Brano: [...].]. Senatore, capogruppo [...] nella commissione Ambiente la [...] Ascoltiamo, il mondo è cambiato PIERO SANSONETTI Ricordiamo, [...] è già spianata PASQUALE CASCELLA Caro direttore, [...] è venuta immediatamente in mente [...] preordinata a Luciano Lama [...] Roma il 17 febbraio 1977 davanti alle immagini [...] Piero Fassino sabato scorso al corteo per [...]. È stato il direttore [...] «Corriere [...] sera», Stefano Folli, a evocare, nel suo [...] «pagina lontana e triste». Per quanto la storia [..[...]
[...]nato [...] incisive. E tensioni tanto più acute [...] quelle frange estremiste, e violente, organizzate [...] che aveva preso il sopravvento [...] di Roma. Fu proprio per affermare il [...] democratica degli studenti e dei [...] della «Sapienza» che Lama accettò [...] della Federazione [...] e [...] del Lazio a una manifestazione [...]. Subito osteggiata da «Autonomia» [...] «tentativo di normalizzazione» da «contrastare con ogni [...]. E in effetti, niente [...] la violenza verbale né quella fisica[...]
[...]ente [...] la violenza verbale né quella fisica, [...] al palco dal quale [...] diceva di «vedere migliaia [...] di studenti che insieme costituiscono una forza, [...] la violenza forsennata contrappone e divide». Come, puntualmente, accadde. Eppure Lama mai si [...] non essersi tirato indietro davanti al montare [...]. Del resto, il corso [...] il precipitare della follia terrorista, si incaricarono [...] giustizia [...] subita. Ma non di rimediare [...] che, agli occhi del dirigente riformista, er[...]
[...]li occhi del dirigente riformista, era [...] «Non difendere quella manifestazione da una violenza [...] suo volto antidemocratico». Di una sparuta minoranza, certo. E però quella certa [...] che si era manifestata [...] aveva lasciato il segno [...] Lama [...] una ferita, se ancora molti anni dopo [...] «rammarico» per non [...] trovato «tutta la solidarietà, [...] partito». Su cui contava non [...] propria immagine, ma proprio per il timore [...] «certe posizioni massimaliste ed estremiste potesser[...]
[...]e dei manifestanti di [...] cognizione del sopruso che si andava consumando [...] corteo, sicuramente sarebbe stata pronta a respingere [...]. Di [...] però, a definire come [...] Pietro [...] del [...] «risibile, storicamente e politicamente, [...] Lama e il 1977» crediamo ce ne [...] comune del movimento e delle forze politiche [...] il campo da ogni ombra. Il punto è come mai [...] consapevolezza di dover difendere lo spirito pacifico e unitario, [...] pure si snodava lungo [...] manifestazione, [...]
[...]la presa [...] distanza dalla pratica della violenza, il [...] coprire il vuoto culturale, il [...] il superamento di ogni residua ambiguità, [...] di ogni calcolo politico ed [...] è tutto questo, semmai, a segnare [...] liberazione dalla «sindrome Lama». Con buona pace del [...] Forza Italia, Sandro Bondi, che ha trovato «superficiale» [...] il dirigente riformista della [...] perché questi «non voleva [...] chi non la pensava come lui». Al contrario, Lama andava [...] là dove più aspre erano le incomprensioni [...] il pericolo della divisione, convinto che solo [...] isolato le posizioni più estremiste, consolidato le [...] e consentito al movimento riformatore [...] traguardi [...] di progresso. Per[...]
[...]mente nei posti di [...] e la [...] che avevano firmato [...] separato con il governo [...] Bettino [...] ma anche con una [...] una esplicita intenzione di premere sul vertice [...] perché prendesse atto della [...] socialisti e, a maggioranza, proclamasse lo sciopero [...]. Lama avrebbe potuto farsi [...] la tigre. Si assunse, invece, la [...] con il movimento, fino a [...] la guida e [...] su «strade diverse da [...] del massimalismo o, peggio, della disperazione». Il 24 marzo era [...] San Giovanni, di fronte a un milione[...]
[...]io, della disperazione». Il 24 marzo era [...] San Giovanni, di fronte a un milione [...] «una parola che è a un tempo [...] incrollabile proposito: [...]. Altro voleva sentire la [...] effetti si mostrò gelida, se non ostile. Ma se non subito [...] Lama era riuscito a parlare alla testa di [...]. E, al dunque, non [...] su quel movimento ma a ritrovare con [...] ragioni [...]. Non è una strada spianata [...] Caro Direttore, ho letto i [...] di oggi e di ieri. /// [...] /// Mi sembra che nessuno [..[...]
[...]erò ha prodotto una [...] polemiche e i titoli di testata (di [...] quasi tutti i giornali italiani. Sono stati dedicati a [...] degli editoriali. Si è parlato di ritorno [...] violenza degli anni [...] anzi del [...] e si fatto un [...] al palco di Lama. Quella volta un migliaio [...] dentro [...] di Roma, mise sotto [...] dal quale parlava Luciano Lama, cioè il [...] e poi scatenò un [...] attacco, [...] con spranghe di ferro, [...] estintori, caschi, bottiglie incendiarie e manici di [...]. [...] anche varie rivoltelle. Fu un inferno, durò [...]. I sindacati si ritirarono [...] feriti. Solo per u[...]
[...]aliane le violenze si [...] i morti, parecchi morti, soprattutto giovanissimi studenti. E intanto dilagò il [...] che arrivò fino al sequestro, [...] e [...] della scorta (cinque uomini) [...] uomo politico italiano, di Aldo Moro. Paragonare [...] a Lama agli incidenti [...] a via Amendola non ha alcun senso. Quel giorno [...] poche migliaia di persone. Sabato in piazza [...] pochi milioni di persone. Quasi tutti quelli che erano [...] parteciparono agli scontri. Sabato hanno partecipato agli [...] [...]