Brano: Delicato e trasparente come [...] Verde acqua, della scrittrice fiumana Marisa Madieri, [...] vita di Claudio Magris scomparsa a Trieste [...] di sei anni fa, è il diario [...] una separazione difficile, quella dalla propria terra [...] ansie di una ragazzina di fronte [...] faticoso nel paese di [...] perdute [...] e [...]
[...]] non ebbe in quegli anni [...] sommessa, come sommesso era [...] racconto che racchiudeva con pudore [...] sue pagine. Adesso a distanza di [...] la scrittrice se ne è andata lasciando [...] apprezzata e amata un traccia di tristezza, [...] brevi romanzi si sono imposti sia in Spagna, [...] una duplice edizione hanno creato un caso [...] Francia, che li ha accolti con uguale [...] Germania, che in ottobre pubblicherà [...] in tedesco. Questo riconoscimento pieno [...] europeo premia la validità di [...] scrittrice di [...] che con le sue pagine [...] di tenerezza e di forza e con i suoi [...] privati ha compilato un capitolo di stor[...]
[...]i protagonisti raccolte in anni di ricerche, [...] secolo di attività del movimento. [...] di tempo scelto dalla [...] 1919, quando ancora in ambito dadaista inizia [...] posizione teorica che André Breton espliciterà poi [...] la pubblicazione del «Manifesto del Surrealismo», fino [...] in cui, poco dopo la morte di Breton, [...] 1966, si giunge allo scioglimento del gruppo. Traduttrice e studiosa di [...] Paola Dècina Lombardi ha già al suo attivo [...] numerosi saggi dedicati al Surrealismo, tra[...]
[...]onieristico di Breton che [...] humour nero» (Torino 1996). Lessi il Gattopardo al [...] edizione, nel [...] e riconosco oggi (ma [...] allora) che era stata (era) una lettura [...] di condizionata da pregiudizi). Eravamo allora impegnati in [...] romanzo che, [...] al modello ottocentesco, rifiutava [...] «la marchesa si alzò alle cinque» e [...] contenutistica, fondata [...] precisione del dato di [...] formale che più drammaticamente rispondeva alla instabilità [...] della realtà contemporanea. [...]
[...]roponeva la mitologia del [...] celebrava le «gesta». In più (forse) non volevo [...] scomodato nei miei convincimenti [...] a rischio di una smentita. Oggi a [...] di distanza, quando i [...] in una più composta luce) e le [...] spente, riprendo in mano il Gattopardo anche [...] nuova (e definitiva) edizione curata da Gioacchino Lanza Tomasi [...] ed erede [...]. Lo leggo con vero [...] a dimenticare le piccole angosce quotidiane allo [...] una volta quando da ragazzo leggevo (ahimé [...] testi de[...]
[...]o Lanza Tomasi [...] ed erede [...]. Lo leggo con vero [...] a dimenticare le piccole angosce quotidiane allo [...] una volta quando da ragazzo leggevo (ahimé [...] testi della grande narrativa [...]. Quel piacere è fatto soprattutto [...] per [...] mano di scrittura con cui [...] descrive il personaggio del Principe e [...] con cui ne controlla la [...] nonostante [...] (non solo fisica) della [...] (del principe) figura e la [...] travolgente complessità. Don Fabrizio Principe di Salina [...] com[...]
[...]zione non so se accettata ma certo [...] fatalità. Più che conservatrice la Sicilia [...] antica e in quanto tale ritiene usurpatrice [...] continua a rifiutare (a non riconoscere) anche [...] a subire. Così accadde al tempo [...] alla quale [...] rimaneva (e rimane ancora) [...] paese ligio a un proprio codice (di [...] di norme a difesa della propria autonomia [...] con la struttura gerarchica (vorrei dire monarchica) [...]. Né a questa sorta [...] sottraeva allora [...] del luogo (che tuttavia [...] locale [...]
[...][...] non nasconde di ritenere [...] una sciagura inevitabile (che trascinerà [...] il suo nome e la [...] famiglia) e pur tuttavia (nel [...] sopportabile nel convincimento [...] dal nipote) che «tutto deve [...] perché nulla cambi». A pregio del romanzo è [...] tale cupa immobilità, la pesantezza di una realtà (di [...] paese) in cui non vi è altra opportunità che [...] morire, viene affrontata e risolta [...] con spregiudicata leggerezza, forte di [...] scrittura robusta ed elegante che si apre [...]
