Brano: [...], per le prossime elezioni [...]. [...] ieri avversario ideologico e oggi [...] in un progetto democratico, che avverte il leader dei [...] può essere messo a rischio «se la sinistra si [...] tentare [...]. Anzi, col segretario dei Democratici [...] Marini ha cumulato tanta di quella rabbia [...] e ancor più crudamente che dalla tribuna [...]. [...] sera, [...] della rincorsa tra il Picconatore [...] il Cavaliere, il segretario dei popolari a tavola [...] idea della contesa delle liste [...] quella [.[...]
[...]ro che Cossiga, che di [...] ne capisce, furbo [...] si è [...] proponendo liste comuni del centro, [...] quando quello [...] si rivelava un progetto sfibrato, [...] non sta più nemmeno nella testa della gente». [...] vera di tanta rabbia. Ha paura, Marini, di [...] e fuori [...] di centrosinistra, proprio ora [...] consolidare la svolta strategica [...]. Lo sfogo riprende, a tavola, [...] con Gerardo Bianco che nota [...] di Cossiga porta a sostegno [...] Prodi pezzi del Polo» e ripete che «se non [.[...]
[...]...] libertà di scelta a livello europeo, allora [...] costretti a fare altrettanto. Tanto più che da maggio, [...] in Europa, saremo tutti più [...]. Liberi e compatibili con [...]. Perché giura su [...] e il bipolarismo», il [...]. Il giorno dopo, Marini [...] nel «presagio» del messaggio moroteo. A Bari, la città [...] Moro mosse i primi passi di politico sottile [...]. Molti di noi riconosce [...] capirono, restarono turbati». Ma è lungo questo sentiero [...] la [...] che fu ha trovato il [...] di[...]
[...]i noi riconosce [...] capirono, restarono turbati». Ma è lungo questo sentiero [...] la [...] che fu ha trovato il [...] di «mettere in gioco se stessa, la propria dignità», [...] recuperare «la ricerca [...] della terza fase, fino [...]. La voce di Marini [...] ora sono lì, a fare i conti [...] sudditanze e le loro illusioni perdute. Somigliano a generali senza truppe, [...] hanno lasciato [...]. Un giudizio secco, tranciante, [...] fatto fischiare le orecchie a Cossiga e [...]. Un remissione definit[...]
[...]e loro illusioni perdute. Somigliano a generali senza truppe, [...] hanno lasciato [...]. Un giudizio secco, tranciante, [...] fatto fischiare le orecchie a Cossiga e [...]. Un remissione definitiva [...]. [...] dei moderati: «Una invocazione sferza Marini che magari domani verrà cambiata. Ma noi abbiamo fatto una [...] consapevole, la strada [...] del riformismo italiano: quello di [...] e quello cattolico». Su questa base il [...] i Democratici di sinistra ritrova un filo [...]. Marini richiama [...] lezione di Moro, sulla [...] democratici». Si rifà anche a Enrico Berlinguer, [...] cui parabola è stata tanto speculare a [...] Moro», nella denuncia dei rischi [...]. [...] a un proprio futuro: «Nessuno [...] escludere che, domani, [...]
[...][...] Moro», nella denuncia dei rischi [...]. [...] a un proprio futuro: «Nessuno [...] escludere che, domani, sia in grado di proporsi come [...] alternativa a sé stante, che in questo quadro nasca [...] nuova [...]. Ma [...] nella Cosa due e [...] Marini dichiara di vedere «margini di ambiguità e [...] perché il rischio è di compromettere [...] esistente, di indebolire [...] mentre non è maturo [...] paese il passo successivo». Verso il nuovo, incalza [...] il vecchio di una politica dove «una [...][...]
