Brano: Non quella feroce di [...]. Quella di [...] Broz Tito, croato e [...]. Che governava con i [...]. Ma assicurando agli altri slavi [...] di vita. Per capire il dramma [...] Balcani conviene ripartire da quel miracolo interetnico. Che sedava [...] secolari tra etnìe su un [...] crinale. E rovesciava i sospetti reciproci [...] un [...] tra est [...] faglia» su [...] convivere. /// [...] /// Con serbi e croati [...] lotta [...]. Ai serbi [...]
[...]partire da quel miracolo interetnico. Che sedava [...] secolari tra etnìe su un [...] crinale. E rovesciava i sospetti reciproci [...] un [...] tra est [...] faglia» su [...] convivere. /// [...] /// Con serbi e croati [...] lotta [...]. Ai serbi venne imposto [...] croati, che li avevano massacrati con Ante [...]. [...] i «cetnici» di [...] coinvolti da Tito. Risultato: ai serbi andava [...] della Federazione. /// [...] /// Garantite da Tito, il Croato. Morto lui, nel 1980, [...]. Separatismo e furia «Grande [...] reagente che porta nel [...]. E il 1989, «anno mirabile [...] è pure [...] in cui agli albanesi del [...] viene tolta [...] che [...] serbo, a scatenare quella «faida» [...] cui prima la Bosnia, poi la guerra attuale sono [...]. Ma chi ha soffiato [...] Come è potuto accadere tutto questo, e perché? Sentiamo [...] dirigenti [...] Pci: Aldo Tortorella, Emanuel[...]
[...]to [...] Come è potuto accadere tutto questo, e perché? Sentiamo [...] dirigenti [...] Pci: Aldo Tortorella, Emanuele Macaluso [...] Alfredo [...] buoni conoscitori della Jugoslavia [...]. E uno storico del comunismo, [...] russo Viktor [...] questione interetnica. Era [...] a [...] per minare [...]. Del resto, [...] del secolo, le grandi [...] fuoco nei Balcani, e di lì venne [...]. Vale lo stesso con [...] «Sì, lui e [...] pressavano Tito ai fianchi. Il primo, come già [...] è stato un pupillo [...] Usa. E il secondo, è [...] della Croazia, da Germania e Vaticano». [...] di Tito? «Essersi affidato [...] le etnìe». E ogg[...]
[...]Vale lo stesso con [...] «Sì, lui e [...] pressavano Tito ai fianchi. Il primo, come già [...] è stato un pupillo [...] Usa. E il secondo, è [...] della Croazia, da Germania e Vaticano». [...] di Tito? «Essersi affidato [...] le etnìe». E oggi? «È funesta [...]. Con [...] in posizione subalterna. Con la fuga [...] e dopo [...] armato [...]. È un rimedio peggiore del [...] un [...] cieco. Bisogna trattare, [...]. Tratti affini di analisi in Macaluso, discorde però da [...] nella guerra: «Non credo nelle [...] umanitarie [...] nè in un rischio sistemico [...] incarnato dalla Serbia. Ma non [...]. [...] crollo [...] e il trionfo [...] Usa». E allora? «Né straccioni, [...]. Ma attori di diplomazia, [...]. Ed è grave, in questo [...] della socialdemocrazia europea. [...] « Non viene dal nulla. È frutto di [...] autoritaria, dove un gruppo [...] Kardelj, [...] Tito ha federato e [...] logiche tribali. Caduto il prestigio di Tito, [...] aperta una transizione rovinosamente sospinta [...]. /// [...] /// [...] «La guerra, purtroppo, è nel [...] e noi dobbiamo stare lì. Questa generazione deve [...]. Perchè ormai i vecchi [...] non ci sono più». [...] argomenta [...] è stata colta «in contropiede». Ma adesso «deve fare tutta [...] parte. Da un lato, uscendo [...] diplomatica e anche militare. /// [...] /// Dopo le bombe». Anche [...][...]
[...]] /// Dopo le bombe». Anche [...] non ci sta a [...] pure altamente responsabile: «Ricordiamoci [...] serbe perseguitate in [...]. Dei loro profughi. Altrimenti non capiamo la [...]. E collocato un suo [...] centro degli equilibri mondiali. Su una linea affine [...] da Togliatti con la democrazia progressiva». Ma allora ecco il [...] e quale altra geopolitica? «Oggi dice [...] il potere scavalca il [...]. Di [...] la spinta alla radici etniche. Perciò, contro un vecchio pacifismo, [...] vuole una nuova Eu[...]
[...]e la Babele». E lo specifico titoista? [...] previsto una cittadinanza solo federale, [...] però solo il [...] ha scelto». [...] non condanna in assoluto quel [...]. /// [...] /// Ancora: «Quel che è successo, [...] volta partite le varie [...] era inevitabile. Nessuna colpa [...]. [...] strada etnica possibile? Rinunciare [...] nazionalità, in Russia come in [...]. Ma sarebbe saltata [...] imperiale, in piccolo come in [...]. A vantaggio di tanti [...]. È quello [...] per [...]. Ed è quel che [...] «riconosc[...]
