Brano: [...]rich esce dieci [...] dopo [...] di quella che Isaac [...] definì la «guerra civile europea»: [...] lungo periodo in cui, a partire dal 1914 e [...] più di [...] i popoli [...] e poi del mondo intero [...] una escalation di violenza senza precedenti nella storia [...]. Negli anni in cui Friedrich [...] suo grido di denuncia, quando apre a Berlino [...] museo fotografico contro la guerra, non siamo [...] dopoguerra, «il primo». La guerra non smette in [...] decenni di essere [...] fede, lo strumento principe: i [...] [...]
[...]erlino [...] museo fotografico contro la guerra, non siamo [...] dopoguerra, «il primo». La guerra non smette in [...] decenni di essere [...] fede, lo strumento principe: i [...] «democratici» di Francia e Inghilterra non esitano ad aggredire [...] neonata Russia bolscevica, rea di avere «firmato la pace» [...] la Germania; fioriscono le dittature fasciste, [...] alla Spagna, [...] in un Paese dopo [...] del «dopoguerra», regimi autoritari massacrano [...] di migliaia di cittadini. Le classi domi[...]
[...]irmato la pace» [...] la Germania; fioriscono le dittature fasciste, [...] alla Spagna, [...] in un Paese dopo [...] del «dopoguerra», regimi autoritari massacrano [...] di migliaia di cittadini. Le classi dominanti ricorrono [...] di violenza per tenere a bada i [...] che, nati in opposizione alla guerra, chiedono [...]. [...] è piena di militarismo, di [...] quando esce [...] dem [...]. Ci si sta preparando [...] ancora più devastante, e Friedrich lo sente, [...] guerra, la più terribile, [...] veleno e fuoco su uomini, animali e [...] [...]
[...] militarismo, di [...] quando esce [...] dem [...]. Ci si sta preparando [...] ancora più devastante, e Friedrich lo sente, [...] guerra, la più terribile, [...] veleno e fuoco su uomini, animali e [...] ancora scoppiata». E [...] esprime la previsione, ma non [...] rassegnazione. Ernst Friedrich, ebreo berlinese [...] è insieme profetico in quanto coglie i [...] tragedia che ogni giorno si fa incombente [...] nel rifiuto morale della guerra e [...] di coscienza [...] possibilità di alternativa, per [...] e insieme [...] possibilità perché la «coscienza» [...] e affermarsi. E invoca la disobbedienza [...] si appella alle donne: «Non lasciate che [...] vadano al fronte. E ancora: «Divellete i [...] alle locomotive! Friedrich ben sa che, [...] «il posto degli obiettori di coscienza che [...] diventare assassini» è la forca. Sa che non [...] spazio, al di fuori [...] noi o c[...]
[...]uori [...] noi o contro di noi». Ma continuerà la [...] «guerra alla guerra»: arrestato [...] a fuggire in Belgio, e poi ancora [...] Francia, [...] mai smettere di lottare. Anche quando la temuta [...] gas» sconvolgerà [...] e il mondo, e [...] infine, nel baratro di Auschwitz e di Hiroshima. /// [...] /// Che pagina dopo pagina [...] nostri occhi con la violenza che solo [...] trasmettere realtà che raramente vengono fatte vedere, [...] possono far vedere» per non turbare le [...]. E che ripropongon[...]
[...]hima. /// [...] /// Che pagina dopo pagina [...] nostri occhi con la violenza che solo [...] trasmettere realtà che raramente vengono fatte vedere, [...] possono far vedere» per non turbare le [...]. E che ripropongono verità [...]. Ed è la moltitudine [...] che si tratti di [...] massacrare e farsi massacrare al fronte piuttosto [...] inermi a riempire le pagine del libro [...] Friedrich. Sono loro che pagano [...] decisioni di monarchi e generali, di dittatori [...] spesso carnefici, in tutti i casi «carne [...] umani spendibili, usa e getta, per soddisfare [...] stesso [...] definì «la sostanza» di [...] combattute nella Storia, cioè «la conquista e [...]. Così scorrono le immagini [...] questo nuovo Leviatano che ogni giorno divora [...] forti, raccapriccianti, spesso «insopportabili». Distruzioni, fosse comuni, esecuzioni, [...] dalle bombe e dalle granate, dal[...]
