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Il vocabolo Lukacs si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 763 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...]ase della forza di un [...] verità. La Francia, profondamente scossa [...] affaire », è uscita rafforzata dalla crisi [...] i generali aveva portato il paese [...] della rovina. E questa forza le [...] verità a dispetto dei giuramenti falsi e [...]. Lukàcs e la [...] notevole interesse appare la [...] « marxismo e religione » scritta dal [...] Lukàcs alla professoressa tedesca Renata [...] e ora pubblicata con [...] volumetto « Il marxismo nella coesistenza » (Editori Riuniti). Sostiene giustamente il Lukàcs [...] senso si può parlare di identità tra [...] perché « nei loro rapporti concreti, sia [...] che in quello sociale, domina [...] ». Infatti mentre per i [...] uomini stessi a fare la loro storia, [...] sente continuamente confrontato con [...] tr[...]


Brano: [...]osa che [...] trama della vita stessa, e [...] per dare [...] il suo senso e [...]. Per questo, come ha [...] e Benjamin e come [...] Brooks, [...] implica quella conoscenza della morte che ci [...] vita, una fine che conferisce ad ogni [...] senso. Lukàcs ne [...] e le forme» (Se, 1991), [...] di dare [...] al problema poesia e filosofia [...] il «saggio». La forma è anche [...] di fronte al saggio e che diventa, [...] il suo destino. La forma è la [...] grande esperienza». Ma nessuno dei grandi [...[...]

[...]e [...] e le forme» (Se, 1991), [...] di dare [...] al problema poesia e filosofia [...] il «saggio». La forma è anche [...] di fronte al saggio e che diventa, [...] il suo destino. La forma è la [...] grande esperienza». Ma nessuno dei grandi [...] Lukàcs si è limitato alle forme delle [...]. Il saggio si pone [...] di una duplice esperienza del mondo: quella [...] e quella che è fuori [...]. La [...] forma [...] questa duplicità che attraversa [...] e diventa il destino [...] proiettato verso il mon[...]

[...]o verso il mondo e [...] tempo stesso verso le forme in cui il mondo [...] si dà come una sorta di paesaggio. È questa [...] duplicità che fa sì [...] renda visibile [...] che si mostra nelle [...] nascondono nella struttura delle opere, come scrive Lukàcs [...] «La teoria del romanzo» (Pratiche, 1994). Il saggio ci mostra [...] fragilità, la necessità del mondo a rimandare [...] di se stesso», scoprendo dunque che sotto [...] vi sono «tutte le [...] abissi che la situazione storica porta con [...] es[...]


Brano: [...]letteraria [...] ventennio, anziché segnare [...] del realismo socialista che [...] uomini del primo congresso degli scrittori sovietici, [...] sorti in modo tale che esso durerà [...] risollevarsi e a servire da guida agli [...]. Anche in filosofia Lukàcs [...] nella [...] un solo discepolo: Wolfgang [...]. Ben maggiore popolarità ebbe [...] di Ernst Bloch. Ciò ha in prima [...] o individuali (il fatto che Bloch insegnava [...] università ed esercitava un notevole ascendente sui [...] Lukàcs era noto solo attraverso le opere), [...]. [...] alquanto ambiguo [...] ausilio Mayer lo ricevette dalla [...] di Joachim [...] der [...] XX [...] (in « [...] der [...] ». /// [...] /// [...] una buona stroncatura [...] di Hans [...] der [...] suppl[...]


Brano: [...]e " [...] sparsa la voce che il cardinale [...] aveva di nuovo attraversato [...] recarsi in Ungheria, per [...] . La notizia è stata [...] inviato del Vaticano avrebbe avuto oggi un [...] Budapest con le autorità ungheresi. [...] morta la moglie di Lukàcs BUDAPEST, 7 . [...] morta a tarda età [...] Lukàcs, moglie del noto [...] ungherese, [...] Lukàcs. I lavoratori italiani, [...] non nascondevano che questa [...] voto sarebbe stato contro il partito e [...] li costringono a vendere le loro braccia [...] a migliaia di chilometri dalle loro famiglie. Sempre gli stessi voi [...] la risposta. Prima [...]


