Brano: Umberto De Giovannangeli «Dopo [...] Torri Gemelle, il massacro alla discoteca di Bali. Ed ora [...] terrorista a Mosca. [...] un legame tra questi devastanti [...] islamico, un integralismo globalizzato e [...] ha fatto [...] pianeta un potenziale campo di [...]. [...] terroristica avviata [...] settembre 2001, ha trasformato la [...] in Cecenia da un conflitto inte[...]
[...]ha trasformato la [...] in Cecenia da un conflitto interno alla Federazione Russa [...] una delle trincee più avanzate, e sanguinose, della guerra [...] generalizzata». A [...] è uno dei più [...] «pianeta russo»: Vittorio Strada. [...] al teatro di Mosca [...] di centinaia di persone da parte di [...] ceceno, riaccende i riflettori su una «guerra [...] in Cecenia. Perché, professor Strada, i [...] colpito proprio ora? «Probabilmente perché la situazione [...] complicata, anche se va ricordato che [.[...]
[...]hé, professor Strada, i [...] colpito proprio ora? «Probabilmente perché la situazione [...] complicata, anche se va ricordato che [...] della guerriglia indipendentista era [...] tempo con uno stillicidio di sanguinosi attentati. [...] al teatro di Mosca [...] di qualità e di pericolosità del terrorismo [...] sì che è da legare al nuovo [...] settembre. Voglio dire che a [...] del terrorismo islamico globalizzato, avviata con gli [...] Torri Gemelle, ha trasformato il conflitto ceceno da [...] alla [...]
[...]accio [...] al Consiglio di Sicurezza [...] sulla guerra [...]. Può esistere un legame [...] «Un legame mediato certamente [...]. E questo legame è [...] da una guerra totale, imprevedibile, che ha [...] teatro: da New York a Bali, da Tel Aviv [...] Mosca. Forse non esiste un [...] da solo tira le fila della rete [...] esistono legami operativi, convergenza di interessi, una [...]. Oggi [...] è a Mosca, ma non [...] fermerà [...]. Per quanto riguarda poi [...] va ricordato che, a differenza della guerra [...] Afghanistan, [...] la posizione della Russia differisce, almeno sino [...] quella degli Stati Uniti. E in questa contraddizione [...] i terr[...]
[...]po ormai non è più centrale nel [...]. A dominare è la [...] una visione radicale e militarista [...] su cui si innestano [...] carattere geopolitico delle potenze [...] e i corposi interessi [...] controllo delle nuove rotte del petrolio». [...] di Mosca è anche una [...] al presidente [...] «Certamente. È una sfida [...] e al prestigio di [...] che ha fatto della [...] in Caucaso un suo motivo di popolarità [...] pilastri del consenso elettorale che lo ha [...] Russa. [...] canto, [...] politica [.[...]
[...]..] ed esplosivo. [...] che non [...] in un giorno, ha bisogno [...] essere pianificata, di supporti logistici, di tempo. E tutto questo è [...] ai servizi di sicurezza. Per [...] uno smacco nello smacco». Il nostro colloquio avviene [...] teatro di Mosca è ancora in corso. Cosa rischia Vladimir [...] «Il tracollo. Se [...] finisse per accettare le [...] finirebbe non solo per perdere la Cecenia [...] cedimento provocherebbe un [...] Caucaso, determinando un cambiamento [...] Federazione Russa e nei [...]
[...]e non solo per perdere la Cecenia [...] cedimento provocherebbe un [...] Caucaso, determinando un cambiamento [...] Federazione Russa e nei rapporti con le [...]. Qual è il messaggio [...] Comunità internazionale che emerge dal dramma in corso [...] Mosca? «Nella guerra terroristica il fronte scompare [...] i luoghi della normalità come un teatro, [...]. È una lotta senza quartiere [...] senza regole. Tutto può accadere, anche [...] possa diventare [...]. La Cecenia, ovvero una «guerra [...]. Nonosta[...]
[...]iolenza ma [...] radici e [...] del conflitto. Altri conflitti, come quello [...] avvertiti [...] come [...] dimenticando che in un [...] interdipendente anche il conflitto ceceno, con la [...] molto più [...] di quanto si pensi». [...] al teatro di Mosca rappresenta [...] una sfida al prestigio di [...] che si era guadagnato la [...] in Russia promettendo la pace in Cecenia [...] Lo storico analizza il salto [...] qualità del terrorismo dopo [...] settembre: anche la strage di Bali è un capitolo di [...]
[...]ente russo cede [...] investirà [...] area caucasica e sarà devastante In una prima fase si è trattato di un conflitto [...] Ma poi il fondamentalismo ha prevalso Più che alla Cecenia negli ultimi tempi [...] sembra interessato a imporre il [...] di Mosca alla Georgia La religione non è affatto [...] collettiva primaria della regione nemmeno per la maggioranza musulmana [...] Una polveriera chiamata Caucaso Tra Islam e petrolio, [...] antichi che fanno il gioco [...] duri del Cremlino [...] Si ricord[...]
[...]isorse, i bracci di [...] di oggi. Si sentirà teorizzare che [...] assiste è la propaggine di un «conflitto [...] Islam e gli altri blocchi geopolitici, nel [...] o tra «barbarie e [...]. Ci sono molti e [...] sostenere che quel che sta succedendo a Mosca [...] ripetizione di quel che era successo un [...] New York, è puro terrorismo e basta, [...] sia bisogno di aggiungervi troppi distinguo e [...] della guerra generale scatenata dal terrorismo contro [...] per dire) attuale di quella, altrettanto g[...]
[...] Vale anche per la [...] quartiere, a colpi proibiti, che dura ormai [...] decennio in Cecenia. Era cominciata quando, crollata [...] divisione amministrativa che i capricci del caso [...] pieno titolo nella Federazione russa, aveva reclamato [...]. Mosca di tanto in [...] guerra per vinta, come di tanto in [...] Washington, [...] un quarto di secolo fa, faceva per [...] Vietnam. I guerriglieri indipendentisti si [...] nel modo che meglio conoscono, quindi il [...] atroce e il più clamoroso, per smen[...]
[...].]. Hanno corso, o apparentemente, almeno [...] fazione, ha corso il rischio. Facendo probabilmente il gioco, [...] la vicenda, dei duri al Cremlino. Ma più ancora che [...] Cecenia, [...] ultimi tempi Vladimir [...] sembra a interessato ad [...] di Mosca sulla Georgia, la terra natale [...] detto Stalin, divenuta indipendente [...] da allora una spina nel fianco, tanto [...] gli oleodotti, che possono anche permettersi di [...] Cecenia, dalla Georgia devono passare per forza. E governata da Eduard [[...]
[...]..] ha fatto negli «stan» ex sovietici [...] centrale, o armando, come già [...] facendo, [...]. A complicare le cose [...] che quelle armi ed elicotteri [...] anziché contro [...] e afghani vorrebbe [...] contro i suoi secessionisti [...]. Quanto a Mosca, insiste [...] affar suo. Molti analisti ritengono che [...] alla guerra in Georgia sia il vero [...] che Vladimir [...] pone ad un sì [...] contro [...] Hussein. Garanzie sul recupero dei [...] Baghdad e sulle future concessioni petrolifere in Iraq[...]