Brano: Dopo le tante «carezze» [...] Bestiario alla sinistra e dopo il [...] sul volontari della X Mas I [...] adesso arriva un viaggio [...] Sangue [...] vinti (sempre Sperling [...] Kupfer). Storia di vendette, stupri [...] dai vincitori [...] del 25 Aprile. La tecnica del racconto [...] un colloquio immaginario con una donna nata [...] alla fine s[...]
[...]ento scelto? Non [...] ne frego, dirò me ne impipo. È la verità che [...] cuore, e non ho mai fatto discorsi [...] potrei chiudere bottega. Intendevo raccontare una storia [...] antifascista, tranne in pochi casi che cito: Gianni Oliva, Mirko Dondi, Massimo Storchi. Erano cose tabù. Caro Pansa, il modo [...] racconti questa storia cancella del tutto il [...] clima in cui maturano gli eccidi. Il tuo è un [...] monocorde e alla moviola. Con effetti [...] che generano risentimento e [...] condivisione[...]
[...]el clima e in parte lo [...]. Formalizziamo il dissenso, siamo [...]. E veniamo a un [...] solito: la «guerra civile». Ti rendi conto che [...] Tu stesso inquadri sullo sfondo una folla [...] feroce e avversa ai fascisti. Dunque, il consenso e [...] massicciamente a favore di una delle parti, [...] gli eventi, anche quando erano inespressi. Che fai, metti sotto accusa [...] compagno Pavone? [...] già fatta [...] volta questa discussione. /// [...] /// E obietto, senza inchinarmi né [...] te né [...[...]
[...]i allo stadio davanti [...] due squadre, con il pubblico che oscillava di [...] e di là». Bene, [...] un [...] concordiamo: la «guerra civile» si [...] al «dopo», forse. Per il resto anche [...] e non un dogma. E prendo atto che [...] segue: la gran massa degli italiani era [...] che la guerra finisse. Insomma, sul merito storiografico [...] sei «centrista»! Ma la mia metafora [...] di fatto, la famosa zona grigia». Archiviamo il tormentone e passiamo [...] ti va? «Non rispondo a domande [...] con [...]
[...]o [...] non molto originali. Ma la lezione, per [...] è specialmente utile in Italia, [...] anatemi contro la televisione, sulla scia di Karl [...] si accompagnano ad una [...] sul mezzo e le sue potenzialità. [...] pur portato [...] diffidava [...] massmediatico del primo Marshall [...] il «profeta [...]. Notava, con acutezza e senza [...] che [...] non bastava più. Era entrata in scena, e [...] tutta a costo di farsi ingombrante, la comunicazione [...] assistita. Era un cultore di [...] dunque un[...]
[...]si [...] strano totem domestico, manovrato [...] dai burattinai del potere, [...] mistero la [...] onnipresenza e il suo [...]. Concordava con me, con [...] che al ricordo ancora mi [...] bisognava [...] corso ad una interazione critica [...] i vari mass media, sapendo che i media non [...] che il significato non viene da essi offerto come [...] qualunque misurabile precotto: [...] di televisione per due ore [...] lettura; conversazione sui programmi per [...] il significato razionalmente; passeggi[...]