Brano: In entrambi però [...] parola è la stessa « [...] » e « mori! In entrambi il [...] meno della rispettabilità e [...] come suggello la morte immediata o prossima; [...] scrittore tedesco troviamo delle implicazioni più complesse [...] da Lukàcs che cosi [...] il Thomas Mann scrittore [...] addirittura [...] un critico della società [...] acuto del Mann pensatore. Non molto prima dello [...] egli crea il prototipo di quel « [...] da lui vagheggiato: [...] della novella La morte [...] Venezi[...]

[...]cossa per mettere in libertà il mondo [...] caos bestiale e barbarico che era stato [...] artificialmente soffocato, ma non inteso e superato [...]. Le sudicie onde di [...] richiudono sul suo capo e infrangono senza [...] barriera del « contegno » (Lukàcs, p. Venezia e Napoli, quindi, [...] « il mondo psichico sotterraneo » in [...] Conrad la più vasta categoria di « Oriente [...] quale [...] inserisce la Napoli di [...] Il [...] ») è proprio quella [...] libero corso alla più sfuggente problematica [...]


Brano: [...]dagliare la vita privata dei politici, [...]. Se non [...] nel giornalista! A differenza [...]. /// [...] /// Nel recensire su «Repubblica» [...] Francesco [...] Alberto Asor Rosa negava [...] come «Il Gattopardo» si potesse elogiare usando [...] di Lukàcs. Infatti, dice Asor, la [...] da Tomasi, non era una forza [...] mentre la grande narrativa [...] Lukàcs verteva sulla grande borghesia progressiva di [...] era [...]. Ma quello di Asor [...] del [...] che è attratto piuttosto [...] cigno della [...] e in generale dal [...] romanzo su base storica: in Mann come [...] Balzac. I richiami al [...] in Lukàcs sono solo di [...]. Valeva per lui più il [...] che non il [...]. Perciò il Gattopardo, vero [...] un vero [...]. In tutto e per [...]. /// [...] /// Stucchevole polemica quella sul Garin [...] e poi marxista, dilagata sul «Corriere della [...]. Nel[...]


Brano: [...]i della propria storia [...]. Così ci troviamo di [...] soluzioni divergenti ed al tempo stesso drammatiche: [...] la morte del romanzo divorato dalla civiltà [...] che prospetta soltanto alcune [...] lavoro; ed ambedue evitano di proposito il [...] Lukacs: « La composizione romanzesca è una fusione [...] eterogenei e discontinui chiamati a costituirsi in [...] sempre rimessa in questione. Il romanzo è la [...] matura. E poi: « [...] dello scrittore è la [...] epoche senza Dio: [...] costituisce [...][...]

[...]manzesca è una fusione [...] eterogenei e discontinui chiamati a costituirsi in [...] sempre rimessa in questione. Il romanzo è la [...] matura. E poi: « [...] dello scrittore è la [...] epoche senza Dio: [...] costituisce [...] del romanzo ». E per Lukacs, si [...] nostalgia per il grande romanzo [...] in particolare per [...] come osserva [...] « Il romanzo si [...] una struttura dialettica caratterizzata dal fatto che [...] univoco: nè [...] problematico che cerca i [...] un mondo inautentico e deg[...]


Brano: [...]anto di procedere contro [...] di chiudere i conti con la realtà [...] il passo alla mente [...] stesso. E perciò il limite [...] procedimento, con mezzi formali tratti dalla « [...] » è dato proprio dalla « qualità [...] procedimento: per [...] con Lukacs, la perdita [...] e [...] superiore dello scrittore diventa [...] perdita della dimensione letteraria. E però ci avviamo [...] della nostra analisi sul romanzo contemporaneo: ci [...] esperienza oggettiva del « [...] come decadenza e conseguenza al [...]