[...]ssi. Ma è proprio [...] mentre mi beavo di [...] e (mi stavo) preso dalla fascinazione del [...] una sensazione di fastidio, come di sazietà [...] caduta di ogni appetito. E non tardo a [...] convinzione che mi preme con forza, che Tomasi [...] un romanziere è un elegante prosatore. Per lo scrittore siciliano [...] che una ricerca, [...] di conoscenza è un [...] dato già concluso che Tomasi riveste di [...] avvolge in superbi tessuti. La realtà è una sorta [...] calco non in quanto il riferimento è[...]
[...]gi importanti (Don Fabrizio [...] Salina e il nipote Tancredi) e trascura [...] gli altri. È mai possibile (e credibile) [...] di fronte alle pene [...] della figlia Carlotta [...] per incarico di lei in [...] urgente dal gesuita di casa, il padre rimane indifferente [...] nemmeno sconcertato al punto da opporre un vero e [...] fin de non [...] Certo il principe sa, nella [...] lucida lungimiranza, che un destino di morte (di estinzione) [...] in agguato per sé e [...] famiglia (e casato) e valoriz[...]
[...]no di morte (di estinzione) [...] in agguato per sé e [...] famiglia (e casato) e valorizza [...] lungimiranza [...] del senso della (assoluta) inevitabilità. E dunque ritiene il [...] ogni risposta alla figlia neppure di conforto) [...] più propria manifestazione della [...] fatale grandezza. Ma ciò che non si [...] non rilevare è la totale complicità [...] che non aiuta il suo [...] a problematizzare quella inevitabilità (a [...] un contenuto di conoscenza) in [...] da [...] come scoperta e non [[...]
[...]ia negazione [...] autorità ed esaltazione del principio di piacere. Prima di [...] trasformare il mondo, però, occorre [...] se stessi e ciò è possibile solo attraverso la [...] del sé. Ecco perché il Surrealismo [...] quello che è veramente [...] umano. Freud aveva paragonato la [...] iceberg, del quale conosciamo solo un decimo. I Surrealisti hanno cercato [...] luce i nove decimi sommersi, di [...] la grande importanza attribuita [...] perché il sogno rivela [...]. Il percorso espositivo si [..[...]
[...]ande importanza attribuita [...] perché il sogno rivela [...]. Il percorso espositivo si [...] Giorgio de Chirico, il pittore metafisico salutato inizialmente [...] Surrealisti [...] un precursore della loro poetica, poi detestato [...] classica e romantica impressa alla [...] pittura. È nelle sue opere degli [...] dieci che i Surrealisti scoprono il senso [...] il presagio, [...] insolito di oggetti familiari, [...] a «scoprire il demone in [...] cosa». Per questo nella famosa [...] Man Ray, che nel 1924 immortala la nascita [...] Surrealismo, [...] Chirico figura al centro del gruppo e [...] si trova alle spalle di Breton, il [...] lui, e nel fratello Savinio, i fondatori [...] mitologia. Il fulcro della mostra [...] da un cospicu[...]
[...]ruose, con una forza e [...] particolari, come si vede [...] in gesso dalle quali prende vita il [...]. Si incontrano poi i [...] Breton, la Boîte di [...] sorta di mini museo [...] creazioni, che ricorda la valigetta di un [...] opere di [...] e di Man Ray, [...] Raggio [...] da Schwarz «alchimista dei sogni». Il percorso continua poi [...] Tanguy, Mirò, Giacometti, Matta, [...] e [...]. Più si prosegue nella [...] ci si convince di ciò che Schwarz [...] che non esiste uno stile surrealista, ciasc[...]
[...]] legata, o della tedesca [...]. Le altre artiste, tutte [...] personalità, sono la spagnola Remedios Varo, la [...] Elsa [...] e Jacqueline [...] che fu moglie di Breton. Conclude la mostra la [...] ai [...] ossia a quei disegni [...] artisti a più mani su uno stesso [...] modo che ciascuno prosegue il disegno [...] senza conoscere la parte [...]. Un gioco per innescare [...] di immagini, caposaldo della poetica surrealista. Ma tornando [...] iniziale, se il Surrealismo [...] tutto la teorizzazion[...]