[...]tiva con [...] perchè è stata così «inutile», [...] della crisi? «La [...] classe politica è fallita. Prevale il dato elettorale [...]. Oggi però molto può [...] europeo della Nato. Dalla [...] capacità di coinvolgere una Russia [...] immatura». Infine, i curdi e [...]. Perchè due pesi e [...] «Il prossimo passo dovrà essere la libertà dei Curdi. Stavolta ha fatto [...] sistemica». Già, ma è poi plausibile [...] un solo gendarme cosmopolìta divida ed ìmperi pur con [...] nello [...] il limite era [...] di democrazia Oggi la guerra [...] un vicolo cieco [...] era un modello originale Adesso [...] non può sottrarsi [...] dopo il prestigio del Maresciallo [...] ha sospinto la rovina [...] il titoismo doveva scegliere prim[...]
[...]sso [...] non può sottrarsi [...] dopo il prestigio del Maresciallo [...] ha sospinto la rovina [...] il titoismo doveva scegliere prima [...] diritti universali [...] 2. Ed è stata, insieme [...] eventi, proprio la sconfinata ed irriducibile eterogeneità [...] regionali, culturali, linguistiche, religiose, o anche, con [...] ciò che lo ha differenziato. Oggi, rispettivamente a otto (Impero [...] e dieci anni (Impero esterno) [...] duplice catastrofe, buona parte [...] pubblica, proprio come auspi[...]
[...] (Impero esterno) [...] duplice catastrofe, buona parte [...] pubblica, proprio come auspicavano i [...] lo percepisce ancora [...] come un fenomeno rigidamente «unitario». Gli storici più avvertiti [...] e ancor più dimostreranno che le cose [...]. Né si pensi che [...] abbia cercato, sempre e comunque, in nome [...] programma internazionalista, di schiacciare e annientare le [...]. Dalle differenze, opportunamente selezionate [...] volta in volta, ha anzi, come tutti [...] e totalitari, tratto g[...]
[...]ato, sempre e comunque, in nome [...] programma internazionalista, di schiacciare e annientare le [...]. Dalle differenze, opportunamente selezionate [...] volta in volta, ha anzi, come tutti [...] e totalitari, tratto giovamento. La «nazionalizzazione delle masse», [...] contadini in [...] avvenne, in uno scenario [...] parzialmente, solo con la «grande guerra patriottica», [...] mobilitazione «panslavistica», del [...]. Le nazioni, dunque, strutturate [...] Repubbliche [...] o come Repubbliche autonome, con non poche [...] modo forzato, su iniziativa del regime che [...] in qualche caso le incoraggiò, il mancato [...] di gran parte della[...]
[...]stica», del [...]. Le nazioni, dunque, strutturate [...] Repubbliche [...] o come Repubbliche autonome, con non poche [...] modo forzato, su iniziativa del regime che [...] in qualche caso le incoraggiò, il mancato [...] di gran parte della popolazione alla costruzione [...] Stato [...] totalitario e insieme «federale» [...]. Tutti i comunismi, [...] parte, sono stati sin [...] nei diversi gusci politici in [...] si sono incarnati, e anche quando erano subalterni a Mosca, [...]. Le diverse realtà nazionali [...] stessa Urss, per il solo fatto di [...] di forme di dissenso e di autonoma [...] di risonanza di tutti i sentimenti[...]
[...] erano subalterni a Mosca, [...]. Le diverse realtà nazionali [...] stessa Urss, per il solo fatto di [...] di forme di dissenso e di autonoma [...] di risonanza di tutti i sentimenti e [...] si andavano accumulando. Non è dunque del [...] luogo comune che vuole i comunismi, e [...] sovietico, in tutto e per tutto incapaci, [...] fallimentari, di domare ed attutire la virulenza [...] dal passato. Questi ultimi, infatti, pur [...] controllo, hanno svolto una funzione sinergica volta [...] rafforzare la sempre problematica esistenza dei comunismi [...]. Così, se le cause precipitanti [...] della crisi [...] e dei regimi affini sono [...] state proprio la perestrojka e la glasnost, le quali, [...] hanno dimostrato [...[...]
[...]tica esistenza dei comunismi [...]. Così, se le cause precipitanti [...] della crisi [...] e dei regimi affini sono [...] state proprio la perestrojka e la glasnost, le quali, [...] hanno dimostrato [...] del sistema, e se le [...] precipitanti esogene sono state le trasformazioni radicali della [...] mondiale degli anni [...] che hanno messo la stagnante [...] pachidermica archeologia paleoindustriale dei comunismi letteralmente fuori mercato, il [...] è stato a [...] volta [...] costituito [...][...]
[...]nni [...] che hanno messo la stagnante [...] pachidermica archeologia paleoindustriale dei comunismi letteralmente fuori mercato, il [...] è stato a [...] volta [...] costituito [...] interno sovietico (Urss), a partire [...] manifestazioni del 1987 nelle regioni baltiche, dei nazionalismi. I quali si erano [...] ferocemente (si pensi al conflitto [...] emancipati dalla tutela di [...] dopo [...] servito, si era rivelato [...] della difficile (e poi impossibile) autoriforma, di [...]. Fu del resto[...]
