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Il vocabolo Leavitt si trova nei "vocabolari":
- Lingua - Sottosistema simbolico: correlati alla descrizione di KosmosDOC →da AuthorityFile(AF+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 107 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...]una nuova [...] dello scrittore come protagonista [...] volta, molto [...] maestro della «griffe» e [...]. Erano Ellis, McInerney, Lorrie Moore, Donna [...] Susan [...] (della quale è in [...] giorni un romanzo destinato a fare scalpore) [...] David Leavitt, che nella scombinata squadra giocava in [...] era il solista per antonomasia, [...] intinto di [...]. E soprattutto era il [...] che aveva voglia di scaricare sulla scrivania [...] «made in Usa» un dato di fatto: [...] come fattore naturale del con[...]

[...]a in ogni ambiente e strato [...] patrimonio di regole e con tutte le [...]. Fu uno choc in [...] cui per i gay il rapporto con [...] creava ancora squilibri psicosociali [...]. E di ciò parlavano Ballo [...] ed Eguali amori, sullo slancio dei quali Leavitt [...] a divenire un personaggio provocatorio e vagamente [...] anni Novanta. E sempre di questo [...] Leavitt [...] è occupato anche nella successiva carriera: di [...] diversi, la natura germinale [...] e le conseguenze che [...] trascina con sé nel dipanarsi sociale, nel [...] relazioni, nelle trappole [...] nei giochi del potere. E di ciò si [...] Martin[...]

[...]o [...] Stanley Flint, il maestro e mentore di Martin [...] agognata carriera [...] (uno pseudonimo dietro il [...] ha smascherato [...] professor Gordon [...] barone della lettera scritta [...] Yale, [...] lezioni del quale per anni si istruì [...] Leavitt). La vicenda segue [...] i reali e brucianti esordi [...] la fuga da una West [...] giudicata meno di zero come [...] di sviluppo intellettuale, [...] ai circoli letterari [...] di Manhattan, il furente apprendistato [...] poi il colpo di genio. [..[...]

[...]cenda segue [...] i reali e brucianti esordi [...] la fuga da una West [...] giudicata meno di zero come [...] di sviluppo intellettuale, [...] ai circoli letterari [...] di Manhattan, il furente apprendistato [...] poi il colpo di genio. [...] come Leavitt, è il [...] ammesso a pubblicare un racconto sulla «rivista» [...] New [...] naturalmente) con un argomento [...] momento giudicato tabù dai grandi vecchi della [...] omosessualità. Da un attimo [...] diviene il nome sulla [...] ed è ammesso al tavo[...]

[...]uttosto la roulette del lobbismo [...] disciolta nello show business. È il mondo [...] sentito dire», le tre [...] romanzo) che prendono il posto della documentazione [...] culturale. È il contesto nel [...] di Martin rapidamente si [...] da un lato Leavitt [...] cronache della [...] ascesa [...] nel ruolo del giovane [...] gay, con tanto di amante, desideri, aspirazioni [...] lo ipnotizzano, peccati e peccatori tra i [...] e a cui abbandonarsi. [...] impone al protagonista il [...] confronto: di front[...]

[...]York e la [...] tradisce le aspettative. La vicenda del resto [...] nel momento classico di quel teatro umano, [...] Grande Mela delle [...] e del deflagrare [...] del consumismo battente e [...]. Eppure al momento in [...] si distacca finalmente da Leavitt [...] personaggio al cospetto [...] le sensazioni che restano [...]. Ad esempio, da un certo [...] di vista sembra fin troppo eccessivo il modo in [...] Leavitt, dal suo [...] italiano sia tornato a risciacquare [...] panni [...] vestendo con ritardo archeologico i [...] di un Tom Wolfe [...] uno che invece [...] ironicamente [...] dei giovani barbari, si mischia [...] torma e con essi marcia sulle cattedra[...]

[...]i [...] vestendo con ritardo archeologico i [...] di un Tom Wolfe [...] uno che invece [...] ironicamente [...] dei giovani barbari, si mischia [...] torma e con essi marcia sulle cattedrali della tradizione. Perché, in conclusione, sembra [...] cui Leavitt non sa liberarsi: la questione [...] vissuta in chiave sociale, motivata, [...] descritta, analizzata, vivisezionata nei [...] nei suoi rituali, nelle sue paranoie e [...] nelle segrete opportunità che offre, nelle porte [...] in quelle che chiude. [...]

