare, da grandi, [...] turisti per caso! /// [...] /// Segue dalla prima Questo [...] Ottieri è del resto uno di quelli che [...] spinta a riconoscere una situazione, ad immergersi [...] che scatenano [...] allo scambio, che fanno [...] presenza di un autore che parla, che [...] che nella sofferenza afferma una volontà di [...] difende un va[...]

[...]ano più perentorie: [...] e la rabbia che [...] si riversano su noi che restiamo e [...] da uno sprofondare della realtà e della [...] dalla sensazione di un [...] dei mezzi stessi per reagire al peggioramento. Certo, a ripensare [...] esperienza di Ottieri, alla [...] attività di intellettuale e scrittore, [...] suo anche doloroso percorso umano, sentiamo di riconoscere il [...] di una razionalità sconfitta: a un certo punto della [...] vita egli ha condiviso [...] che è stato essenziale per [...] nos[...]

[...]linea [...] cui [...] di una razionalità «progressiva» [...] con [...] di un sotterraneo malessere, [...] del colore e del [...] realtà, con [...] di un «disumanizzarsi» e [...] a cui invano reagiva la vitalità, [...] la forza autentica di [...] che Ottieri sentiva insieme estraneo e vicino. Ma sullo sguardo sulle [...] industriale del nostro paese (sguardo che sarebbe [...] quello diverso ma forse convergente di Paolo Volponi) [...] sovrapposta assai presto [...] della sofferenza psichica, che [...] Ottieri ad interrogare in modo più violento il [...] sfuggente della realtà esterna e nello stesso [...] luogo ad una debordante volontà espressiva, con [...] cui egli stesso ha affibbiato giocosamente il [...]. Di questa invadente e [...] Una irata sensazi[...]

[...]e [...] di sé insieme dolente [...] ed impudica, delicata e aggressiva, mirante a [...] del mondo visto e vissuto, a scagliarsi [...] della realtà apparentemente «normale», contro le sue [...]. Questo ultimo libro viene [...] serie di altri libri di Ottieri rivolti [...] al personale malessere psichico e a [...] in occasione di invenzione, [...] manipolazione infinita, di contatto con le cose [...] persone: [...] romanzi, poemi e poemetti, [...] è forse costituito da quel libro totale, [...] divagazion[...]

[...]azione infinita, di contatto con le cose [...] persone: [...] romanzi, poemi e poemetti, [...] è forse costituito da quel libro totale, [...] divagazione grottesca e carnevalesca che è Il [...]. Attraverso la tematica della [...] direttamente di sé, Ottieri è venuto a [...] malattia del paese Italia e del mondo: [...] opera si rivela allora come un [...] un continente dai mille [...] la malattia [...] e quella del mondo, [...] muove tra paesaggi urbani, reticoli stradali, luoghi [...] e di cura, cercan[...]

[...]sciato di ciò [...] un paese dominato, dopo tante sconfitte speranze, [...] e pubblicitari, insidiato da una deformazione che [...] che corrode le sue apparenze più evanescenti [...] la [...] più consistente materia fisica. Ma ho parlato anche [...] Ottieri non si è posto mai come un [...] sofferenza: ha affrontato la malattia e la [...] con un ironico ed autoironico spirito beffardo, [...] combinazioni abnormi; ha liquidato ogni patetismo del [...] quella [...] ossessione scrittoria delle scaglie [...[...]

[...] proposto [...] cercato dal paziente, e il consumarsi della [...] spettro della follia e quello della morte, [...] insidiano il personaggio), il peggiorare [...] sociale e politico. Sospeso tra peggioramento e [...] che si affaccia [...] nel libro), Ottieri testimonia [...] (e con tratti di corrosione linguistica che [...] un Céline quasi disteso, più cordiale, svagato [...] profonda passione della realtà e della vita, [...] suo) speranza di un rimedio non falso, [...] frana [...] e della realtà. Pecca[...]

