Brano: [...]ne non aveva dubbi. Né i giudici del [...]. Poi il testimone della [...] è passato nelle mani di Giancarlo Caselli, [...] capo di Palermo. Il pool di Falcone e Borsellino, [...] ha segnato una nuova era [...] di contrasto contro la mafia. Prima Cosa Nostra non [...]. Ne veniva negata ufficialmente [...]. Con Falcone, Borsellino e [...] che fecero propria anche [...] Rocco Chinnici, si dimostrò per la prima volta [...] quello che tutti sapevano, anche quelli che [...] pavidità o complicità: che la mafi[...]
[...]organizzata [...] aveva commesso una quantità infinita di delitti». /// [...] /// Perché la mafia non [...] criminale, ma [...]. Caposaldo sono le conoscenze [...] di indagine al pool dai primi collaboratori. E tra [...]. /// [...] /// [...] di Cosa Nostra. Che era un fattore [...] di progressiva crescita. Un mito che alimentava la [...]. Da quello che dice, [...] fu merito delle indubbie [...] riuscì ad istruire il [...]. E ad ottenere le [...]. Ma il salto di [...] proprio perché, per la prima volta[...]
[...][...] rapporti comporta, posso dire che la mia [...] si trattasse di una persona molto intelligente, [...] a distinguere tra quello che sapeva per [...] quello che sapeva de relato. Aveva grande memoria e [...]. Perché tutti sappiamo cosa [...] Cosa Nostra. Anche la [...] di Gaetano Badalamenti per un [...] le [...] vantaggi, dimostra la [...] lealtà». Ma, al di là della [...] correttezza processuale, [...] si era [...] In altre parole, si poteva [...] una persona recuperata? «Sicuramente aveva rotto [...]
[...]mmaso [...] era un uomo intelligente? Sembrerebbe [...] questo anche da ciò che diceva Falcone, [...] ha consentito di scoprire [...] «Era un uomo dalla scarsa educazione formale ma [...] ed era un leader naturale. La visione della struttura di Cosa nostra e delle sue regole che lui ha saputo [...] era [...]. [...] in Brasile è stato un [...] importante nella [...] cercava di fuggire, quando è [...] in Brasile nel 1980. La [...] era una fuga da [...] Cosa nostra, dal mondo meschino e senza futuro [...] Sicilia [...] della mafia del suo tempo. Se fosse stato per [...] mai più tornato indietro me lo ha [...] era un uomo felice con la [...] famiglia. Aveva voltato pagina. Ma [...] quella che lui chiamava [...][...]
[...]ò [...] della polizia brasiliana, fu [...] anche la moglie, tentò il suicidio e [...] puro caso. Fu allora che decise di [...] in Italia e di fare questo [...] raccontare quello che sapeva [...]. [...] Pietro Grasso: «Distrusse il mito [...] di Cosa Nostra» [...] NINNI AND RIOLO PALERMO «Ricordo [...] prima volta che [...] visto, ricordo il suo ingresso [...] bunker [...]. Fu un momento veramente [...]. Si è subito visto [...]. Pietro Grasso era il [...] del maxi processo nato dalle dichiarazioni rese[...]
[...]ertamente, in un processo». /// [...] /// In realtà don Masino [...] Falcone di quei fatti. Quelle dichiarazioni non erano state [...] pubbliche [...]. /// [...] /// Ma lui reagiva con [...]. A Calò, ad esempio, [...] figli morti, sterminati da Cosa Nostra. Quello fu un altro [...] pathos. /// [...] /// Le sue dichiarazioni vennero bollate. Di disse che erano [...] vendetta della mafia [...]. Gli avevano ucciso i [...] parenti. In realtà ebbe fiducia [...] Stato [...] allora da uomini come Falcone, De[...]
[...]che 14 anni dopo [...]. Che credeva cioè di distruggere [...]. Aveva visto quasi raggiunto [...]. /// [...] /// Lei stesso ha lanciato [...] allarme [...] del pericolo mafia. Però non [...] dubbio, anche sulla base [...] continuiamo a fare, che Cosa Nostra continua [...] tutte le sue caratteristiche. Manca la violenza [...] di un [...] continuano». Come è cambiato il pentitismo [...] «Oggi [...] riesce a [...]. [...] e i mandamenti sono più [...] più [...]. È [...] che un pentito possa dare [...]. Ma [...]