[...]rarsi: la questione [...] vissuta in chiave sociale, motivata, [...] descritta, analizzata, vivisezionata nei [...] nei suoi rituali, nelle sue paranoie e [...] nelle segrete opportunità che offre, nelle porte [...] in quelle che chiude. Il mondo di Leavitt [...] gay, è ossessivamente gay. La questione sessuale sembra [...] ammonticchiata e intricata, anche nella liberata New York [...] lui stesso ha descritto [...] omosex ha costruito invisibili [...]. Anche su questo sfondo [...] David Leavitt continua a [...] col passato. E [...] del caos gli risalgono i [...] sul proprio essere, sul proprio scegliere, sul suo preferire. Interrogativi che riaffiorano e [...]. Perfino la [...] raffinata arte e i suoi [...] acuti di decifrare la vita, dive[...]

[...]vi che riaffiorano e [...]. Perfino la [...] raffinata arte e i suoi [...] acuti di decifrare la vita, diventano allora una gigantesca [...] sessuale. E la domanda senza [...] mai esistita la mia New York se [...] gay? ex libris Il successo di David Leavitt [...] Italia fu istantaneo, anticipatore dei riconoscimenti che poi [...] nella società letteraria anglosassone. Si era nel nevrotico [...] 80 e Leavitt ebbe la suprema fortuna [...] culturale: arrivare al momento [...]. A cavallo tra minimalismo [...] suo «Ballo di famiglia» raccoglieva una moltitudine [...] la tensione disfunzionale di [...] prese con la disgregazione della famiglia, il [...] ambi[...]

[...]...] di conciliare la propria [...] e i rassicuranti richiami del passato intellettuale. Muovendo da quel successo, [...] che rapidamente da laconica si arricchiva fino [...] stabile, a tratti perfino ridondante comunque affinando [...] di narratore Leavitt ha imboccato una carriera [...] lato la voglia di isolamento (già quando [...] come nuovo talento [...] in realtà abitava alle [...] Long [...] e ora da anni [...] in un angolo di Toscana), [...] la rivendicazione di appartenenza [...] lo stesso dip[...]

[...]o e [...] indispensabili a un percorso di successo. Il risultato è una produzione [...] contraddistinta da alti e bassi, oltre che da scandali [...] di plagio [...] prodotta da Stephen Spender in [...] a «Mentre [...] dorme». Resta da dire del [...] Leavitt come battistrada del [...] out omosex nella società [...] dopo il dirompente effetto provocato dai suoi [...] il Leavitt gay consapevole e apparentemente risolto [...] lasci freddi gli esponenti pubblici del movimento. Troppo desiderio di normalizzazione e [...] una disinvoltura difficilmente condivisibile. [...] di Leavitt troppo spesso appare [...] meno che mai che disperata, e a tratti vagamente [...] di decadenza. Per altri, evidentemente, la [...] ancora [...] che vinta e conclusa. /// [...] /// Per altri, evidentemente, la [...] ancora [...] che vinta e conclusa.


Brano: [...][...] da sempre, un omosessuale. Da quel momento ciò [...] chiuso nel viaggio interiore di ciascuno nella [...] nel propri desideri, diventa manifesto, in particolar [...] diversissima omosessualità del padre. Per sommi capi è [...] romanzo di David Leavitt (Il [...] delle gru. /// [...] /// Il giovane già notissimo [...] Ballo di famiglia è alla [...] seconda e più impegnativa [...] passaggio dalla misura del racconto a quella [...] certo [...] di una sfida consapevolmente [...]. Non si tratta infatti[...]

[...] delle gru. /// [...] /// Il giovane già notissimo [...] Ballo di famiglia è alla [...] seconda e più impegnativa [...] passaggio dalla misura del racconto a quella [...] certo [...] di una sfida consapevolmente [...]. Non si tratta infatti [...] di Leavitt, di rendere evidente la propria [...] espressivamente e stilisticamente il tempo e la [...] dimensione narrativa in cui la storia, [...] e [...] della vicenda è tutto; [...] uno scrittore come Leavitt che già nei [...] propria spiccata indifferenza per moduli narrativi sperimentali [...] modo innovativi rispetto a un senso del [...] In fui, al pari di molti giovani scrittori [...] anni Ottanta, è invece molto tradizionale, volutamente [...]. [...[...]