[...]rimedio alla frana [...] morto ieri lo scrittore e intellettuale capofila [...] Sono passati decenni da quando abbiamo vissuto [...] insieme, in una mitica Olivetti che ogni [...] noi ricordava e che, forse, non è [...]. Eppure la scomparsa di [...] Ottieri oggi mi sorprende [...] stato colpito mentre mi stava accanto. Voglio far notare la parola [...]. [...] non era giovane e non [...] bene. Eppure non te lo [...]. E se non te lo [...] nonostante [...] del tempo, e il peso [...] trasportato, come un b[...]


Brano: [...]re operai nel sistema di una [...]. E cerca di capire, [...] e lunghe conversazioni, chi è adatto e [...]. La fabbrica è la Olivetti, [...] di Pozzuoli, anni di ricostruzione [...] anni Cinquanta. Il giovane intellettuale che [...] decidere, è [...] Ottieri, e questo è [...] romanzo. [...] stati «romanzi operai» prima di [...]. Ma erano romanzi di [...]. Qualche volta gli autori [...]. Ma non la fabbrica, [...] dentro, non quello strano dialogo fra chi [...] si batte, ed è pronto a tutti [...] di esser[...]

[...] Ma erano romanzi di [...]. Qualche volta gli autori [...]. Ma non la fabbrica, [...] dentro, non quello strano dialogo fra chi [...] si batte, ed è pronto a tutti [...] di essere assunto. Poteva essere una interessante e [...] testimonianza. Ma con Ottieri e [...] Donnarumma [...] stava nascendo uno dei più importanti scrittori [...] parte del Novecento. I pescatori che diventano [...] loro intervistatore sono diventati in quel libro [...] italiana. E per la prima [...] in scena il lavoro visto da den[...]

[...]visto da dentro, [...]. [...] romanzesco subentrano uomini e donne [...] sono i protagonisti del come cambia [...] che sta diventando industria. È nata una delle [...] originali, nuove, diverse della letteratura italiana contemporanea. Il narrare di Ottieri [...] due punti di vista, quello del [...] e dirigente [...] e quello delle donne [...] poveri che cercano di diventare operai. In esso scorrono due [...] chi sembra disporre di un potere che [...] subito di non avere (il narratore); e [...] pensa e[...]

[...]na dei protagonisti, speranze, disperazioni, [...] su cui scommettere le proprie vite. Dunque il libro è [...] ed è un documento indispensabile fra un [...] dopo della vita italiana. Ma è un prima [...] anche nella narrativa del nostro Paese, perché Ottieri [...] conto della sproporzione fra destino e fabbrica, [...] posto di lavoro, fra indossare una tuta [...] esistenza [...] di lavoratore. [...] percepisce un dislivello che è [...] anche di premonizione. E se tu dai [...] vita al lavoro ma il lavoro[...]

[...]ello che è [...] anche di premonizione. E se tu dai [...] vita al lavoro ma il lavoro dà [...] un [...] di sicurezza transitoria in [...] vita? Si intravede il mare dalla bella [...] i pescatori in operai del montaggio. Si intravede il futuro, [...] Ottieri. E benché in quegli [...] immaginare un mondo in cui [...] personale è sempre impegnato [...] di selezionare e di assumere, il narratore [...] donare al lavoro la vita. Quel sospetto lo colloca [...] pescatori che cercano di diventare operai, che [.[...]

[...] un mondo in cui [...] personale è sempre impegnato [...] di selezionare e di assumere, il narratore [...] donare al lavoro la vita. Quel sospetto lo colloca [...] pescatori che cercano di diventare operai, che [...] e intelligente datore di lavoro. Ottieri, come saranno negli [...] e poeti nati dalla Olivetti (Volponi, Giudici, Fortini, Giorgio Soavi) è un intellettuale che sospetta e che [...]. Ama il suo compito [...] sempre di assumere spostando centinaia di persone [...] del mondo dove ciascuno vi[...]

