Brano: [...]zato [...] «I zanni». Tre gli interrogativi da [...] prenderà spunto: cosa è la violenza, in [...] e nuove si manifesta e come [...] nei diversi contesti. Agostino Lombardo Per delineare [...] mio parere assai rilevante della personalità di Giovanni Macchia, [...] ricordare un dato esterno, «accademico», che forse [...]. Il fatto, cioè, che Macchia [...] tra i «fondatori» della Storia del Teatro [...] Spettacolo come insegnamento universitario e che tale materia [...] di Roma, insieme alla [...] letteratura francese, per molti [...] una scuola di cui fan parte i [...] di un campo ormai, ma non[...]
[...] quel Teatro Ateneo che è [...] più importanti teatri universitari italiani, un vero [...] per numerosi attori e registi, così stabilendo [...] tra teatro e università prima inesistente. Il teatro insomma è stato [...] componente essenziale [...] di Macchia. Ma se questo è [...] tangibile dei vincoli che legano Macchia al [...] espressione di essi si ha, naturalmente, [...] critica. E tanto, anzi, che [...] ripercorrere [...] cammino di un critico [...] il teatro è terreno privilegiato di indagine: [...] Vita e avventura e morte di Don Giovanni, Il [...] di Moliér[...]
[...]dal Medioevo [...] non solo come «testo» ma come spettacolo [...] completa quanto varia, tanto suggestiva quanto illuminante. E certo va detto [...] di visione del fatto teatrale che è [...] della critica novecentesca deve moltissimo al lavoro [...] Macchia [...] questo squisito letterato che ha sempre letto [...] teatro e non come letteratura, sempre ha [...] su un reale o immaginario palcoscenico, sempre [...] parole scritte sulla pagina la voce [...] sempre le ha sentite [...] su una scena davanti a[...]
[...]..] mettere in luce [...] è che questo intenso [...] rapporto si esprime anche in termini, se [...] certo meno espliciti, e cioè alimentando e [...] che proprio attraverso una sorta di osmosi [...] quella suggestione e quel movimento che fanno [...] Macchia [...] dei maggiori saggisti del Novecento. Già basterebbe [...] frequentissimo di termini legati [...] quando il teatro non è oggetto di [...] «recita», «attori», «gesti» sono parole spesso usate [...] Macchia [...] quando scrive di romanzieri e poeti. Se tutte le arti, [...] musica, contribuiscono a questa scrittura in miracoloso [...] e complessità, trasparenza e mistero, plasticità e [...] è quella che vi contribuisce di più. E non solo con i [...] ter[...]
[...] esperienza [...] poeta tragico [...] improvvisamente abbandonava, e ancor di [...] il silenzio del poeta lirico, esperienza interrotta perché, come [...] egli non poteva [...] dietro a una musa che [...] sfuggiva». È un brano in [...] «teatrale» di Macchia non potrebbe [...] più chiaramente. Il Manzoni non quello [...] il poeta e drammaturgo [...] trasformarsi in romanziere diventa personaggio. La lettura critica si [...] cui il protagonista è appunto il romanziere [...] suo lavoro, i suoi problemi, l[...]
[...]gonista è appunto il romanziere [...] suo lavoro, i suoi problemi, le sue [...]. Ma di questo metodo, [...] fin totalizzante col teatro si veda un [...] su Mazzarino e la solitudine del potere [...] Breviario attribuito al Cardinal Mazzarino porge a Macchia [...] occasione per trasformare la [...] pagina in palcoscenico e [...] in personaggio. Ed ecco allora che Mazzarino [...] nella [...] vitalità e furbizia ma [...] solitudine di «personaggio»: «È superbamente descritta in [...] solitudine del politi[...]
[...]...] persona cui si vuol nuocere cada nella [...]. La lotta è allora [...]. [...] non si ha alcuna [...] i colpi più bassi e più vili. È come se stessimo [...] dove lo spettatore attende con ansia la [...] della vendetta». Ma non basta: poiché [...] Macchia, «di questa illusione che è il [...] nella [...] finzione incarna idee, pensieri, [...] e si muove e si nasconde e [...] ecco che Mazzarino è visto anche come [...] anzi «un grande attore. Per la [...] agilità fu salutato come un Trivellino. [...] d[...]
[...]te [...]. E si potrebbe seguitare [...] non premesse ribadire, piuttosto, che il metodo [...] capacità di [...] vita concreta, plastica, e [...] sentimenti, alle idee, alle immagini di un [...] strumenti del teatro, sostengono [...] opera critica di Macchia, [...] letteraria in una grandiosa recita, in una [...] di cui noi lettori diventiamo il pubblico [...] la [...] critica (che rimane sempre [...] esattissima) in una espressione critica che è [...]. Non è però soltanto la [...] la fisicità del teatr[...]
[...]di [...] il cui strumento è [...] a [...] la forma che più sottende [...] critica. Ma è anche e [...] teatro in quanto illusione, ambiguità, assenza di [...] quale Amleto lo incarna (e infatti Amleto, [...] Shakespeare, appare spesso nelle pagine di Macchia). Così leggiamo nella Introduzione [...] Mito [...] Parigi, a proposito di [...] «il maestro del dubbio»: [...]. Il dubbio può essere [...] per arrivare alla verità». Ed è da questo [...] il teatro sospeso tra realtà e illusione [...] la visione di [...]
[...]). Così leggiamo nella Introduzione [...] Mito [...] Parigi, a proposito di [...] «il maestro del dubbio»: [...]. Il dubbio può essere [...] per arrivare alla verità». Ed è da questo [...] il teatro sospeso tra realtà e illusione [...] la visione di Macchia è alimentata e [...] stupisce il suo interesse per Pirandello). Macchia non ha dogmi, [...] certezze, non impone schemi alla [...] materia ma, al contrario, [...] schemi. Così ad esempio Il Paradiso [...] Ragione vuole liberare la letteratura francese dagli schemi [...] si annidano in [...] «paradiso». E [...] dei Merid[...]
[...]enza [...]. Ma se il teatro [...] deputato [...] di certezze, esso è [...] concreto simbolo della precarietà della vita, [...] vicenda che si conclude [...] del sipario, quella del personaggio. E la centralità del [...] e nella scrittura di Giovanni Macchia io [...] soprattutto trovata [...] nel senso costante della [...] morte che incrina e insieme arricchisce la [...]. Quella «poetica della malinconia» [...] Macchia, [...] uno dei suoi primi, grandi libri, scopriva [...] Baudelaire [...] anche la [...]. E tanto più che [...] della morte si rivela anche la [...] natura di uomo del Sud [...] Sud mai dimenticato e anzi sempre cercato non [...] memoria di Trani o n[...]