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Il vocabolo Leopardi si trova nei "vocabolari":
- Lingua Italiano - Sottosistema simbolico: Toponimi geografico/politici, in uso nella lingua italiana contemporanea →toponimi frazioni Italia(FrIt+VO )
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Stimato come nome proprio è riscontrabile in 3346 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...]azione Umbria Libri, si è discusso [...] letteratura. [...] è stata la pubblicazione [...] Almanacco di Filosofia della rivista [...] e in particolare dei [...] cinque filosofi [...] Givone, [...] Odifreddi e chi scrive [...] della letteratura quali Leopardi, Dostoevskij, Calvino, Borges [...] Baudelaire. Il tutto accompagnato da [...] sulla musica di Rilke a Magda von [...] presentate da Enrica [...] con il titolo Lettere [...]. E dunque, che relazione [...] e letteratura, filosofia e poesia, filosofia[...]

[...]i vita [...] e violenza, limite e infinito che Platone [...] dalla polis perché non interamente afferrabile e [...] del logos filosofico. E proprio questo irriducibile [...] o questo uno che [...] due il cuore segreto, il profilo della Sfinge, [...] Leopardi e Dostoevskij, Baudelaire e Rilke ancora ci [...]. ESTETICA O «ANESTETICA» [...] Oreste Pivetta Leonardo Mondadori è [...] e aveva solo [...] anni. È morto nella [...] casa di via Mozart, [...] elegante di Milano, un [...] neoclassico, stroncato dal[...]


Brano: [...]che modo, con qualche titubanza, [...] emozione, mi sento autorizzato ad annunciare che [...] come lingua nazionale» (si noti in questa [...] pasoliniana). Non era certo, questo [...] prima volta nazionale, uguale al francese unico [...] cui parlava Leopardi, ma una sorta di [...] una astorica, rigida, incolore koinè. Sono passati quasi [...] dal 1964 e lascio immaginare [...] situazione linguistica italiana di oggi, [...] strumentale e di quello letterario. In quel tempo, dunque, [...] primo romanzo o [...]

[...]rugge il [...]. Viene quindi la pubblicazione [...] Lunaria [...] un racconto, una favola dialogata che fatalmente [...] teatrale. La favola, ambientata in [...] Settecento, alla corte di un viceré spagnolo di Sicilia, [...] a un frammento lirico di Leopardi, Spavento [...] una prosa di Lucio Piccolo, [...] della luna. [...] e il tema favolistico [...] a soluzioni di apparente puro significante, come [...] prof. /// [...] /// Della stessa epoca e [...] quasi favolistico è anche Retablo. È un viaggio nel[...]


Brano: [...]..] la moglie (interpretata con grazia da Milena Vukotic) [...] treccia che cucinava manicaretti alla romana. E ancora Gogol [...] di una crisi di nervi, Goethe interessato a vedere da vicino [...] per [...] appunti per i suoi studi [...] i versi di Leopardi alla luna, memori del suo [...] soggiorno romano, [...] che ha perso la testa [...] per [...] tentato di avvelenare il marito [...]. La regia di Hervé [...] gioca con gli spazi [...] grande ingegno. Al pubblico assiso su [...] arrivano i dialoghi da[...]

[...]a un vero sviluppo [...]. Un problema condiviso con [...] Dacia Maraini, testo [...] i festeggiamenti per i [...] Villa da quando è diventata pubblica che [...] molti riverberi, la memoria del parco e [...] soffre di troppi «rappezzamenti», abusa di Leopardi [...] Canto di un pastore errante [...] ripetuto quattro volte), si [...] Goethe e le sue annotazioni sulla pena di [...] il filo più verace della narrazione: quei [...] Tata, dove affiorava il ritratto di una Roma [...] (per evocazione) nella quiet[...]


Brano: [...]uasi cinquecento anni: il Libro delle [...] sospiri per regine, re, borghesi, intellettuali e [...] ossessionante fino alla ripetizione [...] per tante generazioni di giovani e di [...] noi. Tutta la poesia europea [...] fu «petrarchista». Lo stesso Leopardi per [...] lirica italiana dovette consapevolmente e convintamente ripassare [...] dal Canzoniere (che pubblicò e commentò parola [...]. Anche tanta parte della [...] Novecento, compreso [...] Ungaretti, ha dovuto rileggere [...] Petrarca. Pasolini e[...]

[...] diverso dal reale attraverso il [...]. Non più dunque la [...] richiesta petulante alla donna di uno scambio: [...] donna come ricompensa al canto. Petrarca si rende «colpevole», [...] Dante con Beatrice (e tante altre dopo, sino [...] Silvia [...] Leopardi), di un vero e proprio omicidio [...] Laura muore presto per [...] di chiarire che egli [...] ottenere qualcosa. Egli «canta per cantare», [...] che «non può mai [...] meno»: la Parola e [...] e la memoria, la possibilità di riempire [...] Vuoto [..[...]


