Brano: Alessandro Natta, nella bella [...] Sapienza, università di Pisa, parla ai suol vecchi [...]. Tra cui tante figure [...] famosi. E li ricorda con [...] anni. /// [...] /// Anni di rottura, di [...] e politiche. Anni di progetti messi [...] che non chiedeva di tornar[...]
[...]i [...] e politiche. Anni di progetti messi [...] che non chiedeva di tornare alle libertà [...] andare [...] cambiando tutta la società italiana, [...] in discussione, contestando assetti ed equilibri politici [...] critica a tutto campo. Onorevole Natta, come li [...] li? La nostalgia è solo ricordo di [...] quando si era giovani, oppure è anche [...] Questa è la domanda fondamentale rivolta [...] e allo studioso. Gliela rivolge un convegno [...] «Libertà», organizzato nel quarantesimo del 25 April[...]
[...]itiche. Quali forze, quali energie, [...] nel moto contro il regime e poi [...] Liberazione. Quali [...] maturarono in quel periodo. Quale [...] politica fu [...]. E, soprattutto: quanto vale, [...] quel patrimonio [...]. Vale ancora molto, risponde Natta. /// [...] /// E cita Machiavelli: «"Occorre [...] al suoi principi", nel passaggio aspro, difficile [...] sta vivendo. Anziché ricorrere alle [...] strumentali e pretestuose della situazione [...] attuale, bisognerebbe tenere [...] tutti [...] come[...]
[...]ussola e regola [...] politico il patrimònio comune. Quello della Resistenza: democrazia [...] programma di rinnovamento, impegno per costruire nuove [...] partecipazione dei lavoratori [...] economica, sociale e politica [...]. Non è questa, chiede Natta, [...] più vera del patto [...] su quegli anni, insomma, [...] relazione a questi giorni presenti. Del resto, in questo [...] era [...] impostata [...] mattina, dal professor Furio Diaz, [...] tenuto la relazione introduttiva. E questo filo ha [...][...]
[...]rdo [...] di Mario Spinella, di Gianfranco Contini, [...] Mario [...] Manacorda, di Antonio Russi, [...] Franco Ferri, di Guido [...] e di altri ancora. No, lo faccio perché sento [...] la lezione di [...] vale. E può, e deve [...] giovani dì oggi». Natta ora ha concluso [...] e se ne sta su una panchina, [...] chiacchierare con due vecchi amici. E ricordano del professor Calogero [...] suo seminario, e del «manifesto» del [...] e di quello del [...]. /// [...] /// E ricordano di quando Calogero [...[...]
[...]or Calogero [...] suo seminario, e del «manifesto» del [...] e di quello del [...]. /// [...] /// E ricordano di quando Calogero [...] le maniche e andava con loro, ragazzi, [...] far le scritte sui muri. E ricordano del maestro [...] Aldo Capitini. Natta dice che lui [...] riunioni dei cattolici, a quelle delle FU CI [...] a quelle della San Vincenzo. Fu così che si accertò [...] di intenti, e più [...] una [...] politica». La gente adesso fa [...] panchina, e allora uno del tre amici, [...] Mario S[...]
[...] [...] di intenti, e più [...] una [...] politica». La gente adesso fa [...] panchina, e allora uno del tre amici, [...] Mario Spinella, spiega al pubblico: [...] signore [...] vicino a me si [...] Lupi. /// [...] /// E alla fine degli [...] Trenta, Natta, e io, e altri, andavamo a casa [...] Lupi [...] le lunghe discussioni politiche. /// [...] /// Erano decenni che non [...] più. Lupi [...] dice Spinella [...] ha 94 anni, più di [...] si vede che [...] fa bene alla salute. Ha ricostruito i molti [.[...]
[...]ggioranza. Parte, nel suo percorso antifascista, [...] una lotta sul versante culturale. Ci sono da fare [...] solo con Gentile: bisogna [...] via anche certe ambiguità, [...] compromesso, certe comprensioni. Fummo giacobini noi alla Normale?, [...] Natta. Ma noi partivamo dalla [...] largo nella grande confusione ideologica del fascismo [...] una critica nei confronti [...]. Quello di Gentile, ma [...] In [...] diverso, quello di Benedetto Croce. Appunto, perché avvertivamo forte [...] soprattutto n[...]
[...]erché avvertivamo forte [...] soprattutto noi giovani, ma anche [...] nostri maestri [...] che [...] non era quello di ristabilire [...] regole e gli assetti che [...] prima del fascismo, ma di [...]. E così, venivano al [...] fondamentali, prosegue Natta. Quelli del rapporto tra [...] tra democrazia e socialismo, tra individuo e [...] politica. Il liberalsocialismo? Ma il [...] Natta, non fu un partito, un movimento omogeneo, [...] preciso. Fu un campo di [...] di esperienze, un punto di raccolta e [...] intellettuali e giovanili. La necessità [...] che comprese bene [...] di unire tutte le forze, [...] cattolici ai comunisti, [[...]
[...][...] preciso. Fu un campo di [...] di esperienze, un punto di raccolta e [...] intellettuali e giovanili. La necessità [...] che comprese bene [...] di unire tutte le forze, [...] cattolici ai comunisti, [...] antifascista». Io allora non ero [...] Natta. E poi ricorda di [...] con Pontecorvo, rappresentante allora del comunisti, nel [...] durante li quale si discuteva della pace [...]. Pontecorvo era contro la [...] Natta rispondeva: «Ma quale pace, [...] ci vuole la guerra, [...] guerra, è la guerra [...] modo per giungere alla [...]. Ma in quel modo [...] la nostra maturazione polìtica». Piero Sansonetti Una sollevazione [...] De Mita: gli alleati ritorcono le accu[...]