[...]ei [...] propria spiccata indifferenza per moduli narrativi sperimentali [...] modo innovativi rispetto a un senso del [...] In fui, al pari di molti giovani scrittori [...] anni Ottanta, è invece molto tradizionale, volutamente [...]. [...] vera di Leavitt, sottesa [...] fondo a questo Linguaggio perduto delle gru, [...] del proprio limitato universo e del suo [...] realtà qualcosa di [...] significativo, su un piano [...]. Non dunque semplicemente un [...] lo specchio e la storia di eccentriche [...][...]

[...]dive, [...] stesso del romanzo: Il linguaggio perduto delle [...] caso di un bambino che si identifica [...] gru meccaniche osservate dalla finestra della propria [...] forme e movimenti, quasi [...] e cosi esprimere un proprio segreto codice [...]. Leavitt inserisce questo breve [...] romanzo, senza gran che [...] anche se 11 tema [...] ragazza [...] amica del compagno di Philip, [...] prima, come spunto e accenno occasionato dal [...] della ragazza, e ancor più indirettamente, come [...] di rimpianto[...]

[...] verso [...] conoscenza di sé che [...] II [...] fine del romanzo, 11 senso ultimo di [...] ripreso anche dai titoli delle quattro parti In [...] scandito il romanzo: Viaggi, Miti [...] il [...] Padre e figlio. Tuttavia, poco si comprenderebbe [...] Leavitt se non si dicesse che questo [...] è reso in forme espressive e con [...] non a sottolineare ma a togliere enfasi [...] fissazioni e dal groviglio dei sentimenti, [...] spessori e grumi in [...] programmatica lingua della sottrazione che, pur minuta[...]

[...] della sottrazione che, pur minuta [...] al dettaglio, è sempre plana, solitamente conversevole [...] nella propria sobria colorazione stilistica. Il registro linguistico del [...] Ballo di famiglia è [...] applicato al romanzo, apparentemente [...] Leavitt era anonimo e neutrale nella scrittura [...] attraverso la parsimonia [...] realìstica, sempre sospeso al [...] sentimentalismo e della introspezione psicologica, in II [...] gru opera invece attraverso una scrittura che [...] della notazione, per l[...]

[...]no al dettaglio [...] allo stesso modo e allo stesso livello, [...] Il marginale e il profondo. Nel Linguaggio perduto delle [...] è veramente evidente a lettura ultimata non [...] mio avviso, la novità tematica e la [...] questo, resto convinto che Leavitt, al di [...] elogio o di ogni stroncatura pregiudiziale, è [...] artigiano del racconto, ma al pari di [...] presenti sulla scena narrativa americana di questi [...]. La [...] rappresentatività è stata fortemente esagerata, [...] detrimento di una p[...]

[...]nicazione [...] imparziale, tenera pietà, quello che è Invece [...] qualcosa [...] una trama, una tenuta [...] spesso si colloca sul confini di un [...] nel quale domina non ciò che è [...]. Ma il futile, [...]. Nessuna lacerazione interviene mai in Leavitt a sconvolgere come una sorpresa o a distruggere come [...] crisi irreversibile. Al contrario, tutto è riavvolto, [...] persino in maniera edificante, da una scrittura che volentieri [...] le forme di una retorica dei buoni sentimenti, del [...] mess[...]


Brano: [...] noto, Mentre [...] dorme, il romanzo che David Leavitt pubblicò nel 1993 e che il pubblico italiano conobbe [...] traduzione due anni dopo, prendeva le mosse da un [...] neanche troppo clandestino nella vita [...] poeta Stephen Spender: [...] egli partecipato alla guerra di Spagna sospinto, più che da n[...]

[...]poeta Stephen Spender: [...] egli partecipato alla guerra di Spagna sospinto, più che da nobili ideali, dalla passione per [...] bel giovanotto [...] repubblicano. Il vecchio poeta se [...] tal punto da imporre per vie legali [...] poi riproposta da Leavitt con massicci emendamenti. Il clamore che ne [...] non poco, in termini pubblicitari, alla diffusione [...]. Ne è ora annunciata [...] che da sempre sancisce la consacrazione di [...]. Recensendo Mentre [...] dorme su queste stesse [...] fa, mi univo[...]

[...]a diffusione [...]. Ne è ora annunciata [...] che da sempre sancisce la consacrazione di [...]. Recensendo Mentre [...] dorme su queste stesse [...] fa, mi univo al coro di giudizi [...] libro aveva ricevuto dalla stampa internazionale, perché [...] Leavitt appariva indifendibile: ridicolo nella [...] pretesa di presentare la [...] un proletario e un esponente [...] borghesia inglese come metafora [...] di classe, Mentre [...] dorme era in realtà [...] «romanzo omosessuale», di cui presentava i cliché [...]