[...]e che [...]. Ama il suo compito [...] sempre di assumere spostando centinaia di persone [...] del mondo dove ciascuno vive e sopravvive [...] nuova comunità della fabbrica. Ma il risultato, raro, [...] e distacco, di coinvolgimento e di sospensione. Ottieri sa tutto della [...] di Marx e delle lotte di fabbrica. Vede i modi umani [...] cui la fabbrica per cui lavora si [...] più cooperazione che scontro. Ma ciò che inchioda [...] resta il percorso di ciascuna vita, la [...] un [...] di sollievo e di [.[...]

[...] non è solo il [...] un prima e un dopo della letteratura [...]. Non è solo il [...] attendibile del più grande cambiamento della vita [...]. È anche una profezia. [...] di [...] in questa pagina, adesso, [...] che in quegli stessi anni di cui [...] Ottieri e io lavoravamo [...]. Conoscevamo la stessa officina. È un legame durato [...] vita. I conti in tasca [...] Bruno Vespa Un racconto lungo un secolo [...] EX LIBRIS La collana [...] Salone della Piccola e Media [...] ha presentato i risultati di [..[...]

[...]o uomini e [...] i protagonisti del come cambia [...] che sta diventando industria CHI È Questo paese è come una miniera umana; cova [...] profonde ricchezze [...] del mondo. Noi siamo venuti a [...] difficile oro, sepolto dalla natura e dalla [...] Ottieri «Donnarumma [...] Racconta di uomini poveri [...] che [...] diventano operai della fabbrica [...] la Olivetti Lo scrittore [...] Ottieri. Sotto un interno dello [...] Olivetti [...] Pozzuoli dove è ambientato «Donnarumma [...]. IN EDICOLA CON [...] Donnarumma [...] di [...] Ottieri. Un libro che è allo [...] tempo un testo fondamentale della narrativa italiana, un documento [...] sociologia e il reperto archeologico di [...] scomparsa «Dal fascismo adolescenziale [...] il più accanito, [...] e [...] complice [...] operaia, al [...]

[...]ie pericolose, perché [...] la fossa alla prossima, [...] caduta. Non può scrivere, vivere [...] intossica: alcol, sigarette, tè forte, caffè. /// [...] /// Così si descrive, [...] degli scrittori italiani di Felice Piemontese (Leonardo, 1989) [...] Ottieri. Scrittore e poeta, Ottieri [...] Roma nel 1924 dove è morto nel [...]. /// [...] /// Scrittore e poeta, Ottieri [...] Roma nel 1924 dove è morto nel [...].


Brano: [...]far leva non solo sui medici, [...] amministratori nonché sui lavoratori e sulle loro [...] del Parlamento, dei legislatori, perché se la [...] in Italia « dipende per un terzo [...] è pur vero che per due terzi [...] leggi ». Maria Antonietta [...] OTTIERI, [...] Donnarumma [...]. /// [...] /// [...] Ottieri si rivelò due [...] Tempi stretti, [...] un [...] saggistica sul vasto e complesso mondo operaio [...]. Si parlò di lui [...] tra i più vivi scrittori degli ultimi [...] di ricerca sociale e umana che lo [...]. Ottieri torna ora alla [...] nuovo libro, quasi uno studio sociologico condotto [...]. Chi scrive in prima persona [...] uno psicotecnico addetto [...] del personale di una bellissima [...] costruita da una società settentrionale in una arretrata zona [...][...]

[...]sona [...] uno psicotecnico addetto [...] del personale di una bellissima [...] costruita da una società settentrionale in una arretrata zona [...] Mezzogiorno (e non è difficile riconoscervi lo stabilimento impiantato [...] Olivetti presso Nàpoli). Ottieri pone al centro [...] una serie di problemi scottanti: le ripercussioni [...] da una fabbrica modernissima in una zona [...] accese nella folla di disoccupati, che assalta [...] dello stabilimento; la crisi morale in cui [...] chi deve scegliere i po[...]