Brano: [...] di rinunciare alla dittatura del [...] non votare al futuro secondo turno per [...]. Infatti Dio toglie di [...] vuole rovinare. Accanto a questo passo, [...] e [...] larga, saggiate anche [...] terreno, [...] grande e profonda quella [...] Giacomo Leopardi proclamava nella Ginestra: «Tutti fra sé confederati [...] uomini, e tutti abbraccia / con vero [...]. Che cosa vogliono dire [...] globalizzazione, brutte parole del resto a [...] di internazionalismo se non [...] alla confederazione più larga [...[...]

[...]ra: «Tutti fra sé confederati [...] uomini, e tutti abbraccia / con vero [...]. Che cosa vogliono dire [...] globalizzazione, brutte parole del resto a [...] di internazionalismo se non [...] alla confederazione più larga [...] delle altre creature? Leopardi la sentiva con [...]. In realtà, abbiamo sempre tenuto [...] sospetto [...] universale, quando dalle pagine dei [...] uscisse sulla terraferma, come una [...] femminea. Roba bella, da infermiera [...] Somalia, [...] Papi, forse già da carabinieri vo[...]


Brano: [...]lasciando alle donne [...] ripercorrere il solco della [...] (cosa che faremo nelle [...]. E, sempre per onestà, [...] il silenzio [...] degli stessi omosessuali, dolorosa [...] Storia, anzi affrontano la questione in un capitolo [...]. Ecco Giacomo Leopardi: «Forse [...] si può attribuire la grande universalità della [...] Grecia, e in Oriente, mentre fra noi bisogna [...] è un vizio [...]. Il carteggio tra Leopardi [...] Ranieri non lascia dubbi sulla loro amicizia amorosa. Fu per omofobia che Umberto Saba [...] il suo «Ernesto», la storia di iniziazione [...] un ragazzo con un uomo, che fu [...] 1975. Eppure Saba sapeva quanto [...] di quel testo, così a prop[...]


Brano: [...]he essi infondono. Sappiamo molto bene quali [...] i sentimenti della mamma e della zia [...] consiglio in carica, e su di essi, [...] pericolosamente scivolare le leggi dello stato. Quanto a me, vorrei [...] e alimentato il sentimento di quello che Leopardi [...] foga accesa di intelligenza, [...] cerca il proprio bene, [...] suo: questa è virtù sempre e in [...] egoismo e [...]. E aggiungeva: [...] principalmente delle virtù pubbliche, [...] virtù grandi, i cui effetti, e i [...] stendono largamente, [...]

[...]enire gettata sopra. Mi auguro che i [...] sedia vuota quale segnacolo di un pudore [...] sfacciataggine ed espressione di un egoismo tanto [...] non divengano esemplari al modo di [...] per ulteriori, diffusi comportamenti. La virtù di cui scriveva Leopardi non sempre è utile [...] ma la [...] pratica è utile alla collettività. [...] tutti che nessuno di noi [...] in quale cosa povera e disonesta possa trasformarsi [...] fuori del sentimento pubblico. /// [...] /// [...] tutti che nessuno di noi [...] [...]


Brano: [...]quel tempo, cioè che sfugge, appunto, a [...] paletti ideologici, di qualsiasi genere essi siano [...] momento. Ed ogni volta che [...] a questo modo di negare o abbassare [...] novità, che si ripete nei secoli, mi [...] che tutti li riassume: [...] leopardiane Operette morali, in concorso al premio [...] Crusca del 1830, che ottenne un solo [...]. Ma intanto per Luigi Baldacci [...] costruendo, parallela a una vita dedicata, senza [...] critico, un karma di [...] quindi di solitudine intellettuale, [..[...]

[...]e [...] più [...] passata una buona parte di [...] era trovato a fare i conti con [...] e totali negazioni, che toccavano arte, critica [...]. La morte dei fini [...] avanzava, eppure vinceva e aveva sempre vinto [...] un principio di contraddizione leopardiano, il ricominciare [...] tra gli autori che affrontava affini compagni [...]. Né mai, per un solo [...] per una sola recensione di routine, si avvertì un [...] e [...] a misurarsi sul testo. A chi gli confidava [...] le proprie inconciliabili fasi [...]

[...]..] proprio lavoro. È stata per tanti [...] fondo, la [...] risposta assurda [...] che gli rimandava il [...] dovere [...]. Dalla vita, insomma, alla [...] in gioventù, bisognava accettare la mera esistenza [...] giorno per giorno secondo una lectio leopardiana [...] da esistenza. E poi in Luigi Baldacci, [...] della [...] ragione oltre che dei [...] anche contro se stesso, finiva per vincere [...] morale, [...] ad essere fedeli a [...] perché vivo nel suo Dna, a cercare [...] a riflettere tra righe e t[...]

