Brano: [...] [...] beata dagli occhi sospirosi [...] e dal flebile corpo di zucchero filato, [...] del circolo parrocchiale. Antonio Del Guercio [...] RODOLFO MORANDI: [...] Trotta di [...] (19371945). Torino, Einaudi, 1958. /// [...] /// RODOLFO MORANDI: [...] Lettere [...] (19371943). Torino, Einaudi, 1059. /// [...] /// Non è facile fornire [...] critica di questi due volumi delle opere [...] Rodolfo Morandi. Non è facile per [...] temi che vi sono [...] per la ricchezza [...] ideologici e politici che [...] ma[...]
[...]..] posizioni stabilmente acquisite. Ma possiamo tuttavia comprendere [...] «passato» di Morandi: è infatti egli stesso [...] documenta rivolgendosi ad esso con animo distaccato [...] animo distaccato la lunga strada percorsa. Il primo dei due [...] lettere indirizzate al fratello dal giorno successivo [...] 1937) al periodo immediatamente precedente alla [...] liberazione (24 luglio 1943) [...] di [...] nei suoi trasferimenti nelle [...] Milano a quelle di Roma, da Castelfranco Emilia [...] Saluzzo. I[...]
[...]la fortuna di [...] da vicino, la maggiore [...] vera e propria è quella di conoscere [...] Morandi [...] di costatare una specie eli contrasto fra [...] più noto di pensatore e uomo [...] severo, asciutto, scarno fino [...] che invece adopera nelle lettere al fratello, [...] effuse fino al sentimentalismo. Muta la materia e [...] ma non si tratta soltanto di ciò. Il fatto è che [...] Morandi risulta assai più complesso di quello [...] sembra svolgersi su due piani diversi, come [...] di una propria [.[...]
[...]oltanto di ciò. Il fatto è che [...] Morandi risulta assai più complesso di quello [...] sembra svolgersi su due piani diversi, come [...] di una propria [...]. [...] egli stesso a rivelarci [...] segreto della [...] personalità, quando in una [...] lettere afferma che «noi abbiamo la sensibilità [...] la custodiamo in un carattere non sempre [...] duro che qualche volta ci fa torto [...] ritornare più volte sullo stesso motivo quando [...] timidità » che [...] sempre « posseduto », [...] costante in c[...]
[...]ta ci fa torto [...] ritornare più volte sullo stesso motivo quando [...] timidità » che [...] sempre « posseduto », [...] costante in cui permango, diviso tra [...] a realizzare e [...] critica che [...] dalle cose»; e ancora [...] delle sue ultime lettere: « Mi piace [...] misterioso lavoro che [...] compie». [...] questa soltanto la comune [...] studio che affronta [...] che esita a sommergersi [...] In realtà, se c'è in lui questo problema [...] in ogni intellettuale che divenga « politico [...] e [...]