[...]nazionalismi. I quali si erano [...] ferocemente (si pensi al conflitto [...] emancipati dalla tutela di [...] dopo [...] servito, si era rivelato [...] della difficile (e poi impossibile) autoriforma, di [...]. Fu del resto il precoce [...] lungo linee «nazionali» di [...] palesemente impotente che rese audaci [...] riformatori [...] e possibile [...] che pure fu sostenuto dallo [...] il quale aveva generosamente seminato [...] perestrojka e stava per raccogliere [...] quasi repentina di un Impero [...] dimensioni [...] un Impero il più grande [...] esistito cresciuto lungo tre secoli, da Pietro il Grande [...] Breznev, ingoiando una quantità impressionante di nazionalità. Tale Impero, tuttavia, e [...] atto di grande saggezza (oltre che [...] lascito della perestrojka), si [...] nelle quindici [...] amministrative inevitabilmente artificiali le Repubbliche [...] già avevano costituito [...]. Certo, [...] caucasica, dalla Giorgia alle due [...] dal [...] dramma ceceno, i conflitti non [...]. Ma furono minori, nonostante le [...] sopite tentazioni [...] della Feder[...]
[...]bilmente artificiali le Repubbliche [...] già avevano costituito [...]. Certo, [...] caucasica, dalla Giorgia alle due [...] dal [...] dramma ceceno, i conflitti non [...]. Ma furono minori, nonostante le [...] sopite tentazioni [...] della Federazione Russa, rispetto ad [...] possibile e temuta disarticolazione [...]. In politica, lo sappiamo [...] contratto è sempre preferibile [...] che finiscono con il ricondursi al sangue [...]. Le ragioni di forza [...] Jugoslavia [...] la [...] vicenda indipendente [...] sin dal 1948 si [...] in ragioni di debolezza [...]
[...]ente [...] sin dal 1948 si [...] in ragioni di debolezza e di tragedia [...]. La «seconda» Jugoslavia, repubblicana [...] XX secolo (19451991), succeduta alla «prima», monarchica [...] (19181941), pur essendo un [...] libera e anche un [...] (in alcune regioni) rispetto agli altri paesi [...] infatti lambita, per il fatto di essere [...] dal vento della perestrojka. La [...] esistenza storica, sin [...] regno serbo ottocentesco, in assenza [...] grande e democratica federazione [...] era del resto stata meramente [...] vale a dire in grado di trovare [...] in funzione successivamente [...] antisovietica. Le sue realtà (Slovenia, Croazia, Serbia con [...] e Kosovo, Montenegro, Macedonia) stavano [...] soprattutto per [...] contro una minaccia esterna. Alla morte di Tito (1980) [...] lungo tutto il decennio successivo, [...] Europa orientale. La «seconda» Jugoslavia, a [...] resistendo nella guerra civile al Terzo Reich, [...] sopravvissuta resistendo [...] sovietico. Venendo [...] meno la [...] si scelse di giocare, [...] paesi [...] (Bulgaria di [...] e soprattutto Romania di [...] la carta sostitutiva, ed [...]. Ma il nazionalismo «politico» [...] stessa terribile storia dei conflitti interni precedenti, [...]. Pot[...]
[...], ed [...]. Ma il nazionalismo «politico» [...] stessa terribile storia dei conflitti interni precedenti, [...]. Potevano esistere solo i [...] dispersi delle singole comunità. E in particolare, [...] quello della Serbia, che scatenò [...] gli altri nella forma efferata [...] nazionalismo possibile, a sfondo talvolta [...] in questa fine secolo e [...] della globalizzazione. Ogni guerra diventa cioè sanguinosamente [...] «santa» [...] profana in cui domina il Mc Mondo, vale a dire il mondo [...] cosmopolitica. Così come tutto termina [...] Kosovo, tutto cominciò nel Kosovo, dove sin dal [...] disordini degli anni precedenti, il governo di Belgrado [...] strada della radicalizzazione [...]. [...] del Kosovo dalla Serbia divenne [...] morta. Il [...] riassunse, come già negli anni [...] il volto del [...]. Cominciò allora la reazione [...]. Era contestualmente sorta la [...] Jugoslavia [...] XX secolo, quella [...] e segnata dal comunismo [...] di [...]. Con [...] armato in Kosovo (1998), per [...] la comunità [...] della popolazione), e per [...] dopo 600 anni, la culla [...] civiltà [...] sembra essere iniziato [...] atto, che ha di nuovo, [...] seguito [...] militare della Nato (1999), trasformato [...] scenario [...] come nel 1914, lo scenario [...] Balcani. La «terza» Jugoslavia, sconvolta [...] nel Kosovo da [...] pulizia etnica ad opera [...] guerra balcanica? Intanto, il [...] poi così breve, si risveglia, si prolunga [...]. /// [...] /// La «terza» Jugoslavia, sconvolta [...] nel Kosovo da [...] pulizia etnica ad opera [...] guerra balcanica? Intanto, il [...] poi così breve, si risveglia, si prolunga [...].