Brano: [...]stri, resta [...] voce. /// [...] /// Avremo modo di verificare, [...] sia difficile imbattersi in una voce come [...]. Gli americani hanno eretto [...] ma presente ai velluti di Sinatra e [...] non hanno mai avuto modo di abitare [...] in quelli di Murolo. Così ricchi di armoniche [...] insieme sedare, così asciutti e puliti da [...] perdere morbidezze. Forse avrebbero rivisto la [...]. Lavorava per sottrazione, come [...]. La tecnologia del canto [...] per possedere [...] di un testo e [...] da cui [...]
[...]e Holiday. [...] chi preferisce accusare di [...] le interpretazioni di Ella, [...] sul fronte di un [...] meno politicamente corretto, per il jazz, dello [...] signora Holiday. Si sente quel che [...] e a volte, quel che si riesce. Ciò che ha fatto Murolo [...] napoletano sa di sacrilego: di fronte al [...] si è mosso in [...] che può apparire di quasi contenzione, ma [...] mostrare [...] razionale dei sentimenti, un [...] Murolo e la [...] arte a un filone [...] cultura napoletana. E che lo avvicina, [...] Beatles. Non [...] praticato molto, ma conosco la [...] arte. È un monumento come Sergio Bruni. Se nè andato un [...]. [...] conosciuto sette o otto [...] casa di Maurizi[...]
[...]] praticato molto, ma conosco la [...] arte. È un monumento come Sergio Bruni. Se nè andato un [...]. [...] conosciuto sette o otto [...] casa di Maurizio Pica, il suo chitarrista, [...] che era una persona molto simpatica, autoironico. A Napoli tra Murolo [...] Bruni [...] sono sempre stati due partiti, io confesso [...] stato un [...]. Ma sapevo il valore [...] Murolo. A Napoli esiste una [...] chi meglio rappresenta la voce della città. Ciascun contendente vuole [...] il portavoce. Nella partita tra due [...] Napoli [...] ha guadagnato. Di Murolo penso che [...] del salotto, il fine dicitore. Lui era il palato [...]. Una persona perbene, mentre Bruni [...]. E infatti il [...]. Era figlio [...] un figlio [...] riuscito, al contrario di quanto [...] di solito: ha avuto una [...] storia nonosta[...]
[...]un figlio [...] riuscito, al contrario di quanto [...] di solito: ha avuto una [...] storia nonostante un padre così [...]. Un napoletano vero ma [...] suonavano come uno smoking addosso ad uno [...]. Erano rappresentanti di due [...] vedere Napoli: Murolo, se vogliamo, era più [...] colonna sonora dei drammi di Eduardo; Bruni, [...] sfondo musicale di Viviani. Il primo era il grande [...] il grande antipatico. Oggi, Napoli è più [...]. Murolo era una star di [...] internazionale. Era il nome più [...] conosciuto. Dalla [...] stato un innovatore (ricordo le [...] collaborazioni con Mia Martini e Gragnaniello), mentre Bruni si [...] fermato [...] fa. [...] della canzone napoletana raccolta[...]
[...] una star di [...] internazionale. Era il nome più [...] conosciuto. Dalla [...] stato un innovatore (ricordo le [...] collaborazioni con Mia Martini e Gragnaniello), mentre Bruni si [...] fermato [...] fa. [...] della canzone napoletana raccolta da Murolo è una eredità fondamentale e un riferimento insostituibile: quando [...] conosciamo una vecchia canzone, è lì che guardiamo. /// [...] /// [...] Non si capiscono Napoli né Murolo, suo [...] se non si attinge, magari [...] sfuggita, a certi strati di immaginario atavico La città [...] da Atelier del Progresso diventa realtà periferica, metropoli plebea: [...] di Murolo, scettica e trasognata, riflette questo clima [...] Bruno [...] Un monumento gentile alla tradizione [...]. Delicato e vibrante, tenero [...]. E il monumento sono le [...] canzoni. Inutile a Napoli [...] un altro, di marmo o [...] bronzo. Sciuperebb[...]
