Brano: [...]Marco, leghisti, [...]. /// [...] /// Mi ricorda molte cose. Una delle cose che [...] di più sono state le interviste in [...]. Le interviste ad amici, ai [...] ma che tipi di persone sono? La risposta è [...]. Ecco, io ricordo scene [...] tempi con noi. Quando i primi di [...] si scoprì che erano dei ragazzi [...]. E, nello stesso modo, [...] e [...] che dicevano: ma sono [...] gli altri. Questa è la prima [...] colpisce. Mi da [...] che anche questo fenomeno [...] aspetti strani, parlo di San Mar[...]
[...]ma sono [...] gli altri. Questa è la prima [...] colpisce. Mi da [...] che anche questo fenomeno [...] aspetti strani, parlo di San Marco, saranno [...] cose che io certamente [...]. [...] siano delle radici sociali. Non è follia isolata [...]. Come noi non eravamo [...] di giovani inquieti. Eravamo [...] di problemi che [...] realmente nella nostra società, cercavamo [...] risposte. Noi eravamo il sintomo. Il messaggio più estremo [...] che stava nel corpo sociale». Come mai non parli mai [...] mai perché [...] un intero capitolo nel mio [...] che è ambientato in carcere. È il capitolo in cui [...] Moro che [...] lui in una cella. [...]
[...]...]. Il mio problema, poiché [...] scrittore, era di trovare la cifra, il [...]. E quindi trovare qualcuno [...] i miei pensieri sulla carta. Anna ha trentatrè anni, [...] generazione. Riflettere con lei su questi [...] se quello che io penso è paranoia o se [...] una persona normale che, in quegli anni era giovanissima, [...] essere interessata a questo [...]. Secondo te, [...] oggi, gli anni di piombo [...] stati una [...] «Allora, pensando a quegli anni, [...] definizione è [...]. [...] vorrei [...]
[...]enza tra la gente. Quindi alla tua domanda [...] è questa: gli anni di piombo sono [...] terribile che non si doveva fare». Voi dicevate di combattere [...]. Che [...] il potere? Ero lo stesso [...] e adesso? Chi o che [...] «Che [...] il potere per noi, [...] che ha avuto in Italia [...] grande successo di mercato, il mercato [...]. [...] imperialista delle multinazionali. Ad un certo punto [...] abbiamo costruito un linguaggio criptico nostro che [...] come [...]. Era un linguaggio dove esisteva [...]
[...]. Era un linguaggio dove esisteva [...] una serie di codici, di parole [...] di sigle. Una delle sigle più [...] Sim. [...] che avevamo è che [...] potere a due livelli. Cioè, un potere formale, [...] un potere vero, sostanziale, che resta nascosto. Noi chiamavamo Sim questo [...]. Il potere delle lobby, [...] dei club, delle strutture trasversali. Questo discorso lo facevamo nel [...]. /// [...] /// La storia della loggia [...] lo dimostra. Pensavamo a un potere [...] internazionale, che partiva d[...]
[...]. Individuavamo il centro del [...] commissione Trilaterale, un club privato con membri [...] mondo. Era vero? Forse una parte [...] verità. Ed è anche un [...]. Io credo che in [...] quella italiana in cui il potere si [...] estremamente complessi. Noi vedevamo solo due [...] realtà i poteri allora erano molti. Erano poteri diffusi nel [...]. Il potere di adesso? Io [...] ora il potere non è cambiato molto. Per questo dico che [...] di questo potere autoritario e invece lavorare [...] potere della[...]
[...]...] Italia devi fare un partito. Negli Usa è diverso. /// [...] /// Non pensano di costruire [...] gay o di diventare democratici o repubblicani. Loro vogliono realizzare certi [...]. Poi quando ci sono [...] da che parte [...]. [...] modo di vita. Noi invece, in Italia, [...] ossessione ideologica, soprattutto in quegli anni pensavamo [...] principale fosse [...]. Questo vizio culturale esiste [...]. Negli anni Settanta [...] ancora due grandi chiese, comunismo [...] cattolicesimo. Crollati [...][...]
[...]chiese la gente adesso [...] libera mentalmente e si preoccupa molto di [...] interessi. Quindi la dinamica diventa [...]. [...] è cambiato? Io credo [...] della gente stia cambiando. Il sistema del potere [...]. In carcere avrai certo [...]. [...] «Noi avevamo due atteggiamenti. Nella fase in cui [...] speravamo che vincesse, e ci siamo sempre [...] Se [...] questa rivoluzione noi vogliamo fare come Garibaldi [...] a Caprera. Questa era [...]. Perché ci sentivamo comunque, [...] gestire. Noi ci sentivamo molto più [...] una dimensione di distruzione che in una dimensione di [...]. Infatti non siamo mai [...] un programma positivo sul come doveva essere [...] la vittoria. Dopo [...] quando ormai era chiaro [...] sconfitti, che non [...] [...]
[...]un programma positivo sul come doveva essere [...] la vittoria. Dopo [...] quando ormai era chiaro [...] sconfitti, che non [...] più nessuna prospettiva per [...] mi sono ripetuto varie volte: per fortuna [...]. Perché vedendo i comportamenti [...] noi che eravamo in carcere, vedendo quei [...] sono detto: se noi avessimo vinto probabilmente [...] di [...] prodotto [...] sociale tipo Pol [...] in Cambogia. Eravamo [...]. Noi [...] la storia, per andare [...] di cambiamenti radicali. E quindi tu avresti [...] cose che la gente non capiva. Il processo Moro è [...] contemporanea [...] processo dei capi storici [...]. Durante questo processo noi [...] in aula. Era in pratica fatto [...] giornalisti. Secondo noi, non dicevano [...]. [...] si avvicinò alla gabbia [...] e mi chiese: Franceschini, ma voi veramente [...] quello che dite contro i giornalisti? Ma [...] conto che noi giornalisti siamo [...] persone? Voi volete ammazzare [...] Io [...] guardato e ho detto: [...] così pochi? No era una battuta. Io ci ho pensato [...]. [...] testa [...] era che se questo serviva [...] rivoluzione, bene allora eliminare [...] person[...]
[...]a una battuta. Io ci ho pensato [...]. [...] testa [...] era che se questo serviva [...] rivoluzione, bene allora eliminare [...] persone era una cosa normale. /// [...] /// Bocca [...] quando ci [...] cattocomunisti. Lui ci vedeva in [...] molti di noi venivamo da ambienti cattolici. Io la prendo come una [...] di tipo culturale. Per me Dio era [...]. La chiesa era [...] delle Brigate Rosse. Prima la chiesa poi [...]. [...] i figli di una cultura [...] sinistra italiana. Dopo, [...] mi sono detto:[...]