Brano: [...]...] lega il recente saggio di Asor Rosa [...] Felicità e politica » (« Laboratorio politico » [...]. Eppure, sono stranamente contigui Infatti [...] finisce dove inizia il secondo. Di più: malgrado il [...] sa se nominale o vocativo, il libro [...] Manganelli [...] a insinuare il sospetto [...] tematica esplorata nel saggio di Asor Rosa [...]. Dalla cultura [...] a quella dei [...] valori deboli [...] giudicare né il saggio né [...] libro, mi azzarderò a far scoccare tra loro una [...] che potrebbe anche[...]
[...]olano, [...] un motore robusto. Infatti la tesi di Asor Rosa [...] decolla. Come è nella logica [...] scava sotto la superficie non si lascia [...] folate di vento. Proviamo adesso a seguire [...] della farfalla. [...] difficile definire il libro di Manganelli. Esso non è comunque [...] un flusso di coscienza, o forse di [...]. /// [...] /// Una prima parte ricorda [...] obliquo e onnivoro dei Sogni di Quevedo. Nella seconda, più breve, [...] dialogo socratico e una serie di parabole [...] concretezza e a[...]
[...]ulla [...] doppia e retrattile dell'amore, insidiato [...] dalla finzione del proprio oggetto [...] dalla fuga perpetua. [...] casa dove tutte le sedie [...] sedute Con la [...] analisi intelligente Asor Rosa [...] chia la regione in cui [...] muove Manganelli, tentando di [...] con un guizzo finale. Ma [...] esclude che [...] possa essere sorvolato e [...] la dimensione stessa della vista e del [...]. La scienza può servirsi [...] illuminare le cose, ma non può pretendere [...] luce. La realtà dell'amore[...]
[...][...] illuminare le cose, ma non può pretendere [...] luce. La realtà dell'amore (e [...] attiva, e quindi non oggettivabile. Conclusione possibile: se anche [...] la politica ha fallito il socialismo, a [...] risparmiare la felicità. Il monologo di Manganelli [...] quelle torrenziali allegorie nelle quali materiali asimmetrici [...] forzati alla simmetria e alla congruenza dallo [...] sillogismo barocco. [...] del giudizio corregge [...] della realtà. Tutto torna, anche se [...]. La geometria [...] si ve[...]
[...]orna, anche se [...]. La geometria [...] si vendica [...] inerte e pesante disordine [...] la convertibilità di tutto in tutto, schiodando [...] loro identificazione con se stesse, sottraendo peso, [...] al mondo (almeno ad una dimensione del [...]. Manganelli suggerisce, per contrasto, [...] suo procedere: ciò che è sé e [...] cioè che è sé a tutto tondo, [...] la casa ermafrodita », dove « tutti [...] addormentati, tutti i piatti mangiano e le [...] ». Perciò, rivolgendosi [...] inde, finibile e indefin[...]