[...][...] il defluire di [...] nel Novecento, scardinando la [...] medietà e della prudenza, cose che ben [...] fascismo, hanno ripreso prepotentemente il campo. Luigi Baldacci [...] era nella piena maturità, aveva [...] anni. Già da alcuni anni [...] a Leopardi pubblicando i due saggi più [...] Le [...] utopie e Il sistema del paradosso. La [...] attenzione era dunque confluita [...] più di ogni altro, negli ultimi due [...] lui un rapporto privilegiato e mai concluso, [...] così solo per uno studio contin[...]

[...]..] la grande palestra del pensiero, della sensibilità [...] dialettico con la cultura, gli artisti e [...]. Ed è difficile sottrarsi a [...] profonda partecipazione nel seguire questa discesa agli inferi, che [...] è [...] nel percorso del pensiero leopardiano, [...] rifiutato [...] di un ordinamento mentale, di [...] evoluzione data di questo pensiero, davvero «sterminatore». A [...] che [...] lo Zibaldone è lo stesso Baldacci [...] premessa alla ristampa del [...] prima citando Sergio Givone che [...[...]

[...]o [...] di un ordinamento mentale, di [...] evoluzione data di questo pensiero, davvero «sterminatore». A [...] che [...] lo Zibaldone è lo stesso Baldacci [...] premessa alla ristampa del [...] prima citando Sergio Givone che [...] il nichilismo di Leopardi «non come uno sguardo sul [...] ma uno sguardo dal nulla», poi esponendo con chiarezza [...] percorso della [...] ricerca: «Lo Zibaldone può essere [...] per temi, per [...] una critica della società o [...] una filosofia della musica, quando invece[...]


Brano: [...] convegno [...] «comunità», sulla [...] e sulla letteratura come [...] partecipazione, ideazione e creazione artistica. [...] e la letteratura, infatti, anche [...] ci mostrano esperienze assolutamente solitarie e apparentemente [...] come quella di Leopardi, rispondono [...] ad una logica comunitaria, entro la quale trovano una [...] collocazione. A dispetto di decenni [...] opponeva ingenuamente [...] del realismo al disimpegno [...] abbiamo intravisto nella scrittura leopardiana dello Zibaldone [...] impensata sul mondo apertura che non implica [...] rappresentazione del reale, ma coglie e suggerisce [...] visioni che danno sollievo e indicano una [...]. La vastità di interessi [...] Leopardi, [...] diuturna ricerca [...] che è possibile indagare [...] epistolari più belli della nostra letteratura, e, [...] digressiva e divagante dello Zibaldone, aprono la [...] che non è più un discorso tecnico [...] o rappresentativo, ma è una visione [...]

[...]istolari più belli della nostra letteratura, e, [...] digressiva e divagante dello Zibaldone, aprono la [...] che non è più un discorso tecnico [...] o rappresentativo, ma è una visione del [...] una [...] che ambisce a essere [...] tutto originale. Leopardi, anticipando Baudelaire di [...] una precisa consapevolezza politica della solitudine in [...] a operare [...] che [...] della Restaurazione comincia a [...] «mercato», ossia alla servitù nei confronti di [...] grande ed estraneo che lo sovrasta e [[...]

[...]una precisa consapevolezza politica della solitudine in [...] a operare [...] che [...] della Restaurazione comincia a [...] «mercato», ossia alla servitù nei confronti di [...] grande ed estraneo che lo sovrasta e [...] e avvilisce. Nel solco [...] leopardiana, noi riteniamo che [...] abbia bisogno di uno slancio visionario che [...] di là dei suoi stessi discorsi, che [...] sono ormai solo discorsi tecnicistici e [...]. Per questo motivo, è [...] gli scrittori e gli intellettuali si incontrino [...] c[...]


Brano: [...].] Fabio [...] Schiuma (An) ha espresso il [...] di intitolare una strada della capitale alle vittime [...]. Intanto [...] avvocato Nino [...] ha presentato alla Procura di Roma una istanza di riapertura indagini. Wanda Marra ROMA «C'è [...] Giacomo Leopardi, che descrive perfettamente il nostro [...]. Si tratta del Dialogo [...] Tristano [...] di un Amico, una delle Operette morali, [...] di decadenza è molto forte. Dove si parla di [...]. Leopardiano, pessimista, Luciano Canfora, [...] Filologia greca e latina presso [...] di Bari, studioso della [...] filosofia antica, storico da sempre appassionato alla [...] ha una prospettiva originale e composita anche [...] università. Dalla riforma tar[...]

[...]uccede in una [...] riconosce il valore [...] della tradizione? Che non [...] della memoria? «Si perde il senso e [...] storia: se c'è scarso senso della storia [...] pessima politica, [...] diffusa, la possibilità di [...]. Io sono del parere [...] Leopardi: [...] solo quello che so a memoria. Gli insegnamenti che prescindono [...] fatto sono quasi inutili». È vero, come si [...] protesta come questa non si vedeva da [...] «Un [...] in Parlamento erano presenti esponenti del ceto [...] certo prestigio [...]


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