Brano: [...]oetesse e scrittrici si alternano leggendo, compunte [...] cose loro che riguardano la parte buia [...]. Le ascoltano in platea, [...] come in Chiesa, quasi troppo composte, simili [...] un silenzio cerimonioso. Recitata la mia parte [...]. Verso la Notte Bianca, [...] la parte ragazza di me (tragicamente estesa) [...] mondo si perderebbe un invito alla festa. È mezzanotte, la scelta [...] piedi è inevitabile: sul Lungotevere la fila [...] scoraggia ogni alternativa. Perfino i motorini hanno perso [...] loro proterva leggerezza, sembrano farfalle con le ali di [...] uno dietro [...] uno vicino [...] senza il privilegi[...]
[...]alvetti, Olga Delys. Sono mandolini, mandole, chitarre, [...]. Un suono sottile, allusivo, [...] commoventi. La folla si riversa [...] in un immediato silenzio. Siedono, si ammucchiano, sorridono, [...] chiedono scusa. E alla fine applaudono. È mezzanotte passata quando [...]. Un veliero in secca La [...] è ancora gonfiata. Cerchiamo di fendere il [...] umani quel minimo necessario per raggiungere Viale Trastevere [...] pubblici su binario (il celebre otto) dovrebbero [...] compagnia di un migliaio d[...]
[...]ra gonfiata. Cerchiamo di fendere il [...] umani quel minimo necessario per raggiungere Viale Trastevere [...] pubblici su binario (il celebre otto) dovrebbero [...] compagnia di un migliaio di altri, verso [...] Piazzale Argentina per «camminare di notte fra [...] Shakespeare», mise en [...] tratte da Giulio Cesare Cleopatra Tito Andronico. Alla fermata un centinaio [...] con pazienza. [...] non arriverà mai. Ne riconosciamo la sagoma [...]. Come un veliero in [...]. Fra le famiglie con [...] notano[...]
[...]tre milioni [...] una metropolitana a misura di paesone, non [...] la gente a uscire per strada, se [...] muovere rapidamente sottoterra da tutti i centri [...] periferie come a Parigi, come a Londra. Sono carini a far viaggiare [...] treni tutta la notte, ma vanno da [...] a lì. In tempi biblici riusciamo [...] Giulia. Un orchestrina jazz ci [...] encomiabile energia. Le sedie sono tutte [...] strada. Slalom fra le borse, [...]. /// [...] /// Anche senza metropolitana. Quale altra città del [...] co[...]
[...]a cultura, Bianchini, [...]. È uno dei loro [...] con il [...] di sconto, offre panini, [...] sport e il sogno retrò di un [...] lotta contro i [...] impersonali. Lì, in letizia, hanno [...] passati da una casa [...]. Case di sconosciuti, che, [...] notte bianca, hanno aperto le loro feste [...] dei loro gaudenti concittadini. Si entrava, si incontrava, [...] usciva. Fino [...] delle scorte. Il dato è confortante: [...] che nei cuori dei giovani palpita soltanto [...] di un computer, internet non ha [...]
[...]Quale? «Sono stati i [...]. /// [...] /// Un boicottaggio del centro [...] Per [...] le uova nel paniere di Veltroni? Mi [...]. Passiamo al secondo pensiero: troppo [...] troppe luci, troppa gente sveglia, [...] o quello che è non [...] retto. Ma la notte bianca, si [...] fatta, [...] nera. Dopo [...] di attesa, ordinatamente, educatamente, [...] divertimento, si mettono in moto verso le [...]. I motorini, da farfalle [...] di piombo, diventano lucciole tremanti, non ci [...] loro fari, a [...] incer[...]
[...] più bel finale, per una festa interrotta, [...] grande. /// [...] /// Che ha conquistato il [...] tutti gli anni. /// [...] /// Ma forse hanno ragione [...] che non è una città. Che non è normale. Basta che il sindaco [...] che si fa festa tutta la notte» [...] si fiondi giù in strada con [...] i carrozzini, i biberon e i pannolini. Non gli basta riempire [...] due: intasano chilometri quadrati di centro storico, [...] di migliaia su quei sanpietrini che sono [...] il centro: anche quello è cosa che[...]
[...]ene un solenne buonumore, tutti [...]. /// [...] /// Tutti toccano tutti È [...] carne Quello che stupisce è la serenità. In una situazione da insulti, [...] raccolgono la sciarpa. Ma anche [...] diventa una festa. Le case si aprono [...] arriva: la notte non fa più paura. /// [...] /// Le case si aprono [...] arriva: la notte non fa più paura.