Brano: Un testo inquietante. A Udine, [...] allestito in [...] tranviaria Alessandro Marinuzzi e [...] Emanuele Carucci [...]. /// [...] /// È [...] come ogni paese e [...] una lascia di terreno coperta dai rottami [...] di tutti gli oggetti che ogni cittadino, [...] ogni fabbrica accumulano ogni giorno». In un vero [...] da poco dismesso e [...] a [...] in Borgogna, è riuscito [...] Alessandro Marinuzzi ad allestire lo scorso marzo Fantastica [...] di Giuliano [...] dramma [...] al servizio di un [...] ormai vent'anni fa. Adesso che la [...[...]
[...]esse comunque [...] altrove, garage degli autobus compreso. File di coltelli appesi, [...] luci ora rosse, ora blu, ora accecanti, [...] Emanuele Carucci [...]. Fedele alla modalità del [...] il regista Marinuzzi ha [...] Fantastica visione prima di ogni cosa come [...] parola, al racconto, [...]. Narratore, attore e personaggio [...] ego e figure senza voce, Carucci [...] (lo abbiamo visto al [...] Confortano di Paolo Benvenuti) dice [...] le battute sue e [...] altri, recita didascalie e nomi, com[...]
[...]oi giù, una raffica di [...] di confronti. E si rivede, ma guarda [...] caso, un vecchio, stupido vezzo della musica italiana, che [...] non [...] male di ; nessuno si [...] inventata quella formuletta scema della [...] «musica [...]. Che vuol dire? Ogni [...] più orrenda, anche la [...] Cartolina di Barbato ha un autore e se [...] dal punto di vista critico, si faccia [...] sensata: buon autore, cattivo autore, bella musica, [...]. Macché: la critica non [...] radio e tivù, che veicolano musica a [[...]
[...]o meno condivisibili, [...] azzeccati, si intuisce vagamente che Mogol voglia [...]. Se la prende con Sanremo, [...] valuta gli interpreti, ma si occupa alla [...] le orecchie [...] di musica industrialmente prodotta. Se lasciamo perdere i [...] che ogni anno i discografici spediscono a [...] in playback) su questo o quel palco [...] i cantanti? E i gruppi? Quanti locali [...] giovane band può suonare dal vivo affinando [...] sviluppando le idee? Pochi, pochissimi, zero. Mentre invece ecco che [...][...]
[...]Los Angeles [...] è trasferito lasciando Londra un paio di [...] bisogno di continuare a giocare su più [...] le carte di vari generi musicali. Sul palco [...] è perfettamente a suo [...] continuamente, scuote i [...] le sue treccine rasta, [...] ad ogni pezzo, ancheggia, gigioneggia non poco, [...] decadente tra i drappi della scenografia, non [...] quanta ironia, attorniato da una band dove [...] spicca veramente è il bassista Philip Kevin [...] mentre il chitarrista Louis [...] è poco più che [..[...]