Brano: [...]] quel carosello, con il suo tavolino e [...] indisturbato nel bel mezzo della «frenesia della [...] La radio a volte è così, un isolotto [...] demodé, un baluardo di [...] attività decisamente controtempo, la [...]. Alla radio, sul terzo [...] Rai, ogni domenica pomeriggio [...] una trasmissione che si [...] Italiani [...] venire; la curatrice è Susanna Tartaro, il [...] Adolfo Moriconi, in redazione Stefano De Tomasso. I tre fanno una cosa [...] stravagante: danno tempo al tempo. Ogni settimana dedicano [...] intera, dalle tre alle [...] del dopopranzo domenicale e in concorrenza con [...] radiocronache calcistiche, a un personaggio. Gli «italiani a venire» [...] la vitalità, per il germe di futuro [...] loro opera. Appartengono [...]
[...]ono i fatti [...]. Sono mezzi adoperati da [...] Dio [...] maschere di voragini peggiori: la meccanizzazione della [...] alla tecnica». E immagini lancinanti: «Qual [...] la musica del Novecento? [...]. Scrittore per i giornali [...] appassionato di ogni umana causa persa, Ceronetti [...] giornalismo gli ha «tolto molto stile»; eppure [...] magnificenza del suo stile, negli articoli come [...] le tenebre: [...] sento che le forze [...] per sondare la realtà vacillano, che posso [...] appena qualche [...]
[...] [...] per sondare la realtà vacillano, che posso [...] appena qualche aggettivo. Tuttavia il male non [...] lo sforzo di capire, di interrogare disperatamente [...]. Un aggettivo ci salverà? [...] TRENTA RIGHE . Momenti in società GIOVANNI GIUDICI «Ogni [...] ha sempre avuto un precedente»: con la [...] Baudelaire, suppongo che il poeta [...] Risi abbia inteso, nella [...] «Fotogrammi» (Scheiwiller), esprimere una sensazione che io [...] nel leggere i cinque racconti che Andrea [...] milanese, espe[...]
[...]cario, un [...] von Arnim era uno junker prussiano, severo [...] dei suoi beni. Ma si pensa sempre [...] che non [...] più, si vede la [...] fiaba, quella che sola può farla davvero [...] diventata sistema, dominio, orizzonte, totalità. FRANCO RELLA Ogni volta [...] libro di Ottavio Cecchi, uno degli scrittori [...] più appartati nel paesaggio letterario italiano, mi [...] ad un paradosso. Cerco di chiarire la [...] fronte al suo ultimo libro, Il caffè [...] Kant (Il Saggiatore, Milano 1997). Non es[...]
[...]ttori [...] più appartati nel paesaggio letterario italiano, mi [...] ad un paradosso. Cerco di chiarire la [...] fronte al suo ultimo libro, Il caffè [...] Kant (Il Saggiatore, Milano 1997). Non esistono più personaggi, [...] Cecchi. Ma noi stessi, ogni [...] grumo di problemi. Il primo atto della [...] scrittura è dunque quello di [...] in un personaggio storico Gramsci, Dora [...] in passato; [...] Renato Serra che diventa [...] di una ricerca, di una [...] che lo trasforma in un personaggio di u[...]
[...]cchi. Questo, forse, è uno [...] scelta, perché noi sappiamo [...] Renato Serra, di [...] di Kafka o di Benjamin, [...] nel suo racconto. È come se Cecchi [...] carte scoperte con il suo lettore riducendo [...] spessore [...] finzione che accompagna ogni [...]. Il suo ruolo è [...] che compare nel secondo [...] A pranzo con [...]. Conrad ha dato a [...] il ruolo del testimone [...]. Ma quello che [...] ci racconta è che [...] a fondo nella ricerca del bene, più [...] nel male, più si cerca di oltrep[...]