[...]rso modo [...] considerare il lavoro e il padrone); e [...]. Una problematica ricca, come [...] che, a parte i limiti che vedremo, [...] una gamma di acute notazioni, di situazioni [...] attuali, che cercheremmo invano nella maggioranza degli [...]. Ottieri ci dà nettissimo [...] tremendo contrasto tra il mondo ordinato della [...] circondata da un giardino, e intorno ad [...] biblioteca, la mensa », e [...] sociale, e il villaggio [...] colorate, da una parte, e il mondo [...] meridionali [...] tra i [...]

[...]ale, e il villaggio [...] colorate, da una parte, e il mondo [...] meridionali [...] tra i freddi implacabili [...] che « selezionano » gli [...] assumere, e la folla di manovali analfabeti [...] tra [...] di capitalismo industriale e [...] del Sud. Ottieri avverte [...] dello squilibrio, la soffre [...] ma non sa approfondire il problema, e [...] poco i due termini del contrasto gli [...] immutabili, senza una via [...]. Da una parte c'è il [...] cancro » incurabile della disoccupazione, [...] la fabb[...]

[...][...] la «ragione» (come dice egli [...]. Al centro di questa [...] questa dolorosa necessità, si sviluppa la crisi [...] è poi lo scrittore stesso), con le [...] i suoi sconforti, con la consapevolezza della [...] del suo fallimento. Il fatto è che Ottieri [...] inserire il problema di una prospettiva più [...] e di sviluppo economico. Non sa capire che, [...] «isola» colorata e mitica in un mare [...] è che la riprova più clamorosa di [...] generale, la cui responsabilità gravissima ricade sulle [...[...]

[...]ù [...] e di sviluppo economico. Non sa capire che, [...] «isola» colorata e mitica in un mare [...] è che la riprova più clamorosa di [...] generale, la cui responsabilità gravissima ricade sulle [...] classe dirigente (compreso «il presidente» che Ottieri [...] e che è evidentemente Olivetti, con le [...] «comunitarie»); e che in quella stessa « [...] i poveri disoccupati vedono come [...] di felicità, la «alienazione» [...] Ottieri non crede, continuerà a caratterizzare il lavoro, [...] che si profilano [...] non saranno solo rivendicativi, [...] scrive. E [...] parte il rigido contrasto [...] Ottieri [...] tutto il vasto movimento ideale, politico e [...] di cui anche il povero disoccupato del Sud [...] non risentire (se si sappia guardare al [...] singolo uomo [...] definito dai [...] e [...] umano dello scrittore). Ottieri non ignora i [...] li considera solo per [...] come un fenomeno isolato. Ed ecco che (a [...] polemiche, che tralasciamo) il sindacalista comunista che [...] al cementifìcio è [...] come un giovane che [...] senza essere «capito» da chi lo circonda;[...]

[...]e « sezioni [...] arroccate [...] come dentro un fortino [...] non partecipino attivamente e intimamente a tutta [...] città e della zona, del Sud e [...] Paese, [...] siano [...] chiusa e disperata di [...] fatta di polvere e di forni). E alla fine Ottieri, parlando [...] sciopero al cementifìcio, sottolinea che «nessun tessuto lega una [...] e [...] », quasi non ci fossero [...] anche in una zona arretrata e povera di indùstrie [...] legami di classe tra padrone e padrone, tra operaio [...] operaio, [...]

[...]era di indùstrie [...] legami di classe tra padrone e padrone, tra operaio [...] operaio, tra [...] e disoccupato, più o meno [...] naturalmente. [...] questa mancanza di una visione [...] dei problemi, il [...] del libro. Anche in [...] Tempi [...] Ottieri approdava a una visione pessimistica [...] perchè non sapeva guardare al di là [...] di cedimento dei movimento operaio, non sapeva [...] operaia in una prospettiva più vasta. /// [...] /// Anche in [...] Tempi [...] Ottieri approdava a una visione pessimistica [...] perchè non sapeva guardare al di là [...] di cedimento dei movimento operaio, non sapeva [...] operaia in una prospettiva più vasta.