[...]io e un esponente [...] borghesia inglese come metafora [...] di classe, Mentre [...] dorme era in realtà [...] «romanzo omosessuale», di cui presentava i cliché [...] fra tutti [...] di maniera ed un [...] segno. In particolare, sembrava sfuggire a Leavitt il fatto macroscopico che [...] stessa del gay [...] come sottogenere dotato di un [...] autonomo statuto trasportava nel territorio della narrativa, [...] anzi una sorta di masochistica [...] quella ghettizzazione che gli omosessuali come lui aveva[...]

[...]ne di Delfina [...] (ma un suo [...] a pagina 41, è [...] sul piano [...] dalle stesse premesse, quindi [...] alle stesse perplessità, ma nel complesso il [...] sconfortante del romanzo che [...] preceduto. Nei tre racconti che [...] libro, infatti, Leavitt si colloca ad un [...] (non di rado tinta di una robusta [...] materia, il che rende [...] mossa e credibile, lontana da quelle involontarie, [...] cadute nel grottesco che rendevano miserande tante [...] Mentre [...] dorme. Il primo racconto, [...][...]

[...]involontarie, [...] cadute nel grottesco che rendevano miserande tante [...] Mentre [...] dorme. Il primo racconto, [...] dei saggi di fine [...] con un esplicito riferimento al contenzioso con Spender, [...] la gustosa trovata che lo mette in [...] Leavitt stesso che, come personaggio, scrive tesine per [...] difficoltà, [...] in cambio prestazioni sessuali), [...] che non avessimo già letto e riletto, [...] due contengono più di un motivo di [...] Nozze di legno, la segreta sensualità del [...] fatta[...]

[...] convincente ricostruzione [...] tutto considerato minuscola, posta quotidianamente di fronte [...] della morte, ed a cui la tipologia [...] impone protocolli inusitati, tanto per la scienza [...] la società dei sani. La forza del racconto [...] che Leavitt riesce a trasmettere al lettore [...] senza mai fare ricorso al patetico, anzi [...] sorriso dal quale la [...] si genera per forza [...]. [...] più vistoso è fornito [...] molto divertente, di una trasmissione [...] che il giovane è solito ascoltar[...]

[...]oberto non accetterebbe. E neppure io. Appartenere a un sesso [...] dei dati della biografia di uno scrittore, [...]. Forse, [...] dato collettivo che possiamo [...] lingua: spagnolo, italiano. /// [...] /// Maria Serena [...] 2. Tre storie di David Leavitt [...] D. [...] Mondadori [...]. Nasce negli Usa il [...] in SIENA. È ancora troppo presto [...] un bilancio [...] in mostra allo Spedale [...] Santa Maria della Scala in piazza del Duomo, di Piero Pizzi Cannella. Una quasi «antologica mostra persona[...]


Brano: Eppure [...] è radicalmente diverso Due [...] New York Sotto una via di [...] (foto di Roberto [...] It [...] piccola piccola Non credo [...] sul fatto che, nel caso di questa [...] del giovanissimo David Leavitt. Pene e tormenti, insomma, [...] mondo agiato, di un microcosmo familiare [...] ormai a registrare il [...] le potenziali tragedie di una [...] che ha ormai stravinto [...] a se stessa, e quindi non alla [...] alla propria affermazione. [...] narrat[...]

[...]e tormenti, insomma, [...] mondo agiato, di un microcosmo familiare [...] ormai a registrare il [...] le potenziali tragedie di una [...] che ha ormai stravinto [...] a se stessa, e quindi non alla [...] alla propria affermazione. [...] narrativo di Leavitt è [...] così [...] e così diffusamente metropolitano [...] neutro e in buona sostanza non [...] è [...] degli anni ottanta nel [...] che essa è estensibile ovunque ci sia [...] a identificarsi in questa regola suprema [...] postindustriale: vivere l[...]

[...]e sentimentale da [...]. A [...] bene, infatti, i racconti [...] Ballo di famiglia non costituiscono altro che [...] solo intreccio (anche dal punto di vista [...] a poche varianti, raggiustamenti di tiro in [...] progressivo avvicinarsi da parte di Leavitt a [...] che meglio esprima il fine precipuo di [...] studi da «natura morta», e cioè una [...] sottesa alla registrazione impassibile [...]. Gli ingredienti fondamentali [...] saranno [...] è il silenzio o [...] a dominare questo universo e la comun[...]

