Brano: ROMA Un «grande commediografo» [...] brutale ma mai opportunista anche se i [...] hanno mai amato perché li graffiava, anzi [...]. Dario Fo è tra [...] ricordare [...] Giorgio Gaber con cui [...]. Molti ricordano [...] di teatro, il [...] il cantante, ma Gaber [...] grande commediografo e questo viene ric[...]
[...]ertà è [...]. Il presidente del Senato Marcello Pera [...] il suo cordoglio ad Ombretta Colli, moglie [...] Gaber, [...] che [...] «ha accompagnato più generazioni [...] le ha educate allo spirito civile unito [...] di critica ironia». Maria Novella Oppo MILANO Giorgio Gaber è morto senza [...] mai dovuto dimostrare in tv [...] essere vivo. Come altri grandi, del [...] più dimostrare niente a nessuno. Meno che mai alla [...] così piena di mediocrità e scarsa di [...]. Infatti, quando è apparso [...][...]
[...] gli consentiva la libertà di [...] di cantare alla [...] maniera monologante, con scarti [...] andavano dalla gag alla invettiva politica, da [...] faccio uno shampoo» a Salviamo sto paese, [...] Io [...] fossi Dio a Io se fossi Gaber. Variazioni troppo impegnative per [...] che piano piano lo ha perso di [...] perso di vista tutti i grandi poeti [...]. Delle sue ultime partecipazioni [...] ricordano comunque le due presenze agli show [...] Celentano, [...] il quale ha cantato Ciao ti dirò, [...] a[...]
[...]ito di portare alla [...] Sanremo la deliziosa Maria Monti. Né di Allora dai, Sanremo [...] quello del suicidio di Tenco. Lo so, eri sincero [...] «ogni uomo è uguale a un altro» [...] è il colore della pelle, ma la [...] po' stiracchiata, come un troppo semplice teorema [...]. E Umberto Eco te [...] scrivendo [...] che il festival che [...] della protesta aveva messo proprio alla protesta [...] Padre Mariano e i mutandoni di Filogamo: [...] assai poca verità in [...] tutti giocavano un po' a lancia[...]
[...]tagione nelle feste [...] e nei comizi. Ti comparve accanto Luporini [...] futuri che certo saranno necessari ci diranno [...] il tuo modo di lavorare con lui. Quanto [...] di tuo e quanto [...] e come tutto finiva per diventare «vostro»? Ma [...] troppo presto per parlare di queste cose. Ti vedemmo con piacere, [...] Fo e Celentano, ma soffrimmo nel constatare come [...]. Avevi avuto coraggio a [...] quelle storie che in genere gli artisti [...] che mi ricordino com'ero ai bei tempi» [...] genere. [...]
[...]] zio, il papà. Qualcuno era comunista perché vedeva [...] Russia come una promessa, la Cina come una poesia, [...] comunismo come il paradiso terrestre. Qualcuno era comunista perché [...]. Qualcuno era comunista perché aveva [...] una educazione troppo cattolica. Qualcuno era comunista perché [...] esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura [...] letteratura anche. Qualcuno era comunista perché [...]. Qualcuno era comunista perché [...] detto tutto. Qualcuno era comunista perché [...]. Qualcuno era[...]
[...]parò fino a [...] non trovò una chiave tutta [...] autonoma, funzionale. /// [...] /// [...] conosciuto, anni Sessanta, uomo [...] in un mondo, quello dello spettacolo ma [...] dello spettacolo, assai meno svaccato e insulso [...] oggi: e comunque troppo comunque per Giorgio Gaber. In quel mondo lui [...] proprio spazio per raccontare, per proporre, per [...] credo, più il fioretto [...] che [...] della satira. Cionondimeno era capace [...] che lo portavano al limite [...] cosmico. Di quando in quan[...]
[...].] cosmico. Di quando in quando [...] irridenti del Signor G. Ci conoscemmo nel triassico [...] Messaggerie [...] in Galleria a Milano. Aveva ascoltato una mia canzone, El mè gatt, e mi suggerì di smussare degli spigoli [...] suo giudizio un [...] troppo vivi del tipo [...] a [...] ghe [...] de [...] a pedate gli rompo il [...] non mi convinse e non accettai il consiglio. Non ho condiviso molte delle [...] canzoni. In particolare, cito il [...] Io se fossi Dio. Era una [...] tirava fendenti di durli[...]