Brano: [...] POLEMICHE [...] PRO E CONTRO IL «MANIFESTO» IN DIFESA [...] Torna la disputa sulla [...] Resistere alle parole del cambiamento è da «reazionari». /// [...] /// Consolo: ma [...] non può azzerare la memoria [...] LELLO VOCE Il «Manifesto della Bella Lingua» di Consolo, Manconi e altri intellettuali e parlamentari (basterebbe [...] a [...] una lingua «bella»?) è segnale [...] clima profondamente restaurativo che si respira nella cultura italiana, [...] di là delle intenzioni dei promotori. La crociata contro il supposto [...] da «basic [...] in un mondo in cui [...] riguarda addirittura il codic[...]
[...]che ricopre [...] a dare conto dei mutamenti [...] del reale. Per altro verso, la [...] molti intellettuali (da [...] a Sanguineti, da Vertone [...] Nove, [...] Arbasino) non fa che confermare [...] del problema: il fruttuoso, [...] «questione della lingua», mai interrotto e fondamentale [...] patrie lettere, che, in assenza di Bibbie [...] nazionale e a causa di [...] (mi si scusi il [...]. Ma dico cose già [...]. Meglio andare al cuore [...]. Certo, la lingua cambia, [...] mescola con altre lingue e non credo [...] imbarbarimento, ma, fosse pure così, come sostengono [...] a cosa servirebbe un [...] torre [...] lingua ricca e perfetta, [...] più parla e che pochissimi comprendono? E [...] chiedere, a fronte della globalizzazione, inevitabilmente anche [...] della diversità (la lingua italiana) per poi [...] che strilla scandalizzato a [...] Povero [...] chissà cosa ne avrebbe [...]. E i dialetti e [...] poi? Il manifesto non mi pare che [...] la gente sì che continua a [...] sia pure sotto forma [...]. Che si fa? Aboliamo la Tv [...]
[...]che ciò che non fu capace di fare [...] Gran Lombardo, né col suo romanzo, né col suo [...] di politica linguistica, [...] lo ha fatto la Tv, [...] non solo col maestro Manzi. Se oggi [...] può contare realmente su [...] Gramsci avrebbe definito una lingua [...] che ci piaccia o [...] anche [...] aggeggio catodico, tanto quanto [...] di strafalcioni e corbellerie [...] che poi influenzano certo [...] proprio tutti, visto che [...] tanto per usare un [...] certo assente negli Atti parlamentari, né nell[...]
[...]e reale, ma come [...] Perché, invece di recriminare [...] e cliccare, non ci si impegna affinché [...] sia capace di stabilire un rapporto proficuo [...] i poeti e i letterati? Chissà che [...] per statuto, deve tenere «in esercizio la [...] questa lingua deve [...] ma pur la ricrea, [...] magari goffamente, alle proprie [...] possa venire qualcosa di buono. Che poi un cantautore [...] De Gregori, decida di firmare un Manifesto come [...] stupefacente. Povero Francesco, tra Letterati Laureati [...] A[...]
[...] si duole [...] stato [...] a colonizzare le lingue [...]. Perché fan, che viene [...] Un presidente del Consiglio non può essere fanatico. E in italiano abbiamo [...]. Riattizzata da un manifesto [...] professori e deputati di ogni colore, la [...] lingua allunga la [...] ombra sul principio di [...]. Firmatario del manifesto divulgato [...] «La [...] lingua», Vincenzo Consolo, scrittore siciliano trapiantato a Milano, [...] ragioni di chi vede la lingua in [...]. Ma aggiunge sconsolato: «Nella [...] può ottenere molto». Storia vecchia, antica, quella [...] di inesauribili polemiche. Andando a ritroso nel [...] imbatte addirittura in Dante. Che, spiega Consolo, «è [...] riflettere sui problemi della[...]
[...]in [...]. Ma aggiunge sconsolato: «Nella [...] può ottenere molto». Storia vecchia, antica, quella [...] di inesauribili polemiche. Andando a ritroso nel [...] imbatte addirittura in Dante. Che, spiega Consolo, «è [...] riflettere sui problemi della lingua. E a individuare due livelli [...] una lingua di primo grado, quella che apprendiamo [...] infanzia, dalle persone che abbiamo [...] ed una seconda lingua, quella grammaticale. Dante conclude con un [...] più nobile è la lingua volgare, quella [...] nella [...]. È un racconto appassionato, [...] Consolo, che si snoda sul filo dei secoli. Parte dalla [...] Sicilia, «luogo di tante [...] tante dominazioni avevano lasciato diversi segni linguistici», [...] Dante e fa tappa al[...]
[...]parlava [...] panni in [...]. Segue una fase di frantumazione, [...] ribellione della Scapigliatura». E [...] accade qualcosa di importante, [...] si avvertono ancora oggi. Di fronte [...] innovazione linguistica, lui è [...] ritraesse; e scopre una lingua che si [...] appresso ma non ha frequentato. Una lingua che irradia [...] definizione di Pasolini. In cui abbassa il [...] ad un livello periferico. Senza però usare il [...] con Luigi Capuana; ma adoperando una lingua [...] mai stata scritta sino ad allora». Superata [...] forzata del fascismo, con [...] dannunziana («Lo stile ideale di tutti gli [...] italiana approda faticosamente al dopoguerra e imbocca [...]. /// [...] /// Con innesti dialettali sul [...] tos[...]
[...]a e [...] diverse, lo stravolgimento del codice centrale; ad [...] digressione, che conduce Pasolini ad impiegare il [...] Gadda opera con la polifonia dialettale. La neoavanguardia, invece, azzera [...] memoria letteraria. Con [...] radicale di una lingua assolutamente [...]. Alle soglie del terzo [...] ripropone i suoi dilemmi. [...] acritica, da parte di [...] di una lingua mediatica, quella preconizzata da Pasolini. Ma è una lingua [...] anni, è diventata rigida, si è impoverita, [...] degli apporti , degli arricchimenti della lingua [...] di cui parlava Dante, o della lingua [...]. [...] versante [...] di fronte a questa [...] dai media, un atteggiamento di nostalgia che [...] verso il dialetto, ma che non ha [...] spartire con la ricerca letteraria. Gli scrittori che battono questa [...] fanno come Bossi e i suoi segua[...]
[...]della [...] consumo». E [...] antidoto non sarà mica quello [...] di sguinzagliare per lo stivale legioni di maestrini dalla [...] rossa e blu? «In [...] Consolo, qualsiasi tentativo avrebbe sapore [...]. In Francia hanno tentato [...] degrado della lingua con delle leggi, senza [...]. Sono realista: non si [...]. E allora, come pensano [...] loro battaglia i firmatari del manifesto? [...] ambito della letteratura, ogni [...] con se stesso. Sul fronte della lingua [...] se si correggessero certe tendenze; se ci [...] più di attenzione, di vigilanza, da parte [...] responsabili della comunicazione: i giornalisti, i politici. Sarebbe bello se riuscissero [...] a non usare passivamente questa lingua che [...] nostra storia». /// [...] /// Sarebbe bello se riuscissero [...] a non usare passivamente questa lingua che [...] nostra storia».