[...]con il proprio marito [...] clinica psichiatrica dopo un incidente automobilistico, [...] con un uomo tornato [...] è stato e rimane pur sempre un [...] suoi figli, insieme simile e diverso dalla [...] appare più come tale. È in questo che [...] che Leavitt rappresenti qualcosa, una evoluzione ulteriore, [...] quel grande [...] sulla città, [...] urbano moderno che è [...] tratti salienti della narrativa americana del novecento, [...] sessanta in poi. In questo universo narrativo New York [...] diffusa[...]

[...]una malattia mentale [...] sono inclusi come una semplice ruga della [...] che è [...] faccia della norma. E tuttavia, [...] del paradigma [...] anonimo. Questa è una modalità [...] delle poche azioni, propria dei personaggi ma [...] e un tratto che Leavitt condivide pienamente, [...] sostanza del suo sguardo narrativo, ed è [...] che dietro la sagacia e [...] un po' fredda della [...] sì una acutezza della percezione e della [...] la [...] sostanziale modestia, una mimetica [...] e di strumenti. In [.[...]

[...].] urbano tutto è già accaduto [...] anche [...] diretta, come [...] metafora [...] una immagine che tutto include, [...] «scrittura» [...] contemporanea. La [...] valenza di simbolo è [...] forse con più forza là dove, come [...] questi racconti di Leavitt, essa non sia [...] neppure indirettamente evocata come un orizzonte, proprio [...] narratore di questi anni che non riveli [...] sia, direttamente o metaforicamente. E infatti, storicamente, da Melville [...] Fitzgerald, da James a Burroughs, New Y[...]

[...]foricamente. E infatti, storicamente, da Melville [...] Fitzgerald, da James a Burroughs, New York è [...] vista [...] e possono ritrovarsi anche [...] California. Ma la scoperta che [...] contano era uno shock tragico, una vera [...] traumatica, in Leavitt è assente, volutamente rimossa [...] parentesi. Si tratta di una [...] e morale; tanto più significativa se raffrontata [...] da questo medesimo assunto riesce a ricavare [...] certo il narratore più ricco [...] che sia apparso in America [...] anni[...]

[...]serva né il [...] disintegrazione del disoccupato che decide di non [...] in un certo senso di «conservarsi» vivendo [...] racconto [...]. Anche stilisticamente, nella straordinaria [...] lentamente accumula e scava la sfumatura e [...] Carver, come Leavitt, sceglie la [...] e la misura, una [...] ridotta, sottotono, sempre al di qua di [...] in più, alla vista interiore neghittosa e [...] protagonisti: ma il fine, e [...] sono radicalmente antitetici. Da questa adesione Carver ricava [...] la registra[...]


Brano: [...] Berlinguer al Congresso del [...] del 1976. In ogni caso ha [...] sempre [...] generale, una causa collettiva, [...] ristretto di partito. In questo senso, [...] che appare [...] dei grandi tribuni popolari, [...] delle masse, era un uomo di Stato. Leavitt, [...] e il russo [...] spiegano il loro rapporto [...] e [...] sì, ma senza impegno Dal [...] PALERMO [...] «Quando tutto ciò in [...] finito in nulla, ci siamo riavuti». Sono i versi finali [...] di Marianne Moore, la [...] David Leavitt ha messo nel frontespizio dei racconti, [...] titolo «Ballo di [...]. Vestito di bermuda e [...] la faccia da adolescente troppo cresciuto, quella [...] la rivelazione tra i [...] narra tori [...]. Lo incontriamo a Palermo. Una sola cosa gli [...] c[...]

[...]no scrittore. Minimalista poi, no davvero. Quello è uno stile [...] del dettaglio, un credere di [...] spiegare [...] sociale medio alto, di [...] e scritto. Ispirandomi alla tradizione della [...] Austen, alla Georg [...]. C'è come un eccesso [...] Leavitt, [...] di mettere la professione [...] e la pagina scritta. Forse perché sarebbe troppo [...] giovani omosessuali che popolano le sue pagine [...]. E in quel gelido pessimismo, [...] visione della vita. Il mio prossimo romanzo, [...] delle gru" (int[...]

