Brano: [...]offendeva più [...] pazze. Per fare quello che [...] che continuiamo a fare, dobbiamo essere un [...]. La follia è importante. A volte sono proprio [...] ai bambini, quelli che dicono la verità». Sono le parole di [...] de Bonafini, presidente delle Madri [...] Plaza de [...] un gruppo di donne, [...] ad assistere [...] dei figli senza porsi [...] nel rispetto delle autorità costituite che, dopo [...] del 24 marzo 1976, ebbero il coraggio [...] dittatura e conquistare la piazza, decise a [...] scompa[...]
[...]o [...] vita, di fronte al [...] storica marcia che continuano da ventotto anni, [...]. Mentre, secondo il pervasivo [...] cui la nazione si trovava davanti al [...] dei «sovversivi», le vittime venivano trasformate in [...] della stessa società, le Madri di Plaza [...] erano segnate a dito [...] terroristi. Proprio [...] del racconto, della manifestazione [...] della rabbia, il [...] loro le spalle dei [...] degli stessi parenti, le [...] in un collettivo che, [...] il mondo si squadernava facendosi[...]
[...]to il mento, delle fotografie dei [...] petto, seppero inventare varchi con il proprio [...] far sapere al mondo quello che accadeva [...] che voleva invece mostrarsi, ben diversamente da [...] cileni di Pinochet, capace di una transizione [...]. Le Madri che non [...] neppure quando il regime sequestrò e uccise [...] che avevano dato vita al gruppo continuarono [...] anche dopo la caduta del regime, mentre [...] pur di chiudere sbrigativamente i conti con [...] e i suoi responsabili, promulgavano le[...]
[...]ulgavano leggi assolutorie [...] offrivano risarcimenti economici sempre più cospicui alle [...] a dichiarare morti i [...]. Rifiutando una pacificazione che [...] dei genocidi e affermando che la vita [...] con il denaro ma con la giustizia, [...]. Madri non più dei [...] simbolicamente di tutti i trentamila scomparsi, fecero [...] forza capace di [...] in vita per sempre, [...] gli assassini e i [...] ancora comodamente annidati nelle [...]. Dopo [...] vissuto [...] abissale che le ha tenute [...] [...]
[...]mila scomparsi, fecero [...] forza capace di [...] in vita per sempre, [...] gli assassini e i [...] ancora comodamente annidati nelle [...]. Dopo [...] vissuto [...] abissale che le ha tenute [...] quasi [...] in presenza della morte senza [...] le Madri di Plaza de [...] hanno fatto del [...] vita un potere irrevocabile. Ma chi erano, le Madri, [...] la storia si abbattesse su di loro, [...] Benché la prima parte delle loro esistenze [...] il matrimonio, la nascita [...] fosse svolta tra gli anni Venti e [...] Sessanta in un paese dove ogni tentativo di [...] vita difficile, represso da c[...]
[...]o chi è Antigone». Il corpo che il [...] seppellito nella cerchia delle mura sarebbe diventato [...] i trentamila [...]. Ora che il mondo [...] e che il nuovo [...] Kirchner, nel suo primo discorso davanti alle Nazioni [...] dichiarato «figlio delle Madri di Plaza de [...] continuano a [...] nella loro Casa nel [...] Buenos Aires, dove tutti i giorni tengono riunioni, [...] nipoti e degli acciacchi, ricevono personaggi pubblici [...] Chávez a Bono degli [...] che ha dedicato loro [...] da Danielle [.[...]
[...] premio Nobel per la pace [...] giovani che vengono da tutte le parti [...] ascoltare dalla loro viva voce il racconto [...] inaudita. Da lì guardano come [...] ragazzi e le ragazze che frequentano i [...] da docenti argentini e [...] popolare delle Madri di Plaza [...] aperta cinque anni fa [...] un lascito di vita e di libertà. Quella che adesso si [...] stampa è una madre di [...] anni. Stiamo mettendo molte cose [...] è chiaro, dobbiamo stare al passo con [...] tutto questo è inamovibile, resta, [...]
[...] chiaro, dobbiamo stare al passo con [...] tutto questo è inamovibile, resta, e dimostra [...] fa quello che vuole e quello in [...] quando sogna, nonostante possa avere molti anni [...] molto, [...] sii felice, puoi, cammina [...]. Questo siamo noi Madri». [...] dei tragici eventi in Uzbekistan [...] ai lettori, ma anche a chi deve [...] un libro fresco di stampa del mio [...] Giorgio Messori: Nella città del pane e dei [...] (Diabasis). Fa sempre bene, anche [...] occupa di politica, leggere le tes[...]
[...] della [...] futuro» che si tiene oggi a Milano (Spazio [...] via V. /// [...] /// Al convegno parteciperà tra [...] de Bonafini presidente [...] de Plaza de [...]. [...] de Bonafini è nata in Argentina nel 1928. È stata tra le [...] che riunisce le madri argentine che da [...] tutti i giovedì in piazza per denunciare [...] figli [...] durante la dittatura militare. Presidentessa [...] dal 1979, [...] ha girato tutto il [...] e partecipando a conferenze e manifestazioni. Si riferiva soprattutto [...][...]