[...] celestina del golfo. E di lì in [...]. /// [...] /// Parola, e dimensione, niente [...] importante e profonda. Atmosfera fatta strati, e [...] che irradia archetipi antichissimi. La tradizione quella vera [...] non «tradizionale». E la voce e [...] Murolo erano antiche, quanto la terra e [...] cui nascono. Terra greca, [...] funestata da lutti e [...] festiva, come scrisse una volta il celebre [...]. Non si capiscono Napoli, [...] Murolo, [...] ove non si attinga [...] a certi strati di immaginario atavico. E [...] il prodigio di quel filo [...] voce, dotato [...] sfumatura armonica? Stava nel [...] trapelare un incanto millenario. Dolcemente, e con discrezione [...] cuore. Percorre[...]
[...] scivolava perfetta, e su ogni [...] scivolavano le note e i semitoni. In perfetta fusione espressiva, [...] lì per lì, sintesi di mélos e [...]. Melodia, che è poi [...] così come tra i greci doveva essere [...]. E la poesia era [...] espressivo di Murolo, la [...] gestualità inconfondibile. La stessa delle mille [...] «lui», quel suo modo di porgere e [...] voce, [...] chitarra e [...] poco [...] luna». /// [...] /// E [...] postura del «fine dicitore», [...] un cantastorie baciato dagli Dei. Cantas[...]
[...]ibile, arcaico e [...] come quelli che spontaneamente ricevono la grazia [...]. Dunque apollineo, e pur [...] chi lo ascoltava, perché su quella lira [...] trascolorare i suoi sentimenti, le sue vicende [...]. E nondimeno, oltre [...] da cui veniva, Murolo era [...] figlio di una vicenda storica precisa. Figlio di poeta, nasce [...] in cui circolano Libero Bovio, Di Giacomo, Ferdinando Russo. E a non molta [...] Don Benedetto Croce, che amava Murolo almeno [...] Di Giacomo. Come cantastorie Murolo assomigliava [...] Russo e a Di Giacomo, con sullo sfondo [...] Napoli [...] Mastriani. Una Napoli delusa e scettica, [...] liberista italiana che prometteva illusoriamente [...] come Ville Lumiere della Nuova Italia. Le premesse si sa [...] tutte. [...]
[...]osofia, lo spettacolo, [...] canzone. Stagione straordinaria quella postrisorgimentale, [...]. Poi deludente e malinconica, [...] Napoli [...] da Atelier del Progresso diventa realtà periferica, [...] di sempre e per di più metropoli [...]. [...] di Murolo, scettica e trasognata, [...] questo clima. E con le movenze [...] Ferdinando [...] racconta e tiene desta [...] il lirismo di Di [...] ammalia un pubblico più [...] Murolo [...] e resta una sintesi esemplare di basso [...]. Un potente codificatore di [...] fatto della canzone napoletana un genere universale. Miracolo affine a quello [...] partiture musicali della musica [...] tutto il mondo recano [...] diciture itali[...]
[...]una sintesi esemplare di basso [...]. Un potente codificatore di [...] fatto della canzone napoletana un genere universale. Miracolo affine a quello [...] partiture musicali della musica [...] tutto il mondo recano [...] diciture italiane. Del resto Murolo abitava [...] Cimarosa 25, e lì se ne è andato. E poi tutta la [...] produzione musicale spazia dal [...] secolo ad oggi, a Gragnaniello, [...] Paoli, a De André. Le sue canzoni sono colte, [...] grande enciclopedia musicale nata dalla terra di Scar[...]
