Brano: [...] col [...] i risultati si sono [...] grandi e piccoli partiti, sollecitati al cambiamento [...] in corso, del riformismo, [...] frontista e dalla morsa [...]. Ma quando si comincia [...] è accaduto su [...] un [...] del problema cruciale delle [...] Nord e Sud, quando si arriva al [...] Mezzogiorno, [...] discussione si arresta. E un fatto di cultura? O, in aggiunta, un dato strutturale, [...] derivante [...] condizionamenti [...] come il maggior [...] organizzazioni operaie del [...] Credo che sia [...]
[...]ofonda trasformazione [...] classi, [...] e delle istituzioni che c'è [...] di delineare una visione [...] nazionale, del problema Italia, in [...] momento di crisi sconvolgente e di trasformazione delle economie [...] occidentali e quindi anche del Nord. La rivoluzione tecnologica intacca [...] assetti e i profili sociali, le istituzioni, [...] Stato sociale. In Italia, a causa [...] crisi del [...] assume connotazioni particolari. Quei temi che ho [...] ricorrenti nel dibattito in corso acquistere[...]
[...]...] meridionale», vale a dire la forma storica [...] assunto lo Stato, le istituzioni, i partiti, [...] quarantennio. Un nuovo riformismo meridionalista [...] da parte per il momento il problema [...] e oggetto di accanita controversia, ma il [...] Nord e Sud permane, nonostante quanto di nuovo [...] è sorto nel Mezzogiorno: bisognerà pure che [...] sulla base dei nuclei scientifici comunemente accettati, [...] della crisi industriale e [...] tradizionale, con i suoi [...] del paese, si innalzi ad [...]
[...]...] Regioni, il grado di deterioramento del rapporto fra [...] e indicare i possìbili correttivi è divenuto [...] non vogliamo liquidare un patrimonio storico cosi [...]. Per tutte queste ragioni [...] fa la necessità di un nuovo collegamento [...] Nord [...] Sud, di far fare al processo riformistico [...]. Il che non riguarda [...] dei partiti al governo, che a quel [...] mano, ma anche il Pei, seriamente ostacolato, [...] processo [...] critica inizi da una [...] fatti storici che vengono da lont[...]
[...]to il tema [...] meridionalismo e classe operaia fa capolino [...] penso soprattutto a Chiaromonte [...] ma poi rientra, riassorbito [...] politica economica generale che viene proposta dal [...] orientamento che finisce obiettivamente col diventare nordista [...]. L« IRROMPERE dei [...] ceti e [...] postindustriali nel Nord pone in [...] nuovo il [...] forze potenzialmente riformatrici del Nord [...] del Sud, della loro alleanza. Si tratta allora né [...] che di tornare a riflettere sul nesso [...] e programmazione nazionale, su quello fra movimento [...] sui quali aveva insistito Giorgio Amendola, su [...] austerità e classe operaia, che [...]
[...]zogiorno come [...] fondamentale di democrazia e per lo sviluppo produttivo del [...] CHE ci si attende non [...] smentite di errori [...] del passato, che [...] lenti e collettivi, [...] di una linea di politica [...] generale [...] del divario fra Nord e Sud. Si aprirebbe così una [...] fruttuosa per [...] sul terreno non già di [...] generico riformismo, ma di un nuovo riformismo meridionalista ed [...] in una fase caratterizzata [...] tecnologica, dalla rivoluzione nel campo [...]. Sarebbe quest[...]