Brano: [...]oltanto il partito avrebbe [...] interessi [...] delle categorie e dei [...] una visione generale del movimento rivoluzionario e [...]. E la prima forma [...] poteva non essere quella della fusione organica [...] operai: i primi come portatori [...] marxista (giacché, come si [...] coscienza della lotta operaia può venire soltanto [...] come supporto [...] della teoria rivoluzionaria. Nel partito appunto queste [...] del movimento rivoluzionario dovevano saldarsi in una [...] risolvere e dissolvere [...]
[...]...] del movimento rivoluzionario dovevano saldarsi in una [...] risolvere e dissolvere ogni differenza sostituendo al [...] qualificato dal mestiere il rapporto tra individui [...]. Lenin avanzava la giusta [...] affermando che nella organizzazione marxista rivoluzionaria « [...] assolutamente esistere fra operai e intellettuali e [...] nessuna distinzione sulla base del mestiere ». E ciò non già per [...] esigenza pratica (contingente) di [...] interna, ma proprio per [...] esigenza teorica, cioè [...]
[...]utamente esistere fra operai e intellettuali e [...] nessuna distinzione sulla base del mestiere ». E ciò non già per [...] esigenza pratica (contingente) di [...] interna, ma proprio per [...] esigenza teorica, cioè di principio, giacché il partito marxista [...] esplicare le sue concrete funzioni soltanto se si sollevava [...] livello di una teoria compiuta: gli intellettuali dovevano divenire [...] marxisti, cioè una funzione teorica della classe operaia, e [...] operai dovevano sciogliersi [...] immediato del mestiere per salire [...] visione complessiva (teorica) della lotta. In questo senso Lenin [...] fuori del partito, nella pratica del movime[...]
[...]teorica) della lotta. In questo senso Lenin [...] fuori del partito, nella pratica del movimento, [...] generare soltanto delle « faville » di [...] partito operavano come costruttori di una concezione [...]. Dal [...] fatto che [...] intellettuali (marxisti) siano i portatori [...] ideologia [...] precisava Lenin [...] « non ne consegue che [...] operai non partecipino a questa elaborazione, ma non vi [...] come operai bensì come teorici del socialismo ». Così soltanto il partito, [...] poteva dive[...]
[...]olitico [...] tagliando i ponti con le vecchie concezioni [...]. Ma la funzione unificatrice [...] anche un altro problema: esso infatti doveva, [...] sviluppare una critica a tutta la società [...] tutta la società. Doveva, per riprendere una [...] Marx, identificare nella classe operaia la classe generale [...] degli sfruttati e trasformare la società in [...] dal punto di vista [...] una classe, cioè senza interesse allo sfruttamento [...]. Circolava peraltro ancora (ed [...] tutto scomparsa?) [.[...]
[...]..] dal punto di vista [...] una classe, cioè senza interesse allo sfruttamento [...]. Circolava peraltro ancora (ed [...] tutto scomparsa?) [...] che sì trattasse di [...] società con la forza catastrofica di una [...] » degli oppressi, come diceva Marx, per [...] pitoccheria generale ». Era una idea che [...] Russia [...] stata alimentata dal nichilismo degli anni sessanta, [...] concepivano il rivoluzionario come un « uomo [...] cioè a tutti gli impegni civili e [...] collegamenti [...] con la so[...]
[...]gli impegni civili e [...] collegamenti [...] con la società, insomma [...]. Tale concezione era poi [...] riaffiorata in un'ala del populismo (quello di [...] che chiamava il rivoluzionario [...] il debito morale » di fronte agli [...]. Col partito marxista invece dovevano [...] il rivoluzionario capo teorico e politico di una classe [...] oppressa e sfruttata, ma carica di una oggettiva destinazione [...] emancipatrice [...] nei confronti di tutta intera [...] società. Anche [...] Lenin rompeva ra[...]