Brano: [...]uno scrittore tedesco di [...] Anders, in uno iscritto [...] di un viaggio a Hiroshima e Nagasaki. [...] di Anders era molto [...] politica, anche la più grave, è sempre [...] n conflitto atomico invece esclude [...] dimensione del domani e [...] di Jaspers perdeva la misura essenziale della [...]. Anders naturalmente ebbe molti [...] Italia. Ricordo che quando gli [...] suo soggiorno a Milano, più che la [...] mi colpiva [...] insistenza morale del suo [...] mani, inferme, parlavano a scatti [...] me [...]
[...]sto stato [...]. Non [...] mai dimenticato. Ora però riferirò le [...] questo li. Ogni singolo uomo ha [...] della libertà e il : sistema politico [...] che meglio garantisce questo diritto: un sistema [...]. La civiltà contemporanea, continua [...] Jaspers, è dominata dalla tecnica e [...] intellettuale del funzionamento degli [...] distruggere la ragione [...] cioè la [...] possibilità di [...] sul senso, e quindi [...] margine finito che ha a disposizione per [...] progettati. Un liberale con nostal[...]
[...]rra [...] i crìtici, rispetto alla [...] organizzazione totale » del mondo [...] cui parla [...]. Del resto questo orrore [...] maligni della tecnica sullo spirito è un [...] nella filosofia tedesca contemporanea, condiviso, fra [...] dal critico di Jaspers, Anders, [...] un altro libro parla di un uomo [...] suo stesso corpo per essere efficace nel [...]. Il totalitarismo politico compie poi [...] distruzione estrema poiché è « una progettazione totale che [...] tutto [...] una formazione organizzativ[...]
[...]...] suo stesso corpo per essere efficace nel [...]. Il totalitarismo politico compie poi [...] distruzione estrema poiché è « una progettazione totale che [...] tutto [...] una formazione organizzativa di massa [...] elimina [...] in quanto tale ». Jaspers era stato antinazista, ma [...] il mostro ò [...]. E nonostante Jaspers, in [...] anche nel suo libro La Germania tra [...] sostenga che la filosofia illumina la pratica [...] che il contenuto analitico di queste spiegazioni [...] niente totale, la teatralizzazione, al contrario, drammatica. [...] una classica scena ide[...]
[...]nia tra [...] sostenga che la filosofia illumina la pratica [...] che il contenuto analitico di queste spiegazioni [...] niente totale, la teatralizzazione, al contrario, drammatica. [...] una classica scena ideologica, proprio [...] significato che Jaspers stesso sa dare benissimo a questa [...]. Un epilogo grottesco La [...] è che sia meglio lo sterminio di [...] la libertà in una vita non degna [...]. [...] qualcòsa di ama' [...] grottesco in questo epilogo, nel [...] della , guerra fredda e nel [..[...]
[...]storico e materiale molto lontano [...] mezzo) da quello dove queste " [...] proposizioni erano nate. Ne derivava una sproporzione fatale [...] discorso. La tragedia contemporanea faceva [...] distruttivo al luogo comune idealista: era come [...] di Jaspers si consumasse inconsciamente una specie [...] tra guerre di epoche diverse, sempre crudeli, [...] loro. Questi effetti sconcertanti derivavano [...] era venuto potentemente a galla in questa [...] del valore che, a dispetto della fedeltà [...] trans[...]
[...]a specie [...] tra guerre di epoche diverse, sempre crudeli, [...] loro. Questi effetti sconcertanti derivavano [...] era venuto potentemente a galla in questa [...] del valore che, a dispetto della fedeltà [...] transitato sempre nella filosofia di Jaspers. Così che in questo libro [...] giusta considerazione per cui ogni progetto ideale non deve [...] imprigionare il finito, ma [...] una prospettiva sul mondo, [...] con [...] della necessità di una « [...] », una predica banale per la salvezza. Abbia[...]
[...] una « [...] », una predica banale per la salvezza. Abbiate misura filosofica e sarà [...] il rischio [...]. Ma ora aggiungerò due [...] riguarda ancora la filosofia, [...] il metodo psichiatrico. Per quanto riguarda la [...] del finito di cui parla Jaspers va [...] si può [...] immobilizzata nel « concetto [...] al contrario, va articolata nella analisi della [...]. Altrimenti [...] diventa una variante metaforica della [...] e si ritorna in una dimensione idealistica. Abbiamo visto con quali [...] qu[...]
[...]à di capire [...] sociali, le ragioni congiunturali che hanno condotto [...] tra grandi potenze: tutto questo sfuma [...] di un pensiero pregiudiziale [...] se stesso. Credo invece che proprio [...] « comprendere » relativo al rapporto psichiatrico, Jaspers [...] che non mi pare gli siano riconosciuti. Oggi che i libri [...] inglese [...] con alle spalle il primo Sartre e la semantica suggestiva [...] marxiano [...] sono dì dominio comune, è [...] facile affermare che i rapporti tra medico e paziente [[...]
[...]o [...] sono dì dominio comune, è [...] facile affermare che i rapporti tra medico e paziente [...] ad un complicato rapporto di [...] e non sono una pratica [...] dove la persona disturbata gioca il ruolo (epistemologico e [...]. Ma nel 1913 quando Jaspers [...] la [...] Psicopatologia generale [...] sette edizioni, in parte aggiornate, [...] cui la settima pubblicata a Basilea nel 1959 [...] quale era la situazione? Basta [...] una qualsiasi storia della psichiatria anche da anni Quaranta [...] veder[...]
[...]uale era la situazione? Basta [...] una qualsiasi storia della psichiatria anche da anni Quaranta [...] vedere che la « malattia » era per lo [...] proiettata in una « dimensione [...] » che oggi ha sempre [...] spazio anche nella medicina generale. Jaspers capi molto bene [...] andava sottratto ai metodi di indagine delle [...] e che, anzi, richiedeva [...] del « comprendere » [...] tedesca aveva elaborato per quelle che allora [...] «scienze dello spirito ». La [...] « psicologia comprensiva » [...] [...]
[...]] tedesca aveva elaborato per quelle che allora [...] «scienze dello spirito ». La [...] « psicologia comprensiva » [...] rivoluzione metodica che poi si diffuse vent'anni [...] altre strade, per esempio attraverso la scuola [...]. Alle spalle dello Jaspers del [...] certamente tutta la grande tradizione [...] neokantiana che ovviamente ha le sue date. Ma, soprattutto, [...] che in Italia ha subito [...] torto di apparire soprattutto per le sue opere storiche [...] di essere assimilato ad [...] ridutti[...]