[...]ò, [...] del doppio Stato non aiutano a capire, [...] strumentale». E ancor più «strano» [...] popolari, che si giochi con le riforme. [...] il richiamo a Moro [...] possibile, ancora più struggente. Accomuna, fin nella manifestazione [...] Bianco e Marini, Nicola Mancino e Romano Prodi. Si richiamano tutti a [...] sangue e dolore che [...] processo riformatore come condizione di [...] «stabilità» di cui i cittadini siano finalmente «arbitri». Marini se ne fa [...] ai referendari [...] di conservatorismo. Soprattutto a quelli che assecondano [...] referendaria in Parlamento [...] le riforme: «Non si può [...] della politica, della rappresentanza, e [...] tempo stesso [...] alla prima occasione».[...]
[...]n si può [...] della politica, della rappresentanza, e [...] tempo stesso [...] alla prima occasione». Ed emerge un primo, [...] con [...] se non fosse per [...] si «giochino diverse politiche, diverse forme di [...]. Un sospetto così grave da [...] Marini, pure interessato a rilanciare [...] moderata [...] già dalle prossime amministrative con Lamberto Dini e Antonio [...] a tagliare i ponti con [...] referendario Antonio Di Pietro: «È vero che appartiene [...] moderata, ma quando sui contenuti [...][...]
[...]fettivo della Comunità. Questa proposta è stata [...] del [...] come un vulnus alla [...] governa e come [...] ad omologare il quadro [...] quello futuro della Comunità europea: in sostanza [...] Italia la formula del governo di sinistra. Il tono di Marini, nel [...] una tale interpretazione, è stato insolitamente aspro, quasi irridente [...] ritorsioni. E i dirigenti [...] si sono dovuti precipitare [...] autentica per escludere qualsiasi minaccia [...] della sinistra per il [...] Italia richiamando [...]
[...]..] tuttavia sarebbe distruttiva una [...] tra componenti di una medesima responsabilità e [...] aggreghi ciascuno il massimo delle forze nel [...] ideale e sociale, conferendo le energie così [...] alleanza che non ha alternative. Enzo Roggi Franco Marini durante [...] Consiglio nazionale del [...] a Bari [...] Se [...] rivendica la [...] libertà di scelta alle europee [...] sapere che da maggio, con [...] nella moneta unica saremo tutti [...] liberi. Non ci interessa assolutamente [...] centro del P[...]
[...]azione [...] dopo la [...]. [...] del centro sinistra, dicono al [...] Marco Minniti e Umberto Ranieri [...] è né congiunturale né transitorio, «è [...]. Il [...] ha affidato ad un [...] Marco Minniti la risposta alle preoccupazioni venute da Franco Marini [...] Gerardo Bianco: «Un programma unitario fra le [...] riferimento al partito [...] si [...] comuni, ma candidature comuni [...] la commissione europea, non significa in alcun [...] una presunta [...]. Spiega il responsabile [...] dei Democratici[...]
[...]a rigida [...] tra progressisti e conservatori». [...] parte se la partecipazione della [...] alle iniziative del [...] «ha contribuito a rafforzare una [...] internazionale [...] coalizione di centrosinistra», per i [...] di sinistra è positivo che Marini lavori ad una [...] del centro. Anzi, secondo il responsabile [...] Democratici di sinistra, mentre è Cossiga a [...] nel paradosso e nel [...] popolari tale dilemma non [...] perché [...] un rapporto di collaborazione [...]. Una collaborazione, ins[...]
[...]eri, [...] sulla convergenza di riformismi diversi che servono [...] restare in Europa e aggiunge che per [...] riforme politiche è il consolidamento del bipolarismo». Le cose dette da [...] aggiunge Ranieri, «erano già note». È appena il caso [...] Marini che, come già è accaduto nel [...] i paesi [...] socialisti e [...] si presentano alle elezioni [...] di un simbolo e di un programma [...]. Le preoccupazioni di Marini, dice Claudia Mancina, [...] dei Democratici di sinistra, segnala [...] contraddizione che non poteva non esplodere con le elezioni [...] «perché un problema di rapporti fra partiti e Ulivo [...] ma la croce, pensa [...] cade su entrambi i partiti, [...]