Brano: Dice Rosa Rossi, nella [...] interessante prefazione alle Lettere al partito e [...] Camilla Bavera che anche nelle lettere al [...] non solo nelle lettere dal carcere e [...] abbracciano un arco di anni dal 1930 [...] percepisce che è una donna a [...]. Ora, mentre per le [...] questione è pacifica, non mi è sembrato [...] quelle ad Ercoli, a Grieco. O, per meglio dire, poteva [...] essere anche una d[...]
[...] a [...]. Ora, mentre per le [...] questione è pacifica, non mi è sembrato [...] quelle ad Ercoli, a Grieco. O, per meglio dire, poteva [...] essere anche una donna, nel senso che non ritengo [...] sia stata molta differenza [...] nel periodo cui le lettere [...] riferiscono ma anche dopo [...] fra un dirigente e una [...] del partito, [...] ì compiti, uguale [...]. Ognuno col suo carattere, [...] intelligenza, con il suo personale rigore. Si è detto tante [...] della donna [...] e certo Ravera era [..[...]
[...]gore. Si è detto tante [...] della donna [...] e certo Ravera era [...] campione di donna emancipata [...] raggiunta a contatto e [...] movimento operaio, non offriva molti spazi, almeno [...] direttamente politico, a momenti o a connotati [...]. Le lettere di [...] dirigente del partito in [...] estrema difficoltà e delicatezza, sono in questo [...] secche, asciutte, scarne, intelligenti, argomentate, scritte con [...] con un tono che sembrano non accettare [...]. C'è in esse la [...] ha dedicato al d[...]
[...] per [...] arrestato dalla polizia fascista. C'è un unico riferimento alla [...] condizione femminile: « Io [...] posso ancora resistere per qualche [...]. Il mio essere donna [...] e vi assicuro che sono e sarò [...] è nella [...] del 1. Da c [...] lettere al partito si impara [...]. La storia di quegli [...] per tutti [...] giovani e vecchi, compagni [...] e va ogni volta ripensata e rimeditata. La Ravera ci aiuta a [...] senza retorica. Di questo le siamo [...]. E colpisce il notevole [...] aveva ra[...]
[...]] /// Ecco quindi, un ripiegarsi, certo [...] sui sentimenti, sui rapporti [...] con i familiari, sulla vita [...] dei suoi, sulla quotidianità di una vita imprigionata, spesso [...] segregazione. Quindi una donna divisa in [...] da una parte, nelle lettere al partito, il dirigente [...] la figlia, la sorella, la [...]. Ala anche la donna [...] mai spavalda, che nessun carcere piò annientare. Ed è questo [...] più straordinario di questa [...] che raccoglie le sue lettere. Non c'è solo [...] come dice Rosa Rossi [...] la preoccupazione di non dare [...] suoi una immagine di sè che potrebbe ulteriormente [...]. Si sente, direi ad [...] suoi scritti, lo sforzo di una volontà [...] su se stessa per non cedere, sia [...][...]