Brano: [...]ra un [...] discutere, insolito e aperto dalle sperimentazioni, a [...] lo ricordate «Salame»?); era il Battisti che [...] quanto si muoveva nel rock «progressivo» italiano [...] a Il Volo. Mi ritorni Una voce [...] ci è entrata nel cuore. [...] con Mogol, quel «Per una [...] Poi i successi e la [...] ritrosia [...] 2. È stato il più [...]. Alla faccia dello scorrere [...] delle mode, dello snobismo [...]. Alzi la mano chi, [...] non si è trovato a intonare uno [...] di Lucio Battisti, magari sulla s[...]
[...]ari, quasi banali: «Ancora [...] mi sorprende lo sai/ Ancora tu/ ma [...] più». Roba da asilo in [...] impegnate sparate cantautorali: eppure quelle frasi colpiscono [...] più di mille invettive politiche, scatenando inevitabili [...]. Frasi (grande Mogol! E, poi, la musica. Riprendete Ancora tu: vi [...] che cresce e trascina sempre più, e [...] irresistibile, che ti vien voglia di riascoltare [...]. Ecco, Battisti ha scritto [...] come questi, in una sorta di miracolosa [...] Mogol: raramente, infatti, il connubio testo/ musica [...] incisivo e riuscito. [...] Battisti, nato a Poggio Bustone [...] 5 marzo 1943 (un giorno dopo [...] grande Lucio della canzone italiana: Dalla), parte proprio [...] con Mogol nella metà degli [...] Sessanta. [...] il paroliere era già [...] scena beat, mentre Lucio era soltanto un [...] con qualche esperienza «live» [...] Tony [...] e con in mano [...] con le Edizioni Musicali Ricordi di Milano. Insieme scrivono una manc[...]
[...] grinta [...] per la musica leggera del tempo, genere [...] Battisti [...] rivoluzionato e rivoltato come un guanto, lasciando [...]. Gli anni Settanta segnano [...]. Solo nel 1970 escono [...] Fiori rosa, fiori di pesco, Il tempo di [...] Emozioni: Mogol, [...] prima, aveva già fondato [...] Numero Uno, a immagine e somiglianza del suo [...]. Battisti cresce: come musicista, [...] cantante, come uomo di successo. Fra il 1971 e [...] La canzone del sole, forse il suo [...] e amato (un vero tormentone[...]
[...]attisti cresce: come musicista, [...] cantante, come uomo di successo. Fra il 1971 e [...] La canzone del sole, forse il suo [...] e amato (un vero tormentone da [...] Il mio canto libero, I [...] marzo, La collina dei ciliegi e Io [...]. Battisti e Mogol preferiscono parlare [...] libertà, natura, sentimenti. E, comunque, scelgono sentieri [...] le musiche si fanno più complesse e [...] liriche più ambiziose, come testimoniano alcuni momenti [...] Il [...] caro angelo [...] e tutto Anima Latina [...[...]
[...]ternazionali con [...] Amarsi un [...] e Sì viaggiare, che [...] inglese e pubblicati in un disco per [...] dalle scarse fortune. Altri celebrati [...] sono Una donna per [...] Una giornata uggiosa [...] dove però già si [...] routine e tensione con Mogol, con cui [...] chiuderà poco dopo. Lo strano E già [...] richiami [...] e i testi affidati [...] le avvisaglie di un cambiamento radicale che [...] dopo con Don Giovanni. Via Mogol e dentro Pasquale Panella, [...] poeta romano dalle rime estrose e funamboliche. Il vecchio Battisti non [...] la musica è più complessa e ripetitiva, [...] tecnologie. La critica plaude, il [...] male. Tanto che i successivi [...] Hegel sono ben di[...]
[...]cessivi [...] Hegel sono ben distanti dalle vendite dei tempi [...]. E, paradossalmente, chi ricicla [...] atmosfere [...] come gli Audio 2 [...] vendere più [...]. Comunque sia, Battisti continua [...]. Ogni tanto si sparge [...] un suo ritorno con Mogol, o trapela [...] dove appare ingrassato e quasi irriconoscibile. Mentre quei mattacchioni di Rock [...] line, lo scorso primo [...] hanno imbastito su Internet una [...] su un presunto nuovo disco intitolato [...] (da leggere, alla romana, «la [...][...]
[...]sunto nuovo disco intitolato [...] (da leggere, alla romana, «la [...]. Chissà, forse anche Lucio, [...] della [...] «Brianza velenosa», [...] fatto quattro risate. Ci sarebbe piaciuto [...]. Assieme a tante altre [...] e di oggi. Diego Perugini Via Mogol, dentro Panella, ma il Battisti [...] non abita più [...] la musica è più complessa [...] è finito Ansa [...] 2. I miei amici andavano [...] a donne e io li osservavo e [...] mondo tutto mio. Colpa di [...] troppo conformista, anche se [...] in buon[...]
[...]rentemente banale, che esplodeva schegge di sentimenti [...] di [...]. Era [...] tra la fine degli [...] Sessanta [...] gli anni Settanta, intorno a lui scoppiava [...] protesta, il rock politico, la stagione delle [...] studentesche, ma Battisti (e Mogol) se ne [...] scrivere canzoni che parlavano dello svezzamento sentimentale, [...] di palpiti, gelosie ed emozioni. Banale, forse, ma sono [...] quelli delle commedie di Shakespeare, delle canzoni [...] Cole Porter e dei Beatles. Sono quelle canzoni [...]