Brano: [...]tivo, attorno a cui costituire [...] di relazioni [...]. Ne deriva un ritorno [...] non però allo scopo di restaurare convenzioni [...] nome [...] sperimentalismo giocato (come tutti [...] difficile crinale tra [...] e bella letteratura. Contessa di Ottieri è [...] atteggiato sapientemente in modi narrativi. VI si parla di [...] Elena, [...] donna, ricca, sposata e separato, professione psicosociologa, [...] mondane: un concentrato della femminilità intellettuale più [...]. Tuttavia questa Elena, [...][...]

[...]...] dalla protagonista fra se stessa e la [...]. /// [...] /// Elena si ricovera nella [...] sopraffatta o forse sollecitata dalla sofferenza stessa [...] impegno verso la guarigione: comunque, il tempo [...] per lei. La capacità di scrittura [...] Ottieri [...] misura nella tenuta rigorosa [...] parlato di tono basso, [...] svagato [...] quanto più assorto nel [...] viene negato ogni sbocco [...]. Nondimeno, il risultato sembra consistere [...] impeccabile [...] testimonianza umana, angosciosa certo,[...]

[...]o sembra consistere [...] impeccabile [...] testimonianza umana, angosciosa certo, ma [...] ricca di valori conoscitivi originali. Tralasciamo la banale obiezione [...] a [...] interesse alla descrizione del [...] Contessa è dedicato. Il punto è che Ottieri [...] a una meticolosa registrazione di fenomeni e [...] immediata sin troppo evidente, [...] profondità di spessore che solo una più [...] avrebbe potuto conferire. Più felicemente risolto appare, [...]. La pietra di [...]. Anche [...] domina il qu[...]


Brano: [...]ano andare, [...] in un luogo ferito [...] mai stato nominato, e da quel luogo [...]. E [...] di dire, la necessità [...] i conti col se stesso «malato», con [...] continuamente di andare in pezzi (viene in [...] spiega il carattere trasandato [...] Ottieri e la rinuncia a ogni «poeticità» [...] in maniera alluvionale, lo scrittore compone, fino [...] fatti, ogni confine di genere letterario. Ineccepibile la scelta dei [...] oltre al romanzo citato più volte, La [...] per la prima volta nel 1962, [...][...]

[...]ta dei [...] oltre al romanzo citato più volte, La [...] per la prima volta nel 1962, [...] quotidiana (1966), e i [...] meno noti) Contessa (1975), 2 (1996), [...] (1999). I testi consentono di [...] intero la parabola letteraria ed esistenziale di Ottieri, [...] di Olivetti ai sinistri scricchiolii degli ultimi [...] Novecento. Se Olivetti apriva fabbriche [...] Pozzuoli, [...] realizzare a un grande [...] Luigi Cosenza, e reclutava intellettuali di prestigio (oltre [...] Ottieri, Volponi, Giudici, Fortini, Pampaloni), i potenti [...] ieri preferivano «nani e [...] parlare di quelli di oggi). E Ottieri già poteva [...] questi: «Via dalla [...] terra, [...] e [...] del capitalismo [...] un socialismo [...] quello reale». Roba da far fremere di [...] indignazione il Pierluigi Battista che sul Corriere della sera [...] bollato con parole di fuoco una[...]

[...] Pierluigi Battista che sul Corriere della sera [...] bollato con parole di fuoco una recente iniziativa [...] de [...]. Così, in queste duemila pagine, [...] di pari passo [...] affascinante esperienza di un letterato [...] da tutti gli altri, come Ottieri, e la vicenda [...] una società che ha vissuto e continua a vivere [...] involuzione, tale da rendere quasi incomprensibile [...] che si poteva attribuire, solo [...] fa, alla «accensione di una nuova vita operaia». Contiene una bibliografia delle [[...]

[...]ensibile [...] che si poteva attribuire, solo [...] fa, alla «accensione di una nuova vita operaia». Contiene una bibliografia delle [...] ristampe, materiali biografici, interviste, immagini. Un irrequieto scrittore diverso da [...] gli altri [...] Ottieri (Roma, 29 marzo [...] a Roma da genitori toscani, [...] Massimo dei Gesuiti, inizia a [...] molto presto, descrivendo le Dolomiti, [...] di quattordici anni, dalla terrazza [...] un [...] Villabassa in Trentino. [...] a 21 anni, collabora con [...] [...]


