Brano: La memoria di Adriano Olivetti [...] resistere: troppo «inattuale» la [...] figura di industriale, di [...] riformista, osteggiato al pari da democristiani, comunisti [...] economici, uomo del «fare» autentico, di un [...] «ciascuno nel proprio ambito contribuisse al bene [...]. [...]
[...]ono della [...]. Nella [...] storia si riconosce il tentativo [...] diversa, collettivamente studiata, progettata, discussa [...] però persino, [...] e là, realizzata. [...] da [...] come saremmo oggi se [...] stata percorsa più a lungo, se il [...] Olivetti non fosse stato sconfitto. Adriano Olivetti morì [...] giorno di Carnevale, il 28 [...] 1960, una domenica. Nella notte, viaggiava in [...] Losanna e lo colse un infarto. La sera prima era stato [...] Milano, al ristorante Savini, per festeggiare [...] (la prima fabbrica visitata dal [...] ne[...]
[...]] delle fabbriche, degli asili, della biblioteca, degli alloggi, attorno [...] di via [...] sono diventati un museo [...]. Camminando, nella prima pianura [...] della Dora, si incontrano muri, finestre, case, [...] italiana del ventesimo secolo, che Olivetti volle [...] idea di architettura: «Architettura [...] in cui si esprime una certa società». In quelle strade lavorarono Figini, Pollini, Ridolfi, [...] Sgrelli, Gabetti, architetti interpreti [...] del razionalismo novecentesco. Senza la bellezza [.[...]
[...]tettura [...] in cui si esprime una certa società». In quelle strade lavorarono Figini, Pollini, Ridolfi, [...] Sgrelli, Gabetti, architetti interpreti [...] del razionalismo novecentesco. Senza la bellezza [...] non è completo». Ovviamente, Adriano Olivetti coltivava [...] spirituale della bellezza, che era sentimento, cultura, [...]. Tra tante fabbriche, andava [...] biblioteca. In mezzo ai libri [...] suo agio: con i suoi, ce [...] cinquantamila, «per educare i [...] della cultura». Accanto ai libri,[...]
[...] libri, le [...] da Aut aut a Esprit a Domus [...] e poi i giornali. Per i suoi operai. Il padre Camillo, socialista, [...] in fabbrica per conoscere il lavoro. Non gli piaceva: «Facevo [...] vagava. Non capivo come si [...] ore nello stesso posto». Olivetti tornava spesso in [...] macchine ferme: «Quando le macchine sono ferme [...] il problema nostro, che consiste nel conciliare [...] macchina». Lui ne sperimentò qualcuna, [...] condizioni materiali, che favorisse responsabilità collettiva, democrazia[...]
[...]condo la particolare curvatura [...]. Ogni macchina da scrivere, [...] a mano, sistemata in un scatola di [...] a raggiungere mercati di tutto il mondo. La Lettera 22 di [...] finì al [...] di New York. La rete commerciale era [...]. Anche in questo Olivetti [...]. Negli anni cinquanta aveva [...] 1959 produsse il primo calcolatore elettronico, il [...] Elea [...]. Lewis [...] scrisse di Olivetti che [...] di pensatore sociale sono quelle che hanno [...] più importante». Il giudizio non tiene [...] della figura di Olivetti, che volle tenacemente [...] anche altro. Fu antifascista e nel [...] e Carlo Rosselli sulla [...] Turati verso il porto di Savona e [...]. Nel 1943 fu arrestato [...] Regina Coeli. Riuscì a fuggire e [...] Svizzera. A ridosso della [...] raccolto [[...]
[...]na, presentata [...] Universale di Torino quello stesso [...]. Nel dopoguerra si impegnò [...] Comunità. Sostenne le più interessanti esperienze [...] campo sociale, si circondò di intellettuali: da ORESTE PIVETTA LA FONDAZIONE La Fondazione Adriano Olivetti prosegue, dal 1962, [...] di studio e di sperimentazione [...] da Adriano Olivetti su quattro ambiti [...]. /// [...] /// La sede della Fondazione [...] raccolta completa delle Edizioni [...] Comunità [...] della rivista «Comunità». Altri documenti importanti della [...] di Camillo e Adriano, [...] Ivrea. /// [...] /// Altri docum[...]