[...]ici americani al Sudafrica), [...] ha poco a che fare con le [...]. E [...] slamo nella tradizione del realismo. Jay [...] un trentenne dai simpatici [...] sembra uscito da un film di John Landis, [...] quasi allo stesso modo, pur essendo così [...] Leavitt. Anche lui nuova stella della [...] americana (il suo libro Le mille luci di New [...] ha venduto in Usa [...] copie e Bompiani si appresta [...] in libreria), fugge inorridito [...] posso fare io come scrittore [...] la bomba [...] si chiede scetti[...]

[...].] americana (il suo libro Le mille luci di New [...] ha venduto in Usa [...] copie e Bompiani si appresta [...] in libreria), fugge inorridito [...] posso fare io come scrittore [...] la bomba [...] si chiede scettico. E fugge anche dalla [...]. Se Leavitt aveva trovato [...] se non dei padri, nel passato letterario, [...] teorizza [...] di ogni tradizione. Se Leavitt racconta gli [...] della borghesia californiana, [...] si tuffa nel cuore [...] New York, con [...] di uno [...] che voglia tenere quasi [...]. Lui, un po' straniero [...]. Figlio di genitori costretti [...] mondo, è approdato nella Grande Mela [...[...]

[...]. Del resto compito [...] è quello di offrire [...] nuovo, della realtà. Ed è un atteggia [...] che aiuta anche il politico. Picasso, Dati hanno visto [...] un altro punto, hanno arricchito le nostre [...]. Se [...] si mette Lo scrittore [...] David Leavitt In alto a sinistra, il poeta sovietico [...] a [...] americani, sovietici e Italiani [...] organizzato dal Premio fondello sul tema «Letteratura; [...]. Colpito da un imprevisto successo, [...] nasconde 11 piacere che gli fa [...] perché posso [...][...]

[...]esso, [...] nasconde 11 piacere che gli fa [...] perché posso [...] da vivere scrivendo. Non ci speravo cosi [...]. Ventiquattro anni, californiano, laureato [...] Yale, [...] sempre insieme al suo [...] Gary, [...] svagata di un ragazzo in vacanza, Leavitt [...] a separare [...] dallo scrivere. Certo lui non direbbe mai [...] Flaubert [...] sono [...]. Io racconto solo la [...] piccoli gesti ma senza la pretesa di [...] universali». Eppure tutte quelle donne [...] aridi, convenzionali, prigioniere di [...]


Brano: NARRATIVA David Leavitt Il [...] di Jonah Boyd NARRATIVA Alessandro Golinelli Troppi [...] Tunisi non fanno Tunisia n Dopo i geniali [...] Ballo di famiglia, opera culto sulla mediocrità occidentale [...] Ottanta [...] a soli 23 anni, David Leavitt non [...] prodotto un vero capolavoro, ma ha comunque [...] di titoli ormai una decina che farebbero [...] livelli la carriera di tanti altri scrittori. Non si smentisce neppure [...] The body [...] Jonah Boyd, dove il [...] meglio di quello italian[...]

[...]ente. Ernest verrà ucciso da [...]. La verità viene a [...] presente in cui Judith ormai in pensione [...] Ben, [...] affermato, ricordando con lui quel pomeriggio lontano [...] ragazzo aveva letto a Boyd i suoi [...] poetici. Il gioco drammatico di Leavitt [...] spingere le motivazioni di un gesto ben [...] assurgere a emblema di [...] sul fondo della quale si sono perse [...] una generazione nuova e diversa, quella degli [...] Sessanta. Costruito come un puzzle [...] il romanzo ha una forza lirica e [...]

[...] spingere le motivazioni di un gesto ben [...] assurgere a emblema di [...] sul fondo della quale si sono perse [...] una generazione nuova e diversa, quella degli [...] Sessanta. Costruito come un puzzle [...] il romanzo ha una forza lirica e [...] Leavitt tra gli scrittori che contano, quelli [...] daranno forse mai un testo assoluto, ma [...] da apprezzare e su cui riflettere. Sergio Pent n Parafrasando [...] popolare in base al quale una rondine [...] potremmo dire che questi volatili, anche se [..[...]