[...] avviamo [...] della nostra analisi sul romanzo contemporaneo: ci [...] esperienza oggettiva del « [...] come decadenza e conseguenza al tempo stesso [...] degli strumenti formali, dopo di che sarà [...] fila del discorso (appunto anche con [...] di Lukacs che sul [...] scrìtto saggi, come si sa, di fondamentale [...] di un orientamento che tenga conto sia [...] romanzo [...] che dell'arco di esperienza [...] dei problemi culturali della [...] oggi. /// [...] /// E però ci avviamo [...] della nostra a[...]

[...] avviamo [...] della nostra analisi sul romanzo contemporaneo: ci [...] esperienza oggettiva del « [...] come decadenza e conseguenza al tempo stesso [...] degli strumenti formali, dopo di che sarà [...] fila del discorso (appunto anche con [...] di Lukacs che sul [...] scrìtto saggi, come si sa, di fondamentale [...] di un orientamento che tenga conto sia [...] romanzo [...] che dell'arco di esperienza [...] dei problemi culturali della [...] oggi.


Brano: E dopo, nulla è [...] prima». Lo sostiene Agnes Heller, [...] più famosa di Georgy Lukács, [...] della diaspora della scuola di Budapest, esponente del radicalismo [...] che ha prodotto la «teoria dei bisogni» e oggi [...] alla New [...] di New York. Ma per parte [...] è tornata a insegnare filosofia [...] di Budapest. Al tempo in cui ru[...]

[...]e allora?» Annamaria Guadagni [...]. Il [...] è tornato di moda. [...] accanto una [...] a Parigi. Sotto, la filosofa ungherese Agnes Heller [...] controrivoluzione [...] La filosofa ungherese Agnes Heller [...] nel 1929. Allieva e collaboratrice di Lukacs, [...] in odor di eresia negli anni Sessanta, [...] definitivamente espulsa [...] delle scienze nel 1973. Dal 1978 ha vissuto e [...] in Australia; oggi è tornata a insegnare nel suo [...] oltre che alla New [...] di New York. Tra le sue opere: [...[...]


Brano: [...]al Faust di Goethe [...] del 1965 resta ancora oggi [...] punto fermo nella sterminata bibliografia goethiana. E così, con la [...] autorevolezza, aveva presentato in Italia autori come Thomas Mann, [...] Brecht, Robert Musil, Walter Benjamin, [...] Lukács, Peter [...] e molti altri ancora [...] bellissimo saggio premesso alle opere di Primo Levi). Erano i tempi di [...] con la casa editrice Einaudi, con cui [...] aveva iniziato a lavorare [...] di gavetta nella libreria Aldrovandi a Milano. Della Ein[...]

[...]li e offre agli altri [...] sue scoperte, anche al di là del [...] di vista. E senza di lui [...] intellettuale sarebbe oggi sicuramente più povero. Certo, per molti anni [...] si è servita per [...] degli strumenti che gli offriva il marxismo [...] Lukàcs. Rispetto [...] (o a ciò che [...] egli nutriva le perplessità di chi la [...] un sintomo di processi sociali destinati ad [...]. Ma ciò non gli impediva [...] cogliere il valore estetico [...] più lacerata del Novecento. Volentieri [...] assumeva i[...]

[...]condusse ad [...] se il suo spirito critico lo indirizzò a preclusioni [...] non comprensibili, ciò avvenne sempre con una onestà intellettuale [...] che non aveva paura di ammettere di [...] sbagliato. Così quando, alla fine [...] Sessanta, lascerà Lukács per Adorno, avrà il coraggio [...] le proprie posizioni. E in una lettera al [...] Peter [...] una [...] «scoperta»), scriveva di non riconoscersi [...] nelle posizioni espresse nella introduzione scritta per [...] italiana della Teoria del dramma [[...]


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