Brano: [...]i al primo [...] francese. Nel [...] però, il ritorno al giornalismo: [...]. È vicedirettore prima con Natta, [...] Chiaromonte, poi con [...]. Lascia [...] nel [...] e viene chiamato a [...] Cespi, è il Centro studi di politica internazionale [...] Ledda [...] dal nulla, [...] un centro di documentazione [...] di rapporti internazionali, e raccogliendo [...] sé un gruppo di [...] assai notevole. Ma ora deve un [...] avuto il primo infarto. E però [...] di mettere in secondo [...] la politica, il gio[...]
[...]...] sé un gruppo di [...] assai notevole. Ma ora deve un [...] avuto il primo infarto. E però [...] di mettere in secondo [...] la politica, il giornalismo, questa idea non [...]. E così [...] arriva all'« [...]. In un momento molto [...] giornale. Ledda è condirettore, e [...] le forze: dieci, dodici ore al giorno [...] lavoro, spesso anche la domenica. Ci aveva salutati ad [...] a [...] e [...] direttore. È difficile per noi [...] Romano Ledda. La notizia della [...] morte è [...] n dolore fortissimo. Con grande commozione [...] condoglianze a Paola Scarnati [...] momento lo ha assistito con grande affetto, [...] Marco, ai suoi fratelli. La camera ardente sarà allestita [...] via dei Taur[...]
[...]a camera ardente sarà allestita [...] via dei Taurini 19, nella sede [...] e di [...] dalle 11 [...] questa mattina. I funerali si svolgeranno alle [...] e [...] funebre sarà tenuta da Emanuele Macaluso che per Quattro anni, [...] ha [...] insieme a Ledda [...]. Subito dopo [...] appreso la notizia delta [...] Romano Ledda molti dirigenti del Pei, compagni e [...] recati a [...] saluto. Tra questi Alessandro Natta [...] un telegramma a Paola e Marco. Una sorte crudele, sino [...] contrastata con fierezza e forza [...] ci priva di [...] acuta e generosa, di una [...] p[...]
[...] [...] un telegramma a Paola e Marco. Una sorte crudele, sino [...] contrastata con fierezza e forza [...] ci priva di [...] acuta e generosa, di una [...] passione politica [...] di una dedizione profonda alla [...] dei comunisti italiani», «Romano Ledda [...] scrivo ancora il segretario de) Pei [...] militante e dirìgente del partito, [...] e interpreta accorto delle grandi questioni internazionali, intellettuale sensibile [...] giornalista di grande livello, come hanno mesco in rilievo [...] esper[...]
[...]e [...] conseguenze della seconda guerra mondiale: dalla corsa atomica, [...] ciclo [...] alla rimessa in discussione delle [...] razionalistiche e finalistiche, che avevano [...] di improntare il secolo con le loro ideologie e [...] politici [...]. Ledda mi sembra testimone [...] generazione che è chiamata ad andare a [...] del mondo: generazione complessa, che deve rifare [...] continenti, non avendo più alle spalle gli [...] passato. Se penso ai suoi [...] viaggi, ai suoi articoli, ti vedo tutti [[...]
[...][...] e gettava luce sugli strumenti [...] di dominio, sulla figura nuova dei protagonisti. Abbiamo un debito verso [...] questa cultura nuova che ha aiutato il Partito [...] p parlare al di là delle frontiere [...] interlocutori nel mondo. E quando Ledda ragionava [...] e cercava di scoprire [...] culture, i [...] gruppi dirigenti del Terzo [...] portava dentro di sé una nuova nozione [...] in campo: al di là delle frasi [...] egli contribuiva così [...] di [...] più vera; e [...] metteva in discuss[...]
[...].] a co spetto dei quali il [...] (il modello della sinistra [...] non riusciva più a reggere. Poi, più tardi, molte [...] divenute più chiare, e leggibili a tutti [...] troviamo oggi squadernate drammaticamente dinanzi. Perciò non mi rassegno [...] Ledda come di un bravo [...] di politica estera. E trovo la [...] vicenda e [...] battaglia come forse allusiva di [...] sorte di tutta una generazione. Perché [...] di visione [...] delle forme e dei [...] faticò a passare, o passò lentamente, o [...] ch[...]
[...]vo la [...] vicenda e [...] battaglia come forse allusiva di [...] sorte di tutta una generazione. Perché [...] di visione [...] delle forme e dei [...] faticò a passare, o passò lentamente, o [...] chiuso nelle righe di un »documento Pensando [...] Ledda, [...] ricerca, ai suo tentativo [...] domandarmi se la [...] generazione non si sia [...] forme di agire politico e culture che [...] avevano tenuto forti nelle loro mani e [...] allargandosi e mutando. Avevano, i [...] la [...] partito e della sin[...]
[...]ti; obbligata ormai alla [...] di un nuovo [...] nazionalismo, intravisto senta ancora [...]. Perciò questa morte precoce mi [...] pili [...] come ii colpire uno nei [...] delia suo corsa, proprio ora che [...] appare con una nuova, pregnante [...]. Ledda scelse una iaea forte [...] politico. Sino a bruciare tante [...] stesso: avendo in mente altre proporzioni e [...] vivere, oramai alla dimensione del pianeta. Noi possiamo dubitare delle [...] poste e dei linguaggi; confrontarci, [...]. Ma che il p[...]