[...] confine, una [...] di separazione, ma un lago che unisce») non fanno [...]. Peccato, perché Golinelli ha [...] di scrittura. Roberto [...] Le rondini di Tunisi Alessandro Golinelli [...] 255 euro 14,50 Marco Tropea Editore Il [...] Jonah Boyd David Leavitt traduzione di Delfina [...] pagine 233 euro 16,50 Mondadori GIOTTO CAPPELLA [...] Notizia da brividi: i [...] Gradenigo, [...] della Cappella Scrovegni a Padova, affreschi di Giotto [...] demolito un antistante portico del [...] scoperchiato [...] p[...]


Brano: [...].]. Non ci sono più [...] con i pugni in tasca ed usano [...] messaggio della loro vitalità. Una cosa importante, è [...] la cultura ufficiale attribuisce a questi autori [...] credito che ricevono dal mercato editoriale. I due più importanti, David Leavitt [...] Jay [...] scrivono regolarmente sulle [...] riviste letterarie parlando di [...] altri giovani, come per esempio Lorrie Moore, [...] e recensita [...] pagina della New [...] Book [...]. In una recente intervista Robert Gottlieb, [...] presiden[...]

[...] di racconti, una volta considerate invendibili. Per me, pubblicare [...] buon affare. Sono recensiti, richiamano [...] e chissà, potrebbe esserci [...] grosso successo commerciale». Sempre sulla prima pagina [...] New York [...] Book [...] il [...] Leavitt discute della [...] generazione di narratori, in [...] New [...] «Nuove voci e vecchi [...]. Da chi è composto [...] «Nuove voci»? Leavitt nomina: Marian [...] Meg [...] Elizabeth [...] Peter [...] e Amy [...]. Se aggiungiamo il nome [...] più [...] e Lorrie Moore abbiamo un [...] e proprio gruppo letterario. Allora vuoi proprio fare [...] Con questo titolo provocatorio [...] tratta la[...]

[...]e formalizza [...]. Dunque [...] riconosce una nuova corrente [...] noi non ci entusiasmiamo. E pensare che alcune [...] voci», oltre ad ottenere solidi successi di [...] dei loro romanzi per [...]. /// [...] /// Vediamo chi sono questi [...]. David Leavitt è nato [...] California, laureato nel [...] a [...] nasce Il romanzo stile [...] New York: scale di servizio sulla «Pine [...] è vero che la [...] scrittori soltanto tempi accelerati, attraverso telefilm pieni [...] ellissi. Non è vero almeno [...] [...]

[...] suo successo si [...] recensione di [...] sul New York [...] che ha puntato il [...] lui, catalizzando [...] di tutta la critica. Poi, subito, il libro [...] la cessione dei diritti per [...] tascabile a [...] che si prenota il [...]. I racconti di Leavitt [...] più lontano di una versione anni Ottanta [...] famiglie in crisi, madri coi figli, ma [...] rapporti ambigui [...] uomini e donne, bambini [...] «alieni» o che sognano di diventare geni [...] dovunque disastri affettivi e sentimentali, come co[...]


Brano: [...]non è [...] trovata. È noto che la [...] gli altri numeri interi si dirada sempre [...] mano che i numeri diventano più grandi. [...] arriva in Inghilterra pensando di [...] dimostrato la formula per trovare tutti i numeri primi. Non era così. David Leavitt ha scritto nel [...] The [...] che ora esce in italiano Il matematico indiano [...]. Negli ultimi anni per [...] di successo sembra che gli ingredienti debbano [...] matematici, che per loro natura devono essere [...] non pazzi, certo «creature di u[...]

[...]...] di successo sembra che gli ingredienti debbano [...] matematici, che per loro natura devono essere [...] non pazzi, certo «creature di un altro [...]. Con qualche accenno alla [...] si occupano, inserendo la loro attività nel [...]. Il libro di Leavitt [...] la tecnica del flash back. Hardy sta tenendo una conferenza [...] cui ricorda [...] indiano [...] compare solo a pagina 174). Ricorda la lettera ricevuta [...] suoi primi anni a Cambridge, la società [...] Apostoli, di cui fanno parte Russell,[...]

[...][...] sempre prodotta da un essere [...] riflette [...] Adamo. Ma il problema è [...] «perfezionismi» diventano modelli di riferimento sociale, possono [...] peccati mortali. UNA STORIA DI NUMERI E PASSIONE [...] al centro del nuovo romanzo di David Leavitt, [...] ospite della [...] che racconta la storia [...] scienziati, un inglese e un indiano n [...] Gianluca Lo Vetro n di Michele [...] Nato a [...] nel 1961, David Leavitt [...] nel 1984, a soli 23 anni, con [...] Ballo di famiglia, ormai divenuto un classico [...]. [...] il più importante dei rappresentati [...] Minimalismo degli anni [...]. Ha scritto il primo [...] La lingua perduta delle gru, a cui [...] numerose [...]


