Brano: [...] al culmine [...] (fino a proporre [...] tra la vita cortigiana [...] studio, tra le distorte corti terrene e [...] cielo», regno della giustizia e della «semplicità»): [...] anno di quel dialogo, [...] metteva a punto, confezionando [...] delle sue Lettere (era in assoluto la [...] in volgare a stampa che egli avrebbe [...] cinque libri), proprio [...] più ricca e compiuta [...] di rapporti personali, in cui avevano una [...] piano proprio i principi e le corti [...] erano rivolte molte di quelle lettere). Alla [...] polemica [...] si era in realtà accompagnata [...] fitta rete di esaltazioni e di aggressioni, di encomi [...] di [...] fronte [...] dei signori e delle corti. Un vero manifesto in [...] costituito da una lettera del 1537, in [...] «con[...]
[...]] riscattato la [...] attenta utilizzazione della menzogna, solo [...] ad imporsi, per le doti eccezionali e inconsuete [...] su [...] di cui pure la [...] polemica [...] denuncia tutta la negatività. La scena del mondo [...] disegna nei libri delle Lettere, è quella [...] senza confini, con la quale la voce [...] continuo confronto, per imporre comunque se stessa, [...] per regolare rapporti e possibilità: [...] delle lettere rivolte a [...] sembra proprio ricondurre, attraverso [...] voce e della [...] presenza, tutte le corti [...] se stesso, al proprio punto di vista [...] alla propria superiore capacità di regolare rapporti, [...] richieste, minacce. [...] stesso di [...]
[...]o radicarsi in qualcosa che [...] irriducibile al sistema cortigiano: ad [...] passo Aretino rivendica la [...] aderenza ad una «natura» capace [...] esperienze spontanee e di guizzante vitalità, di cui riconosciamo [...] segni [...] che egli fa, in lettere [...] suggestive, della [...] vita veneziana, della [...] casa e dei suoi familiari, [...] officina scrittoria e delle sue [...] editoriali. Insieme alla parola di [...] e vitale, insieme al piacere di vivere [...] della colorata varietà delle forme[...]
[...]a scrittoria e delle sue [...] editoriali. Insieme alla parola di [...] e vitale, insieme al piacere di vivere [...] della colorata varietà delle forme fisiche, delle [...] sfumature del mondo quotidiano, intrecciata intimamente con [...] cosi nelle Lettere la parola cortigiana in [...] encomi, di richieste, di perorazioni, di lamentazioni, [...] esibizioni di sè. In questa scrittura encomiastica [...] signori è strettamente legata alla rivendicazione del [...] che li esalta, alla definizione del senso[...]
[...]ione di sé; si tratta di [...] tutto può, che si gonfia su se [...] propria capacità di riassumere in sè la [...] e nello stesso tempo appare vana, fiato [...] da manipolare con disinvolta indifferenza. Per questo può essere [...] oggi, tornare a riflettere, riprendendo «moralistici» suggerimenti [...] Francesco [...] Sanctis, sulla figura intellettuale [...] una figura sempre ritornante [...] dalla quale non ci siamo in nessun [...]. Ancora in questo secolo [...] più volte in tanti letterati che hanno[...]