[...]toria, cioè «la conquista e [...]. Così scorrono le immagini [...] questo nuovo Leviatano che ogni giorno divora [...] forti, raccapriccianti, spesso «insopportabili». Distruzioni, fosse comuni, esecuzioni, [...] dalle bombe e dalle granate, dalle mine [...] uno spaccato dei dieci milioni di morti [...] guerra civile europea, del grande macello in [...] Wilson decise di trascinare [...] Stati Uniti nel 1917 [...] end [...] per porre fine a [...]. Una menzogna, alla quale [...]. Alla fine [...] secondo» nel quale spariranno [...] di esseri umani un altro presidente Usa, Harry Truman, [...] la sfrontatezza di dichiarare: «Il mondo noterà [...] bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima, [...]. Questo perché volevamo evitare per [...] possibile [...] [...]
[...] [...] di esseri umani un altro presidente Usa, Harry Truman, [...] la sfrontatezza di dichiarare: «Il mondo noterà [...] bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima, [...]. Questo perché volevamo evitare per [...] possibile [...] di civili». Menzogne disgustose, raccontate e [...] cittadini del pianeta ogni volta che si [...] «spiegare» una nuova guerra, cioè un nuovo [...]. [...] che diventerà una costante nel [...] del «secolo breve», e che segna anche [...] del terzo millennio: dalla guerra [...] far finire le guerre alla guerra per far finire [...] pulizia etnica la guerra «umanitaria» fino alla «guerra contro [...] terrorismo» e alla guerra preventiv[...]
[...]...] del «secolo breve», e che segna anche [...] del terzo millennio: dalla guerra [...] far finire le guerre alla guerra per far finire [...] pulizia etnica la guerra «umanitaria» fino alla «guerra contro [...] terrorismo» e alla guerra preventiva. Nel crescendo di barbarie [...] la società «globale» è indispensabile costruire il [...] con una gigantesca operazione di «lifting», di [...] grazie [...] sistematico dei mezzi di [...] diffondendo notizie false le «armi di distruzione [...] ne sono [...] esempio, per ora ma [...] senso alle parole. Così [...] di un Paese sovrano [...] di «pace», così [...] si trasforma nel «portare [...] «democrazia». Così terroristi confessi, ladri, [...] diventano improvvisamente presidenti, così [...] di un Paese, e [...] molti dei suoi abitanti, viene definita «missione [...]. Anche in questo sta [...] di Friedrich, nel togliere la [...] e della menzogna per ridare [...] parole il loro significato, nel mostrare il vero volto [...] guerra. E lo fa presentandoci [...] guerra, le facce delle vittime, che restano [...] guerra stessa. Volti sfigurati, terribili, quasi [...] che appaiono [...] parte del libro. Fotografie raccapriccianti, durissime. Ce [...]
[...]e restano [...] guerra stessa. Volti sfigurati, terribili, quasi [...] che appaiono [...] parte del libro. Fotografie raccapriccianti, durissime. Ce lo siamo chiesto [...] anni passati, riguardando molte foto di pazienti [...] ospedali di [...] in zone di guerra, [...] quelle del libro di Friedrich. E abbiamo deciso, anni addietro, [...] non [...] vedere. Oggi, quando la guerra [...] proposta ancora una volta come farmaco di [...] i mali del mondo, è forse giusto [...] si vedano, perché non è più [...]
[...]azzista silenzio dei mezzi di [...] dei [...] «signori della guerra» e catalogati [...] collaterali». Spero che siano in [...] fermarsi di fronte al legittimo ribrezzo che [...] di queste fotografie, ad andare [...] pagina [...] la nausea. Credo sia necessario, perché [...] qualcuno propone, esalta, pratica la guerra sta [...] di trasformare la faccia di un uomo [...] informe, sta scavando nuove fosse comuni nelle [...] finire tutti. Difficile scegliere, tra le [...] e private, che cosa sia importante. [...] fatta a pezzi e [...] in guerra dentro e fuori di sé, [...] mezzi di distrazione di massa si aggiunge [...] caserma di ministri italiani. Voci contro il regime, Arcana). E ricordo quel giorno [...] di fronte al pezzo in prima pagina [...] Dario Fo che avevo passato a Le Monde [...] Il [...] fascismo è arrivato. E a proposito: ma[...]
