Brano: [...] e nei comportamenti: [...] esplorazione del corpo del suo compagno impubere, [...] sensualità dei gesti iniziatici che [...] i ragazzini compiono [...] per atavismo, rappresentano la forza [...] della vita che, ad onta di tutte le tragedie [...] di ogni destino avverso, continua a pompare la [...] linfa e a guardare [...] «Gorgogliai dalla gioia. Lo vidi [...] mi spogliassi [...] sorpresa [...]. Tolsi la canottiera e spinsi [...] fuori il [...] seno. Era un odore buono. /// [...] /// La morte dolor[...]
[...]struire un sogno di donna: Gloria, che [...] dai suoi letarghi umani. Non ci è dato [...] delirio o il tentativo di riscatto di [...] al lumicino: [...] trascina il suo reietto [...] a un appuntamento di sesso, tra macerie [...] rivolte al vuoto. In ogni puttana incontrata [...] lontano, un souvenir mutandine, capelli [...] cui ricostruire la presenza di questa [...] preoccupa. La storia viscerale e [...] bevute e dolore, lampi di ricordo e [...] nei vicoli e stanze [...] in cui spegnersi senza [...[...]
[...]...] attraverso le lettere e [...] fotografie che gli arrivano e che diventano [...] da tenere sulla credenza. Di angeli che cadono [...] parecchi in questo romanzo, praticamente cadono tutti, [...] più strepitose le fanno le ballerine del [...] che ogni tanto muoiono [...] una rappresentazione e che cadendo e morendo [...] speciale di ferraglie, qualcosa di disarticolato e [...] certamente addolora, ma che più di ogni [...]. È il gioco della [...] gioco e illusione come la vita, e [...] Soler deve esserci qualcosa di buffo anche nella [...] e di divertente, e magari, visto che [...] tratta, anche di plateale. Per esempio, la seconda [...] in scena, Fatima, esplod[...]
[...]amo dei pugili suonati. Sul palco danzano nani [...] Così cadono gli «angeli» di Soler ROMANA PETRI Il [...] la potrebbe cavare bene e comodamente con [...] non dimostrativo in sé, di Vittore Branca [...] «Sole 24 ore», da usarsi a [...] di esergo: «Ogni altra [...] e resa obsoleta». [...] in questione è dunque una [...] quella monumentale apprestata da Annamaria Andreoli per Gabriele [...] «Il vivere inimitabile». Che ogni altra analoga [...] da questa è presto verificabile, anche solo [...] la bibliografia raccolta in coda al volume. [...] davvero è soddisfacente. Non fa meraviglia [...] dal momento che [...] è forse oggi la [...] campo dannunziano e se a lei (a [...[...]
[...]glia [...] dal momento che [...] è forse oggi la [...] campo dannunziano e se a lei (a [...] con Niva Lorenzini, lei pure esimia) si [...] e il commento dei volumi [...] dedicati a [...] nella collana dei «Meridiani», [...] rende obsoleto e superato ogni altro precedente [...] punto di vista filologico. Non si tratta, sia [...] elogi. È appena il dovuto. Acclarato il merito complessivo, [...] su quella materia che, per motivi diversi, [...] stata mai. Oggetto di tanta attenzione, non [...] o viscera[...]
[...]gari [...] siano morte o non invece addormentate, o [...] le persone che erano state la [...] vita, non le siano [...] se così è, perché tali siano diventati. Si chiede infine che [...] esistenza vissuta solo dal corpo, trasformato in [...] privo di ogni ricordo». Si chiede quale sia [...] vuoto improvviso, come se la vita fosse [...]. Non ha risposte [...] e noi, come lei, non [...] risposte. O forse una risposta [...] la propone senza nemmeno [...] conto, quando sussurra a [...] «Preferirei diment[...]