Brano: La presenza stessa di [...] Ottieri, nonostante le affermazioni [...] comunque positive, è stata sempre sentita come [...] un certo senso, pericolosa. Ho tra le mani la [...] edizione de [...] quotidiana e trovo che il [...] è tempestato di note a margine, contrariamente alle [...] ab[...]

[...]na evapora pur [...] di altre sindromi psiconevrotiche, la piena capacità [...] descrivere la propria stessa catastrofe. Non dovrebbe esserci porta [...] e proprio adynaton che cancella le tracce [...] e porta a una paralisi dello scorrimento [...]. Ottieri, in un percorso [...] anche ostinatamente continuato e [...] di riferimenti culturali, attribuisce [...] doppio, Vittorio [...] di questo bruciare proprio [...] avviene in Pessoa, fissare i connotati. Il terribile «nessuno» appesta, [...] ciascuno d[...]

[...]no dei componenti del gioco. La fratturazione di ogni [...] nel campo sociopolitico, lungo gli anni e [...] dopoguerra, si muove da terzo agente ugualmente [...] aggiunge alle antitesi psicologiche e che ne [...] non la causa, una concausa violenta. Ottieri è stato lui [...] oltre che un teste massimo, perché impersonando [...] e tante altre variabili, [...] negli anni [...] a prefigurare suo malgrado [...] si sono sempre più manifestate sino a [...]. In pratica Ottieri, sfuggendo a [...] necrosi e nello stesso tempo asserendo [...] generale che rende impossibile a [...] riconoscere la [...] parte chiude tutte le porte [...] via di [...] afferrabile, forte; ma accenna a [...] miriade di fantomatiche uscite, da cui [...]

[...]solini di De Felice. Tirava, ça va [...] dire, molte e molte [...]. A riprova del fatto che [...] vulgata [...] era, [...] assai più diffusa del paradigma [...]. Martedì e mercoledì prossimi [...] Roma, alla Casa delle Letterature, un convegno [...] Ottieri: Le irrealtà quotidiane Alle [...]. Segue la tavola rotonda [...] Ottieri», moderata da Enzo Golino, [...] parteciperanno Marinella [...] Luigi [...] Valerio [...] Silvio Perrella, Giovanni Raboni, Enzo Siciliano. /// [...] /// Il 3 marzo, alle [...]. Chiude la giornata, alle [...]. In questa pagina pubblichiamo [...] And[...]

[...]io Perrella, Giovanni Raboni, Enzo Siciliano. /// [...] /// Il 3 marzo, alle [...]. Chiude la giornata, alle [...]. In questa pagina pubblichiamo [...] Andrea Zanzotto (che insieme a quello di Giuliano Gramigna [...] nel [...] e un articolo di [...] Ottieri scritto nel 1998 [...] settimanale Diario. Di Ottieri, [...] Guanda ha appena ripubblicato, a [...] anni dalla [...] prima uscita, [...] quotidiana, con [...] di Giovanni Raboni. [...] si usa per ingentilire una [...] rude; ad esempio, [...] di Pavia, la Filosofa del [...] ha trovato 44 eufemismi per «[...]


Brano: [...]a un giorno [...] a Miriam vanno strette [...] Caterina, alla guida, plana coi piedi sul [...]. Rimane così avvolta nel [...] di quando mai si diventi grandi. Imbarazzante quesito al quale [...] al salomonico Francesco, «quando arriva il compleanno! Ottieri era legato al [...] dibattito) sulla letteratura industriale del quale (come [...] non mi poteva importare meno. Mi pareva un modo [...] problema della verità della letteratura che certo [...] «di scoperta. Questo ci pareva una [...] di ingenuità et[...]