[...]ecolo ad oggi, a Gragnaniello, [...] Paoli, a De André. Le sue canzoni sono colte, [...] grande enciclopedia musicale nata dalla terra di Scarlatti, Pergolesi, Cimarosa. E a ben guardare, una [...] come «Io te voglio bene assai» avrebbe potuta [...] Murolo, invece del bergamasco Donizetti. Ma è come se [...] lui, perché nessuno saprà più [...] come lui. Di che parlano le [...] cantate da Murolo? Forse il [...] è [...]. Ma, come nei tanghi [...] parlano di amori macinati [...] di promesse non mantenute, di rimpianti lancinanti, [...] tenerezza festosa del lutto. Tenerezza e disperazione che [...] tra povere viuzze di contrada marina. Come i[...]
[...] del desiderio insegue tra mare e cielo [...] fantasma di una «sciaguratella». Stemperandosi il dolore in una [...] che è perfetta traduzione canora dei colori della scuola [...] Posillipo: di [...] Gigante, [...]. Malinconia intensa, nelle [...] di Murolo («Marzo» sembra [...] William Turner), soffuse di un vissuto leopardiano come nella «Ginestra», [...] per caso nasce e muore sul Vesuvio. Ma infine anche tanta [...]. E impulsi satirici che [...] nel cielo di una comicità magistrale. Come quando una[...]
[...]. Ma infine anche tanta [...]. E impulsi satirici che [...] nel cielo di una comicità magistrale. Come quando una [...] diviene domestico Vaso di Pandora [...] un mondo che fu: dal «mozzone di una stearica» [...] «becco di un pappagallo». Adesso che Murolo purtroppo non [...] più, sarà lui la nostra [...]. Lui, lo smoking del Vesuvio [...] vista Stefano Miliani Roberto Murolo? «Un caposcuola». Della canzone italiana, oltre [...]. E un uomo di [...]. A ricordare il cantante [...] artista che ha spruzzato di ironia intelligente [...] la tradizione canora (e televisiva) del Belpaese: Renzo Arbore. Cosa ha dato Murolo [...] Non è stato solo un grande cantante: [...] un inventore di musica, un caposcuola come [...] nel jazz Armstrong, Gillespie, Charlie Parker. Ha creato un modo [...] canzone napoletana inconsueto per [...] in cui ha iniziato. Perché, come si cant[...]
[...] più bella: [...] armonica e della melodia. Ma voglio ricordare anche [...] accanto al repertorio sentimentale che lui cantava [...] e penso a Reginella, sapeva [...] i brani umoristici in [...] ammiccamenti e con grazia straordinaria. Non crede che Murolo [...] la canzone italiana e non solo il [...] Sì, è così. Penso a compositori «forestieri», [...] come Carlo Alberto Rossi di Milano, o [...] Pino Calvi. Ricordiamoci poi che la canzone [...] per [...] natura, è una delle matrici [...] canzone [...][...]
[...]na e non solo il [...] Sì, è così. Penso a compositori «forestieri», [...] come Carlo Alberto Rossi di Milano, o [...] Pino Calvi. Ricordiamoci poi che la canzone [...] per [...] natura, è una delle matrici [...] canzone [...] insieme al melodramma. Murolo uomo: [...] Era nobile [...] un signore [...] e, in fondo, un bambino [...] grande candore. Infatti lo prendevamo in [...] scherzi e lui ci cascava sempre. E questo spiega anche [...] anni fa, quando fu accusato ingiustamente, come [...] di molestie[...]
[...]rifletteva, penso fosse [...] grande arte. Ogni volta cantava un [...] fosse la prima volta: era accorato in [...] divertito in quelli umoristici. [...] è la caratteristica dei grandi [...]. Come Frank Sinatra. Aggiungerei, a un ritratto umano [...] Murolo, che non ha mai parlato male dei colleghi, [...] fuori dalle beghe. E, ancora, che nelle [...] amici non si faceva mai pregare quando [...] di cantare. La [...] Napoli esiste ancora? [...] ancora, ma è sempre più [...]. [...] stato [...] della Napol[...]