Brano: [...] quale [...] combattevano armando gli [...] contro gli altri i [...]. Il mondo della corsa agli [...] del terrore, [...]. [...] divenuto realtà, [...] in terra, da una voragine [...] nella quale erano sprofondati milioni di esseri umani. Se penso al Novecento, [...] far scorrere dentro di me le immagini [...] che ne hanno segnato la storia, non [...]. [...] ciò che i miei [...] quando ho visitato Auschwitz: quelle centinaia di [...] nome scritto sopra, quegli occhiali sopravvissuti agli [...] avevano bis[...]
[...]ere dentro di me le immagini [...] che ne hanno segnato la storia, non [...]. [...] ciò che i miei [...] quando ho visitato Auschwitz: quelle centinaia di [...] nome scritto sopra, quegli occhiali sopravvissuti agli [...] avevano bisogno, [...]. Nel Novecento, il secolo [...] degli uomini hanno potuto immaginare e realizzare [...] Ebrei. [...] un libro [...] tra quelli che ho frequentato [...] questa tragedia, su questa «fine [...] che mi torna sempre alla [...]. È un libro in [...] come il Terzo Reich a[...]
[...]ritto lì Bruno Bettelheim: «Persino [...] sogno i sudditi del Terzo Reich dicevano [...] devo azzardarmi ad agire [...]. [...] li costringeva ad uccidere i [...]. Così il regime trionfava [...] nemici a fare il tipo di sogni [...]. Questo è stato il Novecento [...]. Il sangue delle vittime [...] stalinismo e del comunismo. Il sangue di Ian [...]. Il sangue di Salvador Allende, [...] Olaf Palme, di [...]. Il sangue delle guerre [...]. Ma il Novecento è [...] secolo di pagine meravigliose. Di libertà riconquistate, [...] sottratta ad ogni dittatura, [...] affrancata dal colonialismo, [...] Latina [...]. Se dovessi scegliere una immagine, [...] sola, della grandezza del Novecento, prenderei la foto di [...] nessuno sa il nome. È quel ragazzo cinese, [...] di plastica in mano, che si parò [...] fronte ad una colonna di [...] massacrare i suoi coetanei [...] Piazza Tien An Men. Sia quel ragazzo sconosciuto [...] la [...] vogli[...]
[...] [...] nessuno sa il nome. È quel ragazzo cinese, [...] di plastica in mano, che si parò [...] fronte ad una colonna di [...] massacrare i suoi coetanei [...] Piazza Tien An Men. Sia quel ragazzo sconosciuto [...] la [...] voglia di libertà il [...] Novecento. È la libertà la [...] questo secolo al tramonto. Hannah Arendt diceva che [...] politica è la libertà». E [...] ha vissuto cento anni [...] la libertà e le libertà. Questo mondo non [...] alla storia. Ma al vecchio ordine [...] il «disordine stabil[...]
[...]logica della natura e [...] vita. Una costellazione di questioni [...] di [...] strumenti e [...]. Che senso hanno, [...] che viene, di fronte [...] sfide epocali, le aspre divisioni ideologiche [...] e riformatrici, le divisioni [...] la storia del Novecento? Nessuno, care compagne [...]. Non hanno nessun senso. Sono un lascito della [...] tale va rispettato, ma anche coraggiosamente superato. Dobbiamo guardare [...] dobbiamo [...] e le finestre, dobbiamo soprattutto aprire le [...] fare spazio ai [...][...]