Brano: [...]uditi anche i solisti Frank [...] Hagen, ma la rivelazione della serata è stato [...]. Un delitto politico nella Firenze [...] Cinquecento nato dal crollo degli ideali e delle [...]. Va in scena il [...] Teatro Olimpico di Vicenza [...] di Alfred de Musset, [...] Giulio Scarpati nel ruolo del titolo e la regia [...] Maurizio Scaparro. Uno spettacolo per [...] dei classici ma, soprattutto, [...] se non si ha la spinta a [...] futuro, si rischia il fallimento. /// [...] /// [...] di Maurizio Scaparro co[...]
[...]vinto [...] accettare». Il traguardo è quello [...] Festival in Europa: il che vuol dire, [...] il programma [...] prima, dare le date, [...] nomi dei registi. Dopo [...] dedicata a Pasolini, [...] più importante del Festival sarà [...] di Alfred de Musset di [...] lei firmerà la regia, in scena dal 21 settembre. Quali sono i motivi [...] a scegliere un testo raramente rappresentato in Italia? Mi [...] spinto soprattutto anche un pensiero «politico»: in [...] le grandi congiure e i grandi ideali [...][...]
[...]oglio difendere come parola, disperata [...] giovane perché [...] tutti i personaggi sono [...] da soli si perde. Noi che siamo adulti [...] sei solo, sei costretto a fare gesti [...] disperatamente perdenti proprio perché solitari. Non per nulla de Musset [...] molto Shakespeare. Perlomeno [...] e il Giulio Cesare. Spettacoli che lei ha [...] un collegamento fra quei lavori e questo [...] Indubbiamente [...] con il Giulio Cesare [...] politico è di casa. Però de Musset, pur [...] Shakespeare, è assolutamente autonomo [...] angosciata, politica di quel [...] con gli occhi di chi aveva vissuto [...] le delusioni della giornate di Parigi del [...] di una rivoluzione che non [...] stata mentre aveva trionfato [...]. I[...]
[...]entre aveva trionfato [...]. Il nichilista [...] uccide solo per [...] del gesto, perché ci si [...] che qualcuno una volta ha detto no, ma non [...] creda, uccidendo il cugino Alessandro, di liberare Firenze. Mi ha colpito molto [...] che quando de Musset scrive il testo [...] Venezia con George [...]. Lui si ammala, lei [...] medico e fugge [...] solo e malato. È febbraio, a Venezia [...] il carnevale. Ecco perché le prime [...] ci parlano di un [...] Firenze. Del resto, il rapporto [...] George [..[...]
[...]rché altrimenti perdiamo. Una società che non [...]. È questo il compito [...] la caduta del muro di Berlino, non [...] muri, ma trovare nuove bandiere. E poi diamo spazio [...] alle grandi ironie, ai grandi sarcasmi: una [...] un feuilleton alla de Musset, altro è [...] opera. /// [...] /// [...] Guido Simonetti TEATRO. Festival [...] a Roma Palcoscenico «mediterraneo» FESTIVAL. Trattativa [...] Per Sanremo rottura rinviata [...]. Bene, bene anche se Bossi [...] sentirsi cittadino della [...] in Ital[...]