Brano: [...]mmina accanto senza che ce ne rendiamo [...]. Sergio Pent [...] che credeva di essere se [...] di David Ambrose Meridiano [...] ero pagine 190 lire 23. /// [...] /// [...]. /// [...] /// Progresso come catastrofe. Il titolo del nuovo [...] Salvatore Natoli in realtà si limita semplicemente ad [...] i due termini. Difatti, suona «Progresso e [...]. Tuttavia, nelle contrastanti e [...] della modernità che egli acutamente indaga, si [...] viene quasi da sé la conversione del [...]. Il secolo in cui quest[...]
[...]è, dove [...] da supernutrizione è diventata una [...] di massa da curare. E dunque, un problema [...] si destinano montagne di altri quattrini. Per non parlare, poi, [...] o meno fredde, dei conflitti più o [...]. Nel corso della modernità, osserva Natoli, il progresso ha via via svuotato, [...] trascendente di salvezza. Nessuno più sogna di [...] tutti indistintamente aspiriamo al benessere. Se così stanno le [...] dire, a questo punto della nostra storia, [...] Avanzare, [...] «ma verso dove? Non è[...]
[...]punto della nostra storia, [...] Avanzare, [...] «ma verso dove? Non è del tutto [...]. E allora, quel che [...] meglio [...]. La tecnica, se non [...]. E se noi aiuta, per [...] illude. Gioca due parti insieme [...] ». Ecco il punto: ciò [...] dice Natoli, è stare meglio [...]. Ma [...] dove? [...] il luogo di questo [...] La [...] Il pianeta? Oppure soltanto quel ristretto pezzo [...] Occidente [...] quale tuttavia già si odono i primi [...] Certo, la fede nella tecnica ha sostituito [...] religione[...]
[...]ne. Eppure, se non sopraggiunge una [...] che non vuol dire solo «disastro», ma «rovesciamento» di [...] sul mondo la modernità sarà destinata a consumarsi in [...] insensata gestione tecnocratica della [...] fine. Come attrezzarsi, dunque? La [...] Natoli la conosciamo già, formulata in altri [...] fortunati libri. Si tratta, cioè, di [...] idolatriche della modernità. In particolar modo, la tragica [...] di [...] imprimere una direzione alla storia. Se il progresso ha [...] linguaggio della catastro[...]
[...]primere una direzione alla storia. Se il progresso ha [...] linguaggio della catastrofe è perché si è [...] conferire un senso complessivo e totalizzante al [...]. In realtà, ciò di cui [...] abbiamo bisogno è [...] «etica del finito», come la [...] Natoli. Cioè [...] che ci dia tutta la [...] necessaria per [...] fronteggiare e dominare [...] del caso. [...] che non ci parli [...] nostro andare, ma che sia in grado, [...] ben condurre in viaggio. Un viaggio senza meta, [...] un viandante senza meta, [...]
[...]A NO Giorgio De Chirico Perché mettere tutto in piazza? di Paolo Marabotto Lapis [...]. /// [...] /// [...] Lapis pagine 152 lire 20. [...] lire 22. /// [...] /// [...] Edizioni Gruppo Abele pagine 78 [...] 18. Dinamiche della modernità di Salvatore Natoli Christian [...] Edizioni pagine 252 lire [...]. E gli avrebbero regalato, [...]. Pochi, anche fuori dal [...] sulle «magnifiche sorti e progressive» [...]. E nessuno temeva di dover [...] una parte della propria [...] della tecnica trionfante. Quest[...]