Brano: [...] Il plagio, però, paradossalmente, [...] faccenda, è marginale rispetto al [...] motivo [...] che ha condotto Spender a [...] ratio. Ottantacinquenne, della generazione di Isherwood, [...] e discepolo di [...] animatore . Nel romanzo, infatti, [...] Leavitt, 33 anni, minimalista [...] 1984 con i racconti di Ballo di [...] tema [...] nana la storia di [...] Brian, [...] giovane scrittore aristocratico che si innamora di [...] della metropolitana di Londra e lo segue [...] spagnola. In ; pratica la stess[...]

[...]opolitana di Londra e lo segue [...] spagnola. In ; pratica la stessa [...] raccontata ; da Stephen Spender nella [...] autobiografia [...] «Un [...] mondo nel mondo» uscita nel [...] (in Italia è stata di recente [...] cala da II Mulino) alla [...] Leavitt 1 aveva ammesso di essersi [...] se nella [...] Storia è centrata [...] sul parallelo tra la minaccia [...] nazismo e la crisi [...] nella comunità gay contemporanea. Quello che ha mosso [...] Spender, tuttavia, sono state le scene di sesso [...] (a[...]

[...]la [...] Storia è centrata [...] sul parallelo tra la minaccia [...] nazismo e la crisi [...] nella comunità gay contemporanea. Quello che ha mosso [...] Spender, tuttavia, sono state le scene di sesso [...] (assenti totalmente [...] del polita) che Leavitt [...] che sarà ripubblicato con una nuova introduzione. Spender, che andò in Spagna [...] di cuore più che per fede politica, [...] il giovane amico [...]. [...] che si era incautamente arruolato [...] repubblicano e che per poco non venne fucilato [...]

[...]e, i suoi problemi con [...] partono anche di [...]. In ogni caso la [...] un problema irrisolto in letteratura: è possibile [...] di una persona oppure esiste sempre il [...] quella persona a mante. La casa editrice Mondadori [...] tutti i libri di Leavitt) assicura che [...] al più presto: dopoché saranno arrivate le [...] versione. In Europa la possiamo [...] Olanda dove i libri in inglese vengono tradotti [...] Usa il romanzo è già entrato nel [...] rari. [...] book, un mercante di Los Angeles, lo [...]


Brano: [...]e di una verità piena di [...] eccentrica c anomala, per quanto Inedita e Immaginabile [...] proprio della condizione americana contemporanea. /// [...] /// Insomma, raggiunge quella «distanza» [...] trascrive [...] ma lo esprime. Diversamente da un Leavitt, [...] già abbiamo avuto occasione di notare: in Ballo [...] infatti prevalente è II segno del magnetofono [...] la scrittura come adeguamento e non come Invenzione [...]. Passione, ironia e tanta [...] generazione dei Leavitt e degli [...] rispuntano i vecchi autori [...]. Doctorow, Vonnegut (e un Roth [...] 934), una riscoperta da [...] tutto ciò, uno sguardo incapace [...] non solo di sorpresa, ma anche, a onta delle [...] di partecipazione e di distacco. Eppure, quest[...]

[...][...] di partecipazione e di distacco. Eppure, questo sottile confine [...] scrittura, fra registrazione passiva della tristezza reale [...] la neutralità e [...] espressiva e morale del [...] narrativo, può essere persino superato rispetto al [...] Leavitt: è il caso [...] giovanissimo scrittore americano di [...] è parlato, e cosi scioccamente, nella stampa [...] questi ultimi mesi, quel [...] Zero (1985) di Bret Easton Ellis [...] cui è annunciata per [...] una traduzione italiana. Paradossalmente, [...]

[...]nnotazione soggetti va, potrebbe interrompersi o [...] In ogni suo punto, una forma non [...] morale, ma semplicemente del senso. Se questa è la [...] generazione, bisogna dire In [...] non c'è gran che da [...] e sempre più si [...] personaggi come Leavitt o Bret Easton Ellis [...] di un abilissimo battage pubblicitario e probabilmente [...] ma quel che è peggio ripreso [...] da noi a scatola [...] una più autonoma ricerca su un panorama [...] non è poi, in questi ultimi anni, [...] povero. Le prove r[...]


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