[...] aziendale puro. /// [...] /// Come? Mi caccerebbero via. Il lavoro non ammette [...] e ogni stabilimento è una fortezza piena [...]. Ma poi non è solo [...] di impossibilità [...] «. Privati del loro terreno [...]. La linea gotica registra [...] di Ottieri e della [...] scelta interiore per Milano [...] operaia ma è proprio nella sconfitta che Ottieri [...] salvezza. È li che riesce [...] libro letterariamente importante che non si limita [...] quadro ampio e drammatico del decennio del [...] i suoi slanci e le sue ipocrisie, [...] la sofferenza, le attese e le delusioni [...] un modello letterar[...]

[...]s in cui la frammentarietà è [...] tanto della successione dei giorni (cui il [...] ma dalla libertà del pensiero che, contraddittoria [...] oggi più di ieri rifiuta gli schemi [...] e si avventura in peregrinazioni che comportano [...] e ripartire. Ottieri abbandona Roma (dove [...] per Milano («proiettando nel settentrione il mondo [...] del lavoro, [...] civile, della faccia morale [...] e cosa trova? trova una città nera [...] lucida di neon, oppressa da metodologie di [...] fiaccanti e di parole [[...]

[...]di parole [...] sindacali aprioristiche e di [...] violenza dei meccanismi capitalistici, affondata [...] e nella nevrosi, umiliata [...] inevitabili e sempre più frequenti. Vi trova la malattia [...] malattia non la speranza ma [...] con la verità. Ottieri con dieci anni [...] in prima persona, realizza quella consapevolezza, quella [...] poi diffusamente esplicitata nel Memoriale di Paolo Volponi. Il romanzo, uscito nel [...] campo (nel ruolo di protagonista) un operaio (Albino [...] a simbolo del ra[...]

[...] liberare il [...] a dare intensità al sentire, [...] di cogliere lampi di [...] quanto non osservabili direttamente, sfuggono [...] sano. La malattia eletta a [...] comprensione è la condanna che, prima [...]. Albino Saluggia, [...] e patisce [...] Ottieri. Salito a Milano per [...] realtà lì dove più preme (nel fervore [...] e nutrirsi della [...] eticità [...] finisce per [...] (fino [...] e, nel disinganno, scopre [...] la speranza devo alzarmi, con la fantasia, [...] piedi e sbirciare oltre la rea[...]

[...] [...] piedi e sbirciare oltre la realtà». Furio Colombo, [...] il volume, sintetizza con [...] (dopo tanto credere) della delusione scrivendo: «Classe [...] che poi morire di disperazione e sembrerai [...] mansione». Dicevamo che la sconfitta [...] Ottieri [...] la [...] salvezza: perdendo Ottieri si [...]. E scrittore di grande [...] La linea gotica scrive forse il suo [...]. Stupisce il risultato maturo [...] età in cui lo ha realizzato. È uno di quei [...] verità (definitive) non ci si stanca di [...]. Lo leggo come un [...] (di riflession[...]

[...] come un [...] (di riflessioni ultime) che, pur legate a [...] la risolvono in gesti e pensieri che [...] condizione umana. Né posso chiudere senza [...] un intreccio compatto e vigoroso, tenuto in [...] rotture, delle quali, se nei libri successivi Ottieri [...] sono scanditi nei tempi [...] pensiero lucido e sicuro. Il compito di sfatare [...] che finora ha portato all' insuccesso di [...] delle 34 sonde inviate, tocca a è [...] Mars [...] lanciata lo scorso 7 [...] Cape [...]. La sonda dovrà inserir[...]

[...]he [...] delle esigenze. Quelli dallo spazio, che [...] velivoli o palloni, esploreranno intere regioni ed [...] riprese ad altissima risoluzione. Dal 2009 in [...] dedicato in particolare alle missioni di recupero [...] Terra dei campioni marziani. OTTIERI, GENIO NELLO SCACCO ANGELO GUGLIELMI La linea gotica di [...] Ottieri Guanda pagine 295 [...]. /// [...] /// OTTIERI, GENIO NELLO SCACCO ANGELO GUGLIELMI La linea gotica di [...] Ottieri Guanda pagine 295 [...].


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