[...]ni. Voci contro il regime, Arcana). E ricordo quel giorno [...] di fronte al pezzo in prima pagina [...] Dario Fo che avevo passato a Le Monde [...] Il [...] fascismo è arrivato. E a proposito: mandò [...] anche Mario Luzi). Cosa è accaduto da [...] Né [...] né meno che il realizzarsi di quanto [...]. Qualcuno non ci credeva? Ma [...] personale sentimento degli ultimi giorni risente del [...] scomparsa di un filosofo che, tenendo alta [...] pensare e della lingua, irriducibili alla semplificazione [...] imperanti, assicurava con la [...] statura, il suo ingegno [...] fama una sorta di barriera difensiva, oltre [...] la metafora, una sorta di [...] del pensiero. Parlo di Jacques [...] che alternava a riflessioni [...] la scrittura o la [...] d[...]
[...]ques [...] che alternava a riflessioni [...] la scrittura o la [...] del concetto di democrazia, del divario tra [...] legge e forza, o del concetto di [...] comprendente prima di tutto [...] Usa. Qualcuno, direbbe Eco citando Bobbio, [...] la funzione intellettuale si svolga attraverso la [...] che mette a nudo i segreti di [...] concetti», con «idee nuove che ci aiutano [...] mondo» anche se con una radicalità che Eco [...] mai avuto. Ero in questo stato [...] cioè di [...] paura che il pensare [...]
[...]co [...] mai avuto. Ero in questo stato [...] cioè di [...] paura che il pensare [...] autonomi [...] svilimento del linguaggio e [...] delle tre I, verranno [...] soppressi mentre mi trovavo con Luisa Muraro [...] Lea [...] alla Biblioteca delle Donne [...] Milano, [...] un dibattito sulla «differenza sessuale» (sullo sfondo, [...] vescovi di [...]. Dunque, anche, sul sesso [...] Dio, come dice la Genesi. Un dibattito libero e [...]. [...] disaccordo è con chi, [...] punto, ha obiettato che si parlasse del [...]. Il sesso degli angeli [...] solo alla lettera (di che sesso sono [...] futuribili macchine, cyborg, menti artificiali, e tutto [...] ma anche in senso figurato. Perché, non ho dubbi, [...] chi ci governa ogni nostro discorso, timore, [...] della mente, nella migliore delle ipotesi è [...] sostanza del sesso degli angeli inutile e [...]. È rumore alla comunicazione [...] perdita di tempo. Noi diciamo «filosofia». Loro, «roba da culattoni» [...]. Inizia così il pamphlet [...] che il pacifista e anarchico Ernst Friedrich [...] nel lontano [...] (ora pubblicato in Italia [...] Mondadori, [...]. Friedrich pagò con il [...] carcere il suo rifiuto ad arruolarsi per [...] mondiale e venne liberato nel 1918 dai [...]. Dopo la militanza a [...] Rosa Luxemburg, cominciò a lavorare contro la guerra [...] attraverso mostre, creando gruppi pacifisti e aprendo [...] Berlino un museo, [...]. Il suo lavoro più importante [...] dem [...] («Guerra alla gue[...]
[...]anza a [...] Rosa Luxemburg, cominciò a lavorare contro la guerra [...] attraverso mostre, creando gruppi pacifisti e aprendo [...] Berlino un museo, [...]. Il suo lavoro più importante [...] dem [...] («Guerra alla guerra»), che diventò [...] e rimane, ancora oggi, una [...] più significative documentazioni fotografiche sulla Prima guerra mondiale. Molte di quelle foto, [...] costituire il nucleo [...]. Sotto il nazismo il [...] in camera di torture e Friedrich, condannato [...] carcere, riuscì a[...]
[...]mentazioni fotografiche sulla Prima guerra mondiale. Molte di quelle foto, [...] costituire il nucleo [...]. Sotto il nazismo il [...] in camera di torture e Friedrich, condannato [...] carcere, riuscì a scappare in Belgio e [...] Francia, dove morì nel 1967. Il museo di Berlino [...] nel 1982 dal nipote Tommy [...] ed è diventato un [...] movimento pacifista. La [...] denuncia è purtroppo ancora [...] la guerra è osannata e proposta come [...] della terra Resti umani in un carro [...] un soldato dal viso devastato Due foto [...] Pr[...]