Brano: [...]. I bambini rispondevano festosi [...] fazzoletti, i vecchi piangevano e le madri [...] vedere ai figli le [...] potevano trattenere. Così [...] di un viaggio di [...] quei bambini che riempivano i vagoni di [...] andavano così lontano. Di giorno, a Mosca, [...] come al solito. Solo alla sera e [...] qualcosa di cambiato, poiché allora si vedevano [...] sterratori improvvisati che andavano a scavare trincee, [...] si addestravano [...] delle armi. La città preparava la [...] difesa. Ottobre [...] Mosca stava attraversando le giornate [...] tragiche della [...] storia. I tedeschi erano giunti [...] lontana periferia, e dalla Piazza rossa, in [...] udiva il tuonare del cannone. Per di più si [...] nevicare, e la notte gelava come nel [...]. In quest[...]
[...]ui avevano preso [...] Stalin e [...]. La gente, sorpresa, guardava [...] dirigenti, che salutavano affabilmente con la mano. Molti risposero [...] il berretto di pelo, [...] agitando il fazzoletto. Poi incominciarono i commenti: [...] sono ancora a Mosca, allora la situazione [...] grave. Dopo mezz'ora [...] di Stalin e [...] ripassò per [...] ma già la gente [...] massa le file per tornare a casa. E intesi allora un [...] hurrà ». Per le colonne corazzate [...] erano incominciate le difficoltà. Le [...]
[...]sia, mi [...] che nelle notti attorno al 7 novembre [...] le finestre di casa [...] un gran numero di [...] siberiana; cavalli bianchi, uomini mimetizzati in bianco, [...] banco. Questi reggimenti, sorti come [...] nevi che ricoprivano la pianura di Mosca, [...] i principali artefici della controffensiva di [...] contro i carri di [...]. [...] ottobre 1942 [...] Udii la cosa dalla [...] vecchio operaio della fabbrica di trattori, impegnata [...] scoppio della guerra a fabbricare pesanti carri [...]. [...]
[...] [...] mai, compagni, avete tutti sul volto i segni della [...] Come farete a resistere a [...] cadenza senza un super nutrimento? Invece ho scoperto che [...] persino a una parte delle vostre razioni a favore [...] soldati che combattono al fronte. Mosca, maggio 1943 [...] I moscoviti [...] definito la « parata [...] questo lungo corteo dei prigionieri tedeschi, con [...] generali e decine di ufficiali dello Stato Maggiore. In tutto erano 180 [...] in trasferimento verso i campi creati a [...] Mosca nei territori liberati. Ma dalla folla sovietica, [...] anche di feriti, di invalidi, di orfani [...] non partì un solo grido, una sola [...] nemico battuto. Educazione, senso di civiltà? Certamente, [...] un